troppo
tròppo avv., agg. e s. m. [ant. adattamento del fr. trop, voce di origine germanica che significò dapprima «molto, quantità»; cfr. truppa]. – 1. avv. a. In misura eccessiva, più del giusto o di [...] assai è anche più stretta nella lingua ant.: malizioso son io troppo, ne sarei t. sicuro; c’è andato, sì, ma non t. volentieri; Ti sei divertito? di aver detto qualche parola di troppo, in più del necessario. b. Pur avendo valore avverbiale o di pron ...
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arma
(ant. e letter. arme) s. f. [lat. arma, neutro pl., nel lat. tardo femm. sing.] (pl. armi e ant. arme). – 1. a. Qualsiasi oggetto che può essere usato come mezzo materiale di offesa o di difesa; [...] d’altri, o di cui, più genericam., ci si serva per raggiungere più sicuramente ed efficacemente uno scopo: in certe donne la lingua è un’a. potente; servirsi dell’a. della maldicenza; ricorrere all’a. del ridicolo; quella cambiale in mano sua era un ...
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punto2
punto2 s. m. [lat. pŭnctum, lat. tardo pŭnctus, der. di pŭngĕre «pungere»: propr. «puntura, forellino»]. – 1. a. Nel cucito e nel ricamo, l’atto del passare il filo attraverso la stoffa e ripassarlo [...] per quel valore della pressione (pressione critica) al di sopra del quale non si può più avere la liquefazione del gas reale. Per estens., con sign. meno tecnico e frequente nella lingua comune, con riferimento a un diagramma cromatico, p. di colore ...
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ministro
s. m. [dal lat. minister -stri «servitore, aiutante», der. di minor agg., minus avv. «minore, meno», secondo il modello di magister «maestro» sentito in rapporto con magis «più»]. – In genere, [...] stesso nome si designarono anche gli inservienti di un tempio o dei riti, spec. di quelli sacrificali. Nella lingua ital. la regolari fondato da san Camillo de Lellis verso la fine del 1500, per assistere i malati. e. Nella celebrazione liturgica ...
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formazione
formazióne s. f. [dal lat. formatio -onis]. – 1. L’atto, il modo di formare: la f. di una compagnia drammatica, di un’orchestrina; un partito, una società di recente f.; battaglione, reparto [...] senso più astratto: la f. della lingua italiana. Con valore attivo e con riferimento locuz. avv. e agg. in formazione, che si sta formando, in via di costituzione, di sviluppo che costituisce l’effetto, il risultato del formarsi o dell’esser formato, ...
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forte1
fòrte1 agg. [lat. fŏrtis]. – 1. a. Di persona, che può sopportare facilmente un grave sforzo, che può resistere alle fatiche materiali e morali, che sa vincere le difficoltà e imporre il proprio [...] f. d’un pericolo, d’una tempesta; Renzo, questa volta, si trovava nel f. del tumulto (Manzoni), dove il tumulto era più acceso; nel f. . stordito (Andrea da Barberino); è f. innamorato; nella lingua parlata, spec. nell’uso pop., è spesso posposto: era ...
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lettera
lèttera (o léttera) s. f. [lat. lĭttĕra; come sinon. di epistŭla il latino adoperava il pl. littĕrae; cfr. il gr. γράμμα, pl. γράμματα, nei due sign]. – 1. a. Ciascuno dei segni con cui si rappresentano [...] apertura di credito bancario con il quale si costituiscono cose mobili a garanzia del credito accordato dalla banca; l. di molta l., ma di buona speranza (B. Davanzati). 7. ant. La lingua latina: parlare, scrivere per lettera, in latino. 8. a. Nel ...
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buono1
buòno1 (pop. bòno) agg. [lat. bŏnus] (premesso al sostantivo, si tronca in buon davanti a vocale e davanti a consonante seguita da vocale o da l o da r). – 1. Rispondente all’idea del bene morale; [...] il Trecento, periodo aureo della lingua; buon tempo antico o andato, i tempi che si rimpiangono (con altro senso, darsi impegno; con senso partic., di buon mattino, per tempo, sul far del giorno; di buon’ora (v. buonora). Quindi anche abbondante: b. ...
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vivo
agg. e s. m. [lat. vīvus, corradicale di vīvĕre «vivere»]. – 1. agg. Che vive, dotato di vita, che ha le funzioni caratteristiche della vita proprie degli organismi viventi sia animali e umani sia [...] non si è lingua, l’uso attuale o l’uso corrente (contrapp. a uso antiquato, arcaico, o anche letterario); forme, parole o voci, espressioni o locuzioni v., dell’uso attuale. 4. agg. Locuz. tecn. particolari: a. Stime vive e scorte vive, la parte del ...
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sedere2
sedére2 v. intr. [lat. sĕdēre «stare seduto», diversificato da sīdĕre «sedersi, mettersi a sedere»] (pres. indic. sièdo [letter. sèggo, ant. o poet. sèggio], sièdi, sediamo [ant. o poet. seggiamo], [...] seduto, ecc.; nel fut. e condiz. si tende oggi, spec. nella lingua parlata, a usare le forme dittongate: siederò sedia; s. in poltrona; s. in (o su) un divano; s. sulla sponda del letto; s. su un muretto, su una panchina; s. per terra; s. in grembo ...
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(catalano Catalunya, sp. Cataluña) Comunità autonoma della Spagna (32.091 km2, con 7.210.508 ab. nel 2007), la seconda per popolazione, dopo l’Andalusia; capoluogo Barcellona. Occupa la parte nord-orientale della Penisola Iberica e comprende...
Stato dell’Europa meridionale, corrispondente a una delle regioni naturali europee meglio individuate, data la nettezza dei confini marittimi e di quello terrestre: la catena alpina, con la quale si collega all’Europa centrale (da O a E: Francia,...