curiale
agg. e s. m. [dal lat. curialis]. – 1. agg. Della curia, relativo alla curia, nei varî sign. del termine. In partic.: a. letter. Di corte, cortigiano, aulico: mi spoglio quella veste cotidiana [...] stile c., eloquenza curiale. Scritture c., tipi di scrittura documentaria usati nell’alto medioevo in alcune città italiane di dirittoromano-bizantino; tra le più note: c. romana, caratterizzata da forme rotonde e aste prolungate, usata spec. nella ...
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terza
tèrza s. f. [femm. sostantivato di terzo]. – 1. In relazione col valore e sign. di numerale ordinale di terzo, per ellissi di un sostantivo: a. La terza classe di una scuola: fare, frequentare [...] , cioè la terza delle dodici ore in cui nell’antico uso romano era divisa la parte del giorno dall’alba al tramonto, corrispondente parte, solo in qualche denominazione di storia del diritto; per es., nel diritto franco, era l’assegno del marito in ...
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vacante
agg. [dal lat. vacans -antis, part. pres. di vacare «essere libero»]. – 1. Di ufficio, carica, dignità privi temporaneamente del titolare, e quindi liberi, disponibili: attualmente il posto di [...] di ufficio, che non ricopre l’ufficio che le spetterebbe. b. Di bene immobile, privo di proprietario conosciuto. Nel dirittoromano, si chiamavano beni v. (lat. bona vacantia) quelli che alla morte del titolare non passavano ad alcuna persona perché ...
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muciano
agg. [dal lat. Mucianus]. – Relativo al giureconsulto romano Quinto Mucio Scevola (c. 140-82 a. C.); in partic., fu detta nel dirittoromano presunzione m. (lat. praesumptio Muciana) la presunzione [...] per cui tutto ciò che si trova in possesso della moglie è considerato, nel dubbio, come appartenente al marito, e perciò soggetto al procedimento esecutivo intentato dai creditori contro di lui (a Mucio ...
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malacitano
agg. (dal lat. Malacitanus, der. di Malăca, nome lat. di Malaga]. – Di Màlaga, città della Spagna merid., con riferimento all’epoca in cui era municipio romano. In partic., legge m., la legge [...] con la quale Domiziano, tra l’81 e l’84 d. C., fissò gli statuti della città; ci è parzialmente conservata in una tavola di bronzo, trovata nel 1851 presso Malaga, nella quale vengono messi in luce istituti di diritto pubblico romano poco noti. ...
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tutela
tutèla s. f. [dal lat. tutela, der. di tutus, part. pass. di tueri «difendere, proteggere»]. – 1. In diritto: a. Istituto giuridico per il quale una persona, nominata dal giudice tutelare, si [...] minore, di un incapace o di un interdetto, secondo le modalità stabilite dalla legge: la t. nel dirittoromano, medievale, moderno. Nel diritto italiano vigente, la t. del minore, disposta dal giudice tutelare nel caso in cui ambedue i genitori siano ...
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fasti
s. m. pl. [dal lat. fasti, pl. (sott. dies), der. di fas (v.)]. – 1. Nell’antico calendario romano, i giorni dell’anno in cui la trattazione degli affari non era vietata da impedimenti di carattere [...] f. trionfali le liste dei trionfi dei generali). 2. fig. Memorie gloriose: Testimonianza a’ f. eran le tombe (Foscolo); i f. del dirittoromano nel medioevo; i f. della scienza, dell’arte; i f. della nazione, della città; e anche: i f. dello sport; i ...
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giurisprudenza
giurisprudènza s. f. [dal lat. iurisprudentia, der. di iurisprudens: v. la voce prec.]. – 1. a. In senso ampio, la conoscenza e la scienza del diritto, con riferimento originario al diritto [...] romano, esteso poi anche al mondo moderno, soprattutto nelle espressioni facoltà di g., facoltà di studio universitario, da cui si ottiene la laurea in giurisprudenza. b. Lo svolgimento del diritto, e l’insieme delle leggi, delle istituzioni ...
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corpo
còrpo s. m. [lat. cŏrpus «corpo, complesso, organismo»]. – 1. a. Termine generico con cui si indica qualsiasi porzione limitata di materia. Più propriam., in fisica, insieme discontinuo di elementi [...] servì per distinguere l’unità della Chiesa come corpus, cioè come persona giuridica secondo l’accezione che questa parola aveva nel dirittoromano. 4. Parte principale, sostanziale di una cosa, o la parte di mezzo, la parte più grossa e sim.: il c ...
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sentenza
sentènza (ant. sentènzia) s. f. [dal lat. sententia, der. di sentire «ritenere, giudicare»]. – 1. Nel sign. originario (oggi letter. o ant.), parere, giudizio, opinione in merito a qualche cosa: [...] breve frase che enuncia in forma concettosa una verità, una norma, un principio: le s. di Paolo, raccolta di massime di dirittoromano, che fu erroneamente attribuita al giureconsulto Paolo (sec. 3° d. C.), ma che è un’opera di tarda compilazione con ...
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diritto romano in Dante
Filippo Cancelli
Tra le tesi opposte, entrambe esagerate, di chi vede in D. un giurista e di chi lo fa ignaro affatto delle fonti giuridiche - naturalmente per cognizione diretta, ché, come si sa, citazioni derivazioni...
Insieme delle norme giuridiche che regolavano la società romana antica. Il d.r. fu riordinato dall'imperatore Giustiniano nel Corpus iuris civilis. Le compilazioni di Giustiniano raccolsero l'eredità più importante del d.r., ma tali raccolte...