azione1
azióne1 s. f. [dal lat. actio -onis, der. di agĕre «agire», part. pass. actus]. – 1. a. L’agire, l’operare, in quanto espressione e manifestazione della volontà; s’identifica ora con atto (considerata [...] a. indegna di te; è stata un’a. infame; premiare le buone azioni. c. Come sinon. di movimento: sono stato in a. tutta la giornata; il motore per far valere le ragioni dell’ente stesso. Nel linguaggio com., anche il mezzo a cui si ricorre per ...
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rosso
rósso agg. e s. m. [lat. rŭssus]. – 1. Uno dei colori dello spettro della luce visibile, precisamente quello corrispondente alla regione di lunghezze d’onda maggiori, approssimativamente comprese [...] segnale stradale e ferroviario d’arresto (e assol., come s. m.: férmati, c’è il r.; è passato con il r. e il vigile gli ha luce, n. 3. Telefono r., v. telefono. l. Nel linguaggio giornalistico, filo r., il legame che unisce fatti di cronaca, talvolta ...
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colloquiale
agg. [dall’ingl. colloquial, der. del lat. colloquium «colloquio, conversazione»]. – Proprio della conversazione, e in partic. della conversazione familiare: una lettera scritta in forma [...] c.; lo stile c. della prosa di un autore; linguaggioc. (e determinando, l’italiano c., l’inglese c., ecc.), contrapp. al linguaggio letterario, dotto, o tecnico. ...
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carta
s. f. [lat. charta (dal gr. χάρτης), che indicava dapprima il foglio di papiro, charta papyri, usato per scrivere, poi la pergamena, charta pergamena, e infine, dal medioevo, il tipo di carta moderna]. [...] , contratto scritto e sim., il termine è anche usato in espressioni del linguaggio corrente e in locuzioni fig.: avere le c. in regola; fare le c. per sposarsi; essere disposto a far c. false per qualcuno, a fare qualsiasi cosa per lui; avere o dare ...
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idea
idèa s. f. [dal gr. ἰδέα, propr. «aspetto, forma, apparenza», dal tema di ἰδεῖν «vedere»]. – 1. a. Nel sign. più ampio e generico, ogni singolo contenuto del pensiero, ogni entità mentale, e più [...] della fiamma, della luce e del calore. b. Nel linguaggio filos. il termine, usato per la prima volta da Democrito una costruzione che ha qualche i. degli edifici orientali; in questi versi c’è un’i. dei Canti del Leopardi; mi piacerebbe una villa sull ...
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selvaggio
selvàggio (ant. salvàggio) agg. e s. m. (f. -a) [dal provenz. salvatge, che è il lat. silvatĭcus: v. selvatico] (pl. f. -ge). – 1. agg. a. Di pianta, che vive e cresce nelle selve, selvatica, [...] boschi, nelle foreste: Quelle fiere selvagge che ’n odio hanno Tra Cecina e Corneto i luoghi cólti (Dante). c. Nel linguaggio medico, di microrganismo, in partic. di virus, allo stato naturale, dotato quindi di tutta la potenzialità patogena: virus ...
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difesa
difésa s. f. [lat. tardo defensa, der. di defendĕre «difendere», part. pass. defensus]. – 1. a. L’azione del difendere o del difendersi: accingersi alla d.; occuparsi della d.; la d. di un territorio, [...] del cinghiale, quando si vedono tutti e due uscenti dalla bocca. c. Nell’attrezzatura navale, ogni protezione di organi in moto contro il logorio, gli urti, ecc. d. Nel linguaggio milit., genericam., ogni opera di protezione e di fortificazione; più ...
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onda
ónda s. f. [lat. ŭnda]. – 1. a. Massa d’acqua che si solleva e si abbassa alternativamente sul livello di quiete (del mare, di un lago, ecc.), per effetto del vento o per altra causa (maree, ecc.), [...] . (letter.), moto ondoso: Ond’el piegò come nave in fortuna, Vinta da l’onda, or da poggia, or da orza (Dante). c. Per estens., nel linguaggio poet. e letter., la superficie del mare (o di un’altra massa liquida), anche se calma: la prua solcava l’o ...
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lingua
lìngua s. f. [lat. lĭngua (con i sign. 1 e 2), lat. ant. dingua]. – 1. a. Organo della cavità orale dei vertebrati, con funzione tattile e gustativa, che ha anche parte importante nel processo [...] al danno o alle offese che si possono arrecare con la parola. c. estens., ant. Informazione, notizia data o ricevuta a voce, nelle , più controllata, delle comunicazioni scritte) sia ai varî linguaggi settoriali; l. viva o dell’uso odierno, quella ...
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livello1
livèllo1 s. m. [der. di livellare3]. – 1. a. Quota di un piano orizzontale (e quindi di ciascun suo punto), rispetto a un altro piano orizzontale di riferimento; più in generale, l’altezza di [...] ecc.), con differenze spesso notevoli di ordine non solo lessicale ma anche stilistico, sintattico, morfologico e fonetico. c. Nel linguaggio diplomatico, rango degli organi dei varî stati che partecipano a una riunione internazionale: al l. dei capi ...
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linguaggio C++
Mauro Cappelli
Linguaggio di programmazione orientato agli oggetti inventato da Bjarne Stroustrup, ricercatore dei Bell Labs, nei primi anni Ottanta e commercializzato nel 1985 da AT&T. Oggi il linguaggio non è proprietario...
linguàggio di programmazióne In informatica, insieme di parole e di regole, definite in modo formale, per consentire la programmazione di un elaboratore affinché esegua compiti predeterminati. Esistono l. di p. di alto livello e di basso livello:...