strame
s. m. [lat. stramen, affine a sterněre «distendere» (part. pass. stratus)]. – 1. Nome generico delle erbe secche, fieno, paglia, ecc., che, mescolate insieme, servono come foraggio e come lettiera [...] ) dei bacini lagunari. 3. In Dante, Vico degli S., traduz. del fr. Rue du Fouarre, a Parigi, dov’erano, nel medioevo, le scuole di filosofia: la luce etterna di Sigieri, Che, leggendo nel Vico de li Strami, Sillogizzò invidïosi veri (Par. X, 136-38). ...
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nulla
pron. indef., s. m. e avv. [lat. nūlla, neutro pl. dell’agg. nullus -a -um «nessuno»], invar. – Come pron. e sost., nessuna cosa; come avv., in nessuna quantità o misura, e sim. Coincide quasi [...] com. un nonnulla). Nel linguaggio filos., il n. (raro il niente), il «non essere»: problema essenziale della filosofia e della teologia, sorto in seno alla speculazione eleatica, lungamente dibattuto nella metafisica cristiana per la sua connessione ...
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sconcertare
v. tr. [der. di concertare, col pref. s- (nel sign. 1)] (io sconcèrto, ecc.). – Mettere sottosopra, mettere in subbuglio: la panna di quella torta mi ha sconcertato lo stomaco. Più com. in [...] i progetti di qualcuno; quel rifiuto sconcertava tutti i suoi principii (Verga); don Cosmo, a cui certo i libracci di filosofia avevano sconcertato il cervello, ... (Pirandello); con complemento ogg. di persona, mettere in uno stato di turbamento, di ...
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preromantico
preromàntico agg. e s. m. (f. -a) [comp. di pre- e romantico] (pl. m. -ci). – Del preromanticismo, che è proprio del preromanticismo: epoca p.; gusto p.; tendenze, correnti p.; musica preromantica. [...] gusto, le tendenze e alcuni aspetti dell’epoca preromantica, o anticipa quelli dell’età romantica: i p. inglesi; il Vico fu filosoficamente un p. per la vigorosa difesa che egli fece della fantasia contro l’intellettualismo di Cartesio e di tutta la ...
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pluralismo
s. m. [der. di plurale]. – 1. In filosofia, ogni concezione che consideri la realtà come costituita da una pluralità di principî (in opposizione al monismo) considerati tutti egualmente primi [...] e non riducibili uno all’altro; a volte il pluralismo non esclude un principio primo (come nell’orizzonte cristiano un Dio creatore) ma insiste sulla reciproca autonomia degli enti che da esso derivano. ...
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nullismo
s. m. [der. di nulla]. – Termine usato talvolta in filosofia come sinon. di nichilismo, in riferimento a teorie che portano a conclusioni negative, sia nel campo teoretico (scetticismo), sia [...] nel campo morale (pessimismo): il n. del Leopardi (Carducci). Raro con il sign. di incapacità, inettitudine (a fare, a concludere, a realizzare) ...
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evo-devo
(Evo-Devo), loc. s.le m. e agg.le Biologia evolutiva dello sviluppo; relativo allo sviluppo evoluzionistico, con particolare riferimento allo studio dell’evoluzione delle specie animali. ◆ [tit.] [...] spiegare l’origine delle varianti morfologiche. (Gilberto Corbellini, Sole 24 Ore, 28 marzo 2004, p. 34, Scienza e Filosofia) • i genomi si plasmano su diverse dimensioni fisiche e su diversi corredi di DNA ripetitivo a significato regolativo, capaci ...
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quesito2
queṡito2 s. m. [dal lat. quaesitum, part. pass. neutro di quaerĕre «chiedere, interrogare»]. – In senso generico, letter. e non com., domanda: egli a ciò nulla Rispose, come a vani miei q. (Caro). [...] la cui soluzione implichi un certo impegno logico o morale: un q. di matematica, di algebra, di fisica, di filosofia; porre, proporre, sciogliere, risolvere un q.; un q. sottile, facile, difficile; fare un q. (amministrativo, procedurale, ecc.) al ...
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sistematicita
sistematicità s. f. [der. di sistematico]. – Carattere, qualità di ciò che o di chi è sistematico: s. della scienza, della filosofia, del sapere, della conoscenza; s. di vita, di abitudini; [...] è un uomo, uno studioso di una s. quasi pedantesca; condurre con s. una indagine, una ricerca, con metodo, con ordine rigoroso ...
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mutamento
mutaménto s. m. [der. di mutare]. – L’azione e l’effetto del mutare o del mutarsi: Un’aura dolce, sanza mutamento Avere in sé, mi ferìa per la fronte (Dante), non soggetta a variazioni o alterazioni; [...] stretto, ogni singola trasformazione significativa che si produce, in un determinato periodo, nella struttura della società. Nella filosofia di Aristotele, il termine (gr. μεταβολή) designa il passaggio da un contrario all’altro, e precisamente dal ...
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Attività di pensiero che attinge ciò che è costante e uniforme al di là del variare dei fenomeni, con l’ambizione di definire le strutture permanenti della realtà e di indicare norme universali di comportamento.
Definizioni
La f. può definirsi...
araba, filosofia
Si può parlare di filosofia araba a proposito di fenomeni storici avvenuti in ambiti culturali e religiosi diversi, che presentarono differenze anche a seconda del periodo storico e dell’area geografica in cui si collocavano,...