sinagoga
sinagòga s. f. [dal lat. tardo synagoga, gr. συναγωγή, propr. «adunanza» (comp. di σύν «con, insieme» e ἄγω «condurre»), passato presso gli Ebrei (analogam. al termine ἐκκλησία presso i cristiani: [...] riunione»]. – 1. In ambito giudaico, posteriormente all’esilio babilonese (586-538 a. C.), luogo di riunione per la preghiera e la lettura sacra. Per estens., anche con riferimento a epoche più recenti, adunanza di appartenenti alla religione ebraica ...
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ectenia
ectenìa s. f. [dal gr. ἐκτενία o ἐκτένεια, propr. «estensione», comp. di ἐκ «fuori» e tema di τείνω «tendere»]. – Nella liturgia di rito greco, e da qui diffusa anche in altri riti orientali [...] e occidentali, lunga preghiera recitata dal diacono, costituita di una serie di suppliche che cominciano con le parole «Ancora preghiamo per ...» (di qui il nome), e alle quali i fedeli rispondono «Kyrie eleison». ...
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precario1
precàrio1 agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. precarius, propr. «ottenuto con preghiere, concesso per grazia», der. di prex precis «preghiera»]. – 1. agg. Incerto, non sicuro; che è soggetto a subire, [...] da un momento all’altro, un cambiamento, un peggioramento: una situazione (politica, finanziaria, economica, ecc.) estremamente p.; essere, trovarsi in p. condizioni economiche, in p. condizioni di salute; ...
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lusinga
luṡinga s. f. [dal provenz. lauzenga, che è dal franco lausinga, propr. «bugia»]. – Qualsiasi allettamento, fatto di frasi adulatorie, di parole amiche, di promesse, di atti esteriormente benevoli, [...] maestro ne per lusinga o battitura del padre ... gli s’era potuto metter nel capo né lettera né costume alcuno (Boccaccio); oppure, preghiera mista a lode: Ma se donna del ciel ti move e regge, Come tu di’, non c’è mestier lusinghe (Dante); Vergine ...
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abdesto
abdèsto s. m. – Adattamento ital., attrav. il fr. abdest, del pers. ābdast (comp. di āb «acqua» e dast «mano»), che indica presso i musulmani di lingua persiana e turca le abluzioni rituali, [...] obbligatorie prima dell’inizio della preghiera. ...
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breve2
brève2 s. m. [dal lat. mediev. breve]. – 1. Nel medioevo, fino al sec. 13°, documento redatto dal notaio, per conservare memoria e fare prova della conclusione di un negozio (donde imbreviare, [...] uscir di bocca alle figure (Vasari). 5. Involtino di stoffa con dentro una piccola reliquia di santi o formule di preghiera, da portarsi al collo per devozione (anche al dim., brevicino), spesso adorno, all’esterno, di immagini o di ricami. Anticam ...
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lusinghiero
luṡinghièro agg. [der. di lusinga; cfr. provenz. lauzengier]. – 1. non com. Di persona, che ha l’abitudine di lusingare, pieno di lusinghe: guàrdati dagli amici troppo l.; anche sostantivato: [...] sé o induce a sperare: parole, promesse l.; E ’l lusinghiero aspetto e ’l parlar dolce (T. Tasso); Non ascoltar preghiera Né voce l. (Chiabrera); Spiar ne’ guardi medici Speranza lusinghiera Della beltà primiera (Foscolo). Più spesso, che dà piacere ...
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partecipazione
partecipazióne (ant. participazióne) s. f. [dal lat. tardo participatio -onis]. – 1. In generale, il fatto di prendere parte a una forma qualsiasi di attività, sia semplicemente con la [...] parrocchia, alle celebrazioni liturgiche; con sign. specifico, nella storia delle religioni, riti di partecipazione, quelli (essenzialmente preghiera, sacrificio, consacrazione) con i quali l’individuo o il gruppo si mette in comunicazione con le ...
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risposta
rispósta s. f. [der. di risposto, part. pass. di rispondere]. – 1. a. L’atto e il fatto di rispondere a una domanda o a una richiesta; il modo e la forma con cui si risponde, e ciò che viene [...] dalla richiesta stessa: r. a una domanda, a una interrogazione, a un invito, e per estens. a una preghiera, a una supplica, a un segnale. Nella pratica della matematica scolastica, conclusione che viene enunciata esplicitamente al termine della ...
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mattutino
(ant. matutino) agg. e s. m. [dal lat. matutinus; cfr. mattino]. – 1. agg. a. Che è proprio della mattina o che avviene, si manifesta, ecc., durante le ore della mattina: la luce, la brezza [...] , cantare il m.; la riforma della liturgia, pur conservando al mattutino (ora chiamato ufficio delle ore) il carattere di preghiera notturna per il coro, ne ha modificato il contenuto riducendo il numero dei salmi e aumentando le orazioni, in modo da ...
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Invocazione rivolta a Dio, alla divinità, con la parola o col pensiero, per chiedere aiuto, protezione, salute, favori.
Tipologie
La p. è un fenomeno religioso di larghissima diffusione: benché finora non di tutti i popoli esistenti si sia...
preghiera (preghera; pregheria; preghero, in rima)
Antonio Lanci
Ricarda Liver
Sostantivo non molto frequente, quasi sempre costruito con ‛ fare '. Nel Fiore ricorre per lo più la forma ‛ preghera ' (anche ‛ pregher '), e ‛ pregheria '.
Il...