lastrone
lastróne s. m. [accr. di lastra]. – 1. Grossa lastra, in genere: un l. di marmo; un l. di ghiaccio. In partic., è termine usato per indicare le pietre di grande superficie e modico spessore [...] , pavimentazioni stradali, e simili. Locuz. ant., battere o dare il culo sul l., fallire, per allusione alla pena ignominiosa dell’acculattata (v.). 2. In alpinismo, parete inclinata di roccia, completamente (o quasi) priva di appigli, superabile ...
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infamare
v. tr. [dal lat. infamare, der. di infamis «infame»]. – 1. Rendere infame, coprire d’infamia, disonorare: la sua vita disonesta l’aveva infamato; nel rifl.: infamarsi con dissolutezze, con gravi [...] d’infamia, di disonore: vita, contegno infamante; vizî infamanti; accuse, voci infamanti. Nel medioevo fu detta infamante la pena che colpiva d’infamia colui che l’aveva subìta, indipendentemente dalla qualità e gravità del crimine commesso. ◆ Part ...
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povero
pòvero agg. [lat. pop. pauper -a -um per il lat. class. pauper -ĕris, comp. di paucus «poco» e parĕre «procacciare, produrre»: propr. «che produce poco» (detto prob., in origine, della terra)]. [...] un p. lavoro; non riesce a campare con i suoi p. guadagni; che cosa vuoi che faccia con le sue p. forze?; mi fa pena con quelle sue p. braccine, esili e magre; con altro senso, sono p. scuse, misere, meschine. Sempre in tono di commiserazione, è ...
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infamia
infàmia s. f. [dal lat. infamia, der. di infamis «infame»]. – 1. Condizione di disonore e di biasimo pubblico grave in cui viene a trovarsi una persona che abbia commesso azioni vergognose o [...] ordini sacri, dai benefici e uffici ecclesiastici o dall’esercizio di essi) da un’i. di diritto (che aveva carattere di pena e aveva per effetto l’incapacità di ricevere gli ordini sacri, l’inabilità a ricevere benefici e uffici ecclesiastici e l ...
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degno
dégno agg. [lat. dĭgnus]. – 1. Meritevole: persona d. di lode, di riverenza; parole d. di ammirazione; azione d. di biasimo; apprendere da fonte d. di fede; non è d. neanche di legargli le scarpe, [...] ., onesto, dabbene: è gente d.; una d. persona (talora iron.); di cosa, meritevole di lode: quel che ’n altrui pena Tempo si spende, in qualche atto più degno ... si converta (Petrarca); o giusto, giustificato, spec. nella formula per d. rispetti ...
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condizionalismo
s. m. [dall’ingl. conditionalism, der. di conditional «sottoposto a condizione»]. – Nel linguaggio teol., dottrina, respinta da quasi tutte le confessioni cristiane, secondo la quale [...] l’immortalità non è inerente all’anima, ma un dono di Dio, a ricompensa delle virtù esercitate in vita (pena dei malvagi sarebbe l’annichilimento, immediato o graduale). ...
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parlare2
parlare2 v. intr. [lat. mediev. parabolare, *paraulare, der. di parabŏla (v. parola)] (aus. avere). – 1. a. Pronunciare suoni articolati, dire delle parole: il bambino comincia già a p., ha [...] , cambiamo argomento di discorso. Analogam., con la particella ne: non so se te ne ho già parlato; non vale la pena di parlarne; non ne parliamo!, quando qualcuno ci ricorda cose che ridestano in noi sentimenti e ricordi spiacevoli, o anche fatti ...
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degradare
v. tr. [dal lat. tardo degradare, der. di gradus «scalino, grado»; nel sign. 4 ricalca il fr. dégrader]. – 1. a. Privare del grado, come pena militare, e in genere punire con la degradazione: [...] d. un ufficiale, un sacerdote (e, in riferimenti storici, d. un nobile, un cavaliere). b. estens. Disonorare, avvilire, rendere moralmente abietto: azioni vituperevoli che degradano l’uomo. Anche rifl.: ...
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nonche
nonché (o 'nón ché') cong. – 1. letter. Non solo, non solo non; spesso correlativo a una congiunzione avversativa (e in tal caso scritto di solito con grafia divisa e con pron. ‹nón ke›): Nulla [...] speranza li conforta mai, Non che di posa, ma di minor pena (Dante); le vittime, non che esser distinte per nome, appena si potranno indicare all’incirca (Manzoni). All’inizio di periodo o di frase, premesso a una prop. negativa, serve ad affermare, ...
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coso
còso s. m. [da cosa]. – Termine di uso familiare col quale si indicano oggetti di cui non si sa o non sovviene lì per lì il nome, o che non si vogliono nominare esplicitamente (anche per motivi [...] , coi piedi dolci (Palazzeschi); il Mondo: quella cosa tutta piena ... di quei «cosi Con due gambe» che fanno tanta pena (Gozzano). ◆ Dim. cosino (v.), cosétto, cosettino; spreg. cosùccio, cosettùccio; accr. cosóne; pegg. cosàccio, cosettàccio. ...
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Sanzione afflittiva comminata dall’autorità giudiziaria a chi abbia commesso un reato.
Profili generali
La p. criminale, o p. in senso stretto, appartiene al genere delle sanzioni punitive, rivolte cioè a garantire l’osservanza della norma...
pena
Emilio Pasquini
Accantoniamo ovviamente tutti gli esempi già registrati nella voce ‛ appena ', sia per l'avverbio modale o di quantità sia per l'unico caso di congiunzione temporale (ne resta fuori soltanto Fiore CCII 4 a pena mai maggiore...