ministro
s. m. [dal lat. minister -stri «servitore, aiutante», der. di minor agg., minus avv. «minore, meno», secondo il modello di magister «maestro» sentito in rapporto con magis «più»]. – In genere, [...] di un’autorità superiore: i m. del re (solo nel linguaggio letter. e in senso storico: gli alti dignitarî e ufficiali di o brando: all’ultim’uopo, Fido m., or vieni (Alfieri). c. In funzione predicativa, e con senso fig., nell’espressione ormai letter ...
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critico1
crìtico1 agg. [dal lat. critĭcus, gr. κριτικός «atto a giudicare, decisivo» e come s. m. «giudice, critico», der. di κρίνω «distinguere, giudicare»] (pl. m. -ci). – 1. Che riguarda la facoltà [...] prevedono perturbazioni atmosferiche particolarmente intense; con altro sign., eufem., giorni c., periodo c., i giorni della mestruazione. 3. a. Nel linguaggio scient. e tecn., valore c. di una determinata grandezza, valore limite mai raggiunto dalla ...
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carcere
càrcere s. m. e f. [lat. carcer -ĕris, in origine «recinto» e più propr., al plur., le sbarre del circo dalle quali erompevano i carri partecipanti alle corse; poi «prigione»]. – 1. Luogo in [...] dove si sia costretti a vivere rinchiusi o in cui si stia malvolentieri; in partic., nel linguaggio poet., c. corporeo, c. dell’anima e sim., il corpo; cieco c., c. cieco in Dante (Inf. X, 59; Purg. XXII, 103), l’inferno. 3. In alcuni codici penali ...
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caricare
v. tr. [lat. tardo carrĭcare, der. di carrus «carro»] (io càrico, tu càrichi, ecc.). – 1. a. Mettere sopra un veicolo, o addosso a un animale, a una persona, un peso da trasportare. Lasciando [...] ; caricarsi le tasche di cianfrusaglie. b. fig. Colmare: c. uno di noie, d’ingiurie, di botte, di cortesie, di regali; c. i cittadini d’imposte; il maestro ci carica di compiti. c. Nel linguaggio commerciale, aggiungere al costo o prezzo di una merce ...
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franco2
franco2 agg. [dal prec.: propr. «uomo libero del popolo dei Franchi»] (pl. m. -chi). – 1. ant. o letter. Ardimentoso, intrepido: affrontò f. il pericolo; la Persia e il fato assai men forte Fu [...] ) che libera l’assicuratore dal risarcimento di qualsiasi avaria comune o particolare; f. colaggio (v. colaggio). c. Nel linguaggio banc., f. valuta, dicitura usata per indicare che determinati titoli di credito o documenti devono essere consegnati ...
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custodia
custòdia s. f. [dal lat. custodia, der. di custos -odis «custode»]. – 1. L’azione, l’opera, l’attività di custodire, cioè sorvegliare un luogo, curare e assistere persone o animali, conservare [...] ; lasciare a qualcuno un bene in c.; affidare un oggetto in c. a qualcuno, o affidare a qualcuno la c. di un oggetto; sei sotto la mia c.; ho fatto buona c. di quanto mi hai affidato; deposito a c., nel linguaggio banc., servizio che la banca esegue ...
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unita
unità s. f. [dal lat. unĭtas -atis, der. di unus «uno»; in alcuni dei sign. concreti, ha risentito l’influenza dell’ingl. unit (che in inglese è distinto da unity)]. – 1. a. Il fatto, la condizione [...] non si tratta di terreno appoderato, per esercitare una conveniente coltivazione secondo le regole della buona tecnica agraria. c. Nel linguaggio fiscale, u. immobiliare urbana, ogni fabbricato, o porzione di fabbricato, o insieme di fabbricati, che ...
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sociale
agg. [dal lat. socialis, der. di socius, v. socio]. – 1. a. Che vive in società: l’uomo è un animale sociale. Per estens., in zoologia ed etologia, il termine qualifica le relazioni tra individui [...] studio dei sistemi sociali, in partic. delle strutture di parentela. c. Che riguarda l’ambiente in cui si vive, le persone 1 e). Come locuz. aggettivale, è usata nel linguaggio finanziario l’espressione in sociale, per indicare l’operazione ...
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conversazione
conversazióne s. f. [dal lat. conversatio -onis «il trovarsi insieme», der. di conversari: v. conversare2]. – 1. a. Il trovarsi insieme di più persone per conversare; ritrovo, circolo: [...] un po’ di c.; partecipare alla c.; una c. piacevole, animata, briosa, frivola, noiosa; la c. languiva. Anche, colloquio in senso generico: ho avuto una lunga c. con il segretario dell’ente; c. telefonica. c. Nel linguaggio diplomatico, conversazioni ...
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perdere
pèrdere v. tr. [lat. perdĕre, comp. di per-1, indicante deviazione, e dare «dare»] (pass. rem. pèrsi o perdètti [meno com. perdéi], perdésti, pèrse o perdètte [meno com. perdé], perdémmo, perdéste, [...] diminuisce a confronto di altre. Con uso assol., nel linguaggio marin., si dice che un veliero perde, quando non perdiamo altro tempo; se vogliamo arrivare puntuali, non dobbiamo p. tempo; non c’è tempo da p., frase d’uso com. per spronare sé e ...
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linguaggio C++
Mauro Cappelli
Linguaggio di programmazione orientato agli oggetti inventato da Bjarne Stroustrup, ricercatore dei Bell Labs, nei primi anni Ottanta e commercializzato nel 1985 da AT&T. Oggi il linguaggio non è proprietario...
linguàggio di programmazióne In informatica, insieme di parole e di regole, definite in modo formale, per consentire la programmazione di un elaboratore affinché esegua compiti predeterminati. Esistono l. di p. di alto livello e di basso livello:...