dianzi
avv. [da di anzi]. – Poco fa, poco prima: D. venimmo, innanzi a voi un poco (Dante); L’estremo albor della fuggente luce, Che d. gli fu duce (Leopardi); l’ho visto d.; come ho accennato, come [...] ho ricordato d.; con la prep. di: il discorso di d., ecc. Fuori di Toscana non è com. ed è sentito come letterario. ...
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u, U
s. f. o m. (radd. sint.). – Ventesima lettera dell’alfabeto latino, che ha con la lettera V la stessa origine dall’alfabeto fenicio, e anche una storia comune fino a tempi molto vicini ai nostri. [...] della lingua è leggermente ritratto indietro e sollevato verso il palato. La u così articolata è detta u italiana o u toscana, in contrapp. alla cosiddetta u francese o u lombarda, che si pronuncia con le labbra nella stessa posizione, ma con la ...
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proda
pròda s. f. [lat. prōra (v. prora; prua), con dissimilazione della -r-]. – 1. ant. Prora: verso Rodi dirizzaron la p. (Boccaccio). 2. letter. La parte della riva che confina con l’acqua: il barcaiolo, [...] lenti ... perché le pecore brucassero l’erbetta magra delle p. (Jovine). In agraria, sistemazione a prode (o a rivale, o alla toscana), modo di sistemare il terreno (diffuso in Val d’Arno, in Val d’Elsa e nella valle dell’Ombrone), che viene ...
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cacciatora
cacciatóra s. f. [da cacciatore]. – Nella locuz. alla c., alla maniera dei cacciatori. Si dice in partic. dei vestiti che indossano usualmente i cacciatori, per lo più di velluto a coste: [...] coperte, o posteriori, per la selvaggina; è inoltre qualifica di piatti tipici soprattutto della cucina del Lazio e della Toscana, basati sugli aromi della salvia, del rosmarino, del vino e dell’aceto: pollo, agnello, capretto, abbacchio, ecc., alla ...
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monaca
mònaca (ant. o dial. mònica) s. f. [dal lat. tardo monăcha, gr. μοναχή; v. monaco]. – 1. Donna che si consacra a Dio con solenne professione di seguire una regola (che in Occidente è di solito [...] del genere Monachus, e in partic. della specie Monachus monachus (v. monaco, n. 2 b). 4. Nome dato in alcune parti della Toscana e nelle Marche al vaso di terracotta o di latta pieno di brace accesa, che si appende all’intelaiatura di legno detta ...
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polpetta
polpétta s. f. [der. di polpa]. – 1. Vivanda di carne tritata, condita e impastata con varî ingredienti, compressa a forma di pallottola schiacciata, fritta oppure cotta in tegame nel sugo: [...] animali per sopprimerli. 3. fig., tosc. Rimprovero, lavata di capo: già intoscanito fino alle midolle, sapevo che in Toscana una sgridata forte, un gran rabbuffo, si chiamava polpetta e polpettone (D’Annunzio). ◆ Dim. polpettina; accr. polpettóna e ...
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diaspro
dïaspro s. m. [dal lat. mediev. diasprum, lat. class. iaspis -ĭdis, gr. ἴασπις]. – 1. In mineralogia, varietà di silice compatta, a struttura microgranulare, opaca e di vario colore (rosso, giallo, [...] screziature (d. fiorito), a zone di diverso colore (d. agata), che, in Italia, si rinviene, in belle e svariate tinte, in Toscana (prov. di Pisa e Lucca), in Sardegna e Sicilia; più pregiato in passato, viene oggi utilizzato per gioie di minor pregio ...
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produrre
(ant. prodùcere) v. tr. [dal lat. producĕre, comp. di pro-1 e ducĕre «condurre»] (io produco, tu produci, ecc.; pass. rem. produssi, producésti, ecc.; fut. produrrò, condiz. produrrèi [ant. [...] Che qui la terra sol da sé produce (Dante); con ciò sia cosa che quel terreno produca cipolle famose per tutta Toscana (Boccaccio); è un melo che produce ottime mele; la regione produce soprattutto grano e olio; assol., campi che producono molto ...
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cacio
càcio s. m. [lat. caseus] (raro il pl. caci). – 1. Formaggio (è parola pop. in Toscana e Umbria; in altre regioni, spec. in quelle settentr., è sentita come letter.): c. fresco, secco, pecorino, [...] parmigiano, stracchino, ecc.; una forma di c.; alto quanto un soldo di c., molto piccolo, detto di solito di persona; essere pane e c. con uno, andare perfettamente d’accordo; essere, venire, cascare, ...
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caciotta
caciòtta s. f. [der. di cacio]. – Tipo di formaggio tenero che si mangia fresco o anche stagionato; in Toscana più com. caciola. ◆ Dim. caciottèlla, caciottina. ...
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Toscana Regione dell’Italia centrale (22.987 km2 con 3.692.555 ab. nel 2020, ripartiti in 273 Comuni; densità 161 ab./km2). Di forma grosso modo triangolare, ha limiti naturali relativamente ben definiti, in quanto corrisponde approssimativamente...
gorgia toscana
La gorgia è un fenomeno fonetico diffuso nei dialetti toscani (noto anche come spirantizzazione o aspirazione toscana). È un processo di ➔ indebolimento che coinvolge le consonanti ➔ occlusive scempie determinando la perdita...