vuoto
vuòto (ant. o pop. vòto) agg. [lat. volg. *vocĭtus, da vacĭtus, part. pass. di un verbo *vacēre «vuotare», con la stessa radice di vacuus «vacuo, vuoto»]. – 1. a. Privo di contenuto, che non contiene [...] iperb.: il teatro era v. (anche mezzo v., quasi v.), c’erano pochi spettatori; lo scompartimento è v., ci sono molti posti liberi , frazione di v., lo stesso che porosità. h. Nel linguaggio politico, vuoto di potere, la situazione che si determina in ...
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manovra
manòvra s. f. [dal fr. manoeuvre, che risale al lat. mediev. manuopera; v. manovrare]. – 1. In senso generico, complesso di operazioni manuali e di movimenti con cui si mette in azione una macchina, [...] volta in un verso e una volta nel verso opposto. c. Qualunque spostamento di convogli ferroviarî, di locomotive, di carri manovra; dovette fare molte m. per posteggiare. 3. Nel linguaggio milit.: a. Complesso di atti compiuti da unità dell’esercito ...
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uòvo (pop. òvo) s. m. [lat. ōvum, lat. volg. ŏvum] (pl. le uòva). – 1. In biologia, il gamete femminile costituito da una cellula di varie dimensioni (detto perciò anche cellula uovo), di forma per lo [...] trovata semplice per risolvere un problema ritenuto insolubile (così come C. Colombo, secondo una tradizione, riuscì a far stare in regole; u. filosofico (o u. degli alchimisti), nel linguaggio alchemico, il contenitore sferico in cui è posta a ...
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peregrinare v. intr. [dal lat. peregrinari, der. di peregrinus: v. PEREGRINO] (aus. avere). – 1. Andare vagando qua e là, da un luogo all’altro, fuori della propria terra (in questo sign. anche, ma assai [...] per acquisto di dottrina e di libri (Carducci); Anna peregrinava i monasteri, largiva limosine propiziatrici (C. E. Gadda). ◆ Part. pres. peregrinante, nel linguaggio letter. anche come agg. o sost., con il sign. generico di vagante, errante, o con ...
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fronte
frónte s. f. o m. [lat. frōns frŏntis]. – 1. a. La regione anatomica corrispondente all’osso frontale, compresa tra le sopracciglia e la radice dei capelli: una f. alta, bassa, ampia, spaziosa, [...] Con tanta f. or gli tornava inante (Ariosto). Nel linguaggio poet., atteggiamento del volto o anche, in genere, sembianza: f. o la f. di un ghiacciaio, la parte terminale della lingua. c. In calzoleria, la f. del tacco, la parte interna, quella cioè ...
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castrare
v. tr. [lat. castrare]. – 1. a. Togliere a un animale, maschio o femmina, gli organi della riproduzione, o determinarne in altro modo l’atrofia, per renderlo più mansueto o più adatto all’ingrassamento: [...] passo importante: molti articoli erano stati castrati dalla censura. Con altro senso fig., derivato in parte dal linguaggio psicanalitico, c. qualcuno, privarlo delle possibilità o dei mezzi per agire, bloccarlo nelle sue attese o aspirazioni e sim ...
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monopòlio s. m. [dal lat. monopolium, gr. μονοπώλιον, comp. di μονο- «mono-» e tema di πωλέω «vendere»]. – 1. a. Nel linguaggio econ., accentramento dell’offerta o della domanda del mercato di un dato [...] (o la domanda): esercitare, avere il m. della produzione di automobili. In questi casi si parla, più precisamente, di oligopolio. c. In senso concr., soprattutto al plur., il soggetto (singola grande impresa o gruppo di imprese) che si trova in ...
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sopra
sópra (ant. e letter., o region., sóvra) prep. e avv. [lat. sŭpra, sincopato da sŭpĕrā (parte), propr. «nella parte superiore, più alta», ablativo femm. dell’agg. supĕrus «che sta sopra»] (radd. [...] Vi furon sopra, e v’approdaro alfine (Caro); anche nel linguaggio com.: il bosco è proprio s. la ferrovia; aveva una si è mangiato tutto il di s. del dolce; sul di s. è bianco. c. Di uso frequente la locuz. al di s., per il semplice sopra o di sopra ...
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marcare
v. tr. [der. di marca1; in alcuni usi, per influsso del fr. marquer] (io marco, tu marchi, ecc.). – 1. a. Bollare, contrassegnare con una marca; imprimere una marca o un marchio su un oggetto: [...] m. su rigore. b. Nel gioco del biliardo, m. i punti, registrarli, o anche conquistarli, guadagnarli. c. Nel linguaggio tecn., m. i tempi di una lavorazione industriale, controllare, mediante appositi cronometri, i tempi di lavorazione necessarî per ...
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proprieta
proprietà (pop. propietà) s. f. [dal lat. propriĕtas -atis, der. di proprius «proprio»]. – 1. a. Qualità propria e particolare che un essere, un corpo, una sostanza (o anche una specie) ha [...] o grande p., con poca p., senza nessuna p.; p. di linguaggio, di espressione; usare una parola con p. di significato; p. di ); la p. è un furto, traduz. del fr. la propriété c’est le vol, frase usata dallo scrittore politico P.-J. Proudhon in ...
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linguaggio C++
Mauro Cappelli
Linguaggio di programmazione orientato agli oggetti inventato da Bjarne Stroustrup, ricercatore dei Bell Labs, nei primi anni Ottanta e commercializzato nel 1985 da AT&T. Oggi il linguaggio non è proprietario...
linguàggio di programmazióne In informatica, insieme di parole e di regole, definite in modo formale, per consentire la programmazione di un elaboratore affinché esegua compiti predeterminati. Esistono l. di p. di alto livello e di basso livello:...