morire
v. intr. [lat. *mŏrīre per il lat. class. mŏri] (pres. muòio, muòri, muòre, moriamo, morite, muòiono [pop. mòio, mòri, mòre ..., mòiono; ant. o dial. mòro ..., mòrono]; cong. pres. muòia ..., [...] ); m. in pace con gli altri e con sé stesso; m. da valoroso, da eroe, da vile; m. cristianamente, santamente, m. in Dio, in Cristo, nel bacio del Signore (con senso analogo, fam., morir bene), o al contrario m. in peccato, impenitente, nell’ira di ...
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invocazione
invocazióne s. f. [dal lat. invocatio -onis]. – 1. L’atto di invocare, come richiesta o implorazione di soccorso, di aiuto, di protezione: l’i. di Dio o del nome di Dio; le i. dei fedeli, [...] dei miseri a Dio; la Vergine esaudirà le nostre i. di aiuto; essere insensibili alle i. della povera gente. 2. Più spesso, le parole o le grida con cui si invoca: si sentivano lontane i. di soccorso. In partic.: a. Nei documenti pubblici e privati ...
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ordine
órdine s. m. [lat. ōrdo ōrdĭnis]. – 1. a. Disposizione regolare di più cose collocate, le une rispetto alle altre, secondo un criterio organico e ragionato, rispondente a fini di praticità, di [...] ; l’o. dei cieli; il mirabile o. del mondo; le cose tutte quante Hanno ordine tra loro, e questo è forma Che l’universo a Dio fa simigliante (Dante). Con altro sign., o. di natura, o. naturale e, più fam., o. delle cose, il modo in cui normalmente si ...
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flagello
flagèllo (ant. fragèllo) s. m. [dal lat. flagellum, dim. di flagrum «sferza»]. – 1. Specie di sferza fatta di funicelle sparse di nodi o strisce di cuoio o filo metallico con palline di piombo [...] manda agli uomini. b. Di persona che provochi strage, disastri, che sia causa di tormento, di noie: Attila era detto «f. di Dio» (cfr. anche Dante: Quell’Attila che fu f. in terra); certi individui sono veri f. per l’umanità; ragazzacci che sono un ...
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potere2
potére2 v. tr. [lat. *pŏtēre, per il class. pŏsse, rifatto sul participio potens e sulle altre forme in pot- della coniugazione (potes, poteram, ecc.)] (nella coniugazione si alternano i temi [...] ’uso oggi comune. Per l’indic. pres., 3a pers. sing.: Non si pò dicer né tenere a mente (Dante); e con ne epitetico: A Dio, a sé, al prossimo si pòne Far forza (Dante); Il dì s’apressa e non pote esser lunge (Petrarca); più com. la forma dittongata ...
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tribunale
s. m. [dal lat. tribunal -alis, dapprima tribunale, neutro sostantivato d’un agg. tribunalis «di tribuno, dei tribuni»]. – 1. In origine, e anche oggi in determinate espressioni, il luogo dove [...] deve rendere conto del proprio operato morale per essere giudicati: il t. di Dio, la divina giustizia (presentarsi al t. di Dio; essere chiamati a rispondere davanti al t. di Dio); il t. della coscienza, la coscienza in quanto giudice dei nostri atti ...
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simile
sìmile agg. [dal lat. simĭlis, der. della radice *sem- «uno»; cfr. l’affine gr. ὁμός (v. omo-)]. – 1. a. Che rassomiglia a una o più altre persone o cose, spec. nell’aspetto e nella figura, o [...] , ma è troppo s. a un altro che già ho; sono due colori s.; mi ha scritto una seconda lettera s. alla precedente; Dio ha creato l’uomo s. a sé. Nell’uso poetico, talvolta accentato sulla penultima: alto vestigio Li ’mpresse al core e fecel suo simìle ...
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cospetto
cospètto (letter. conspètto) s. m. [dal lat. conspectus -us, der. di conspicĕre «scorgere, guardare»]. – Presenza, vista, spec. nelle locuz. al c., in c., nel c. di, alla presenza, innanzi: [...] pensiero, mente: Tempo futuro m’è già nel c. (Dante). Nel c., al c. di Dio, per dar maggior forza a un giuramento: sono innocente al c. di Dio; di qui l’esclam. ellittica cospetto!, per indicare meraviglia, sorpresa, o lieve irritazione: Cospetto! mi ...
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scampare
v. intr. e tr. [der. di campo, col pref. s- (nel sign. 3)]. – 1. intr. (aus. essere) Uscire salvo da un grave pericolo; sottrarsi, sfuggire a un rischio, a un male, a un danno: s. dalla morte; [...] veder peggio (Leopardi). Di uso piuttosto elevato, è invece frequente nelle espressioni deprecative Dio ci scampi, Dio ci scampi e liberi; il Cielo ce ne scampi; anche iperb.: Dio ci scampi da certi amici! b. Sfuggire, evitare un grave pericolo, un ...
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benedizione
benedizióne s. f. [dal lat. tardo, eccles., benedictio -onis, der. di benedicĕre «benedire»]. – 1. a. L’atto e le parole con cui si benedice, con cui cioè si formula, sia pure implicitamente, [...] su questa casa. 2. a. Rito liturgico con cui si consacrano cose o persone (b. costitutive o consacratorie), o si chiede a Dio un particolare bene spirituale o materiale per la persona che si benedice (b. invocative o comuni); consiste di norma in un ...
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Nelle religioni monoteistiche, essere supremo, concepito e spesso adorato universalmente come eterno, creatore e ordinatore dell’Universo. Nelle religioni politeistiche, ciascuno degli esseri venerati come superiori all’uomo, dotati di personalità...
divinità Essenza, natura divina. Nel cristianesimo è riconosciuta alle persone della Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. In senso più ampio, essere divino, dio, con riferimento alle figure delle mitologie antiche e delle religioni politeiste.