tollerare
(ant. o letter. tolerare) v. tr. [dal lat. tolerare, affine a tollĕre «levare»] (io tòllero, ecc.). – 1. a. Sopportare cose, fatti, situazioni spiacevoli o per naturale pazienza o perché si [...] di vino; un farmaco ben tollerato dall’organismo. 3. Consentire, entro limiti ristretti e spesso ben determinati, una differenza, uno scarto, uno scostamento da quanto era stato precedentemente fissato: non sarà tollerato, per la consegna del lavoro ...
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quota
quòta s. f. [dal lat. quota (pars) «quanta (parte)», femm. di quotus: v. quoto]. – 1. La parte di una somma globale di denaro dovuta da ciascuno dei partecipanti a un’attività, o a un diritto, [...] corretta dell’errore proprio dello strumento; q. effettiva, la quota strumentale corretta dell’errore della temperatura (cioè della differenza tra la temperatura reale dell’aria e quella dell’aria tipo alla quale è tarato lo strumento). Con specifico ...
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irregolarita
irregolarità s. f. [der. di irregolare; cfr. lat. tardo irregularĭtas -atis «indisciplina nella condotta»]. – 1. a. Condizione di ciò che è irregolare, nei diversi sign. dell’aggettivo: [...] tecnica, con riferimento al volano o all’albero motore di una macchina alternativa, grado di i., il rapporto tra la differenza della velocità angolare massima e minima in un giro e la velocità angolare media. d. In matematica (oltre al sign. generico ...
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soglia
sòglia s. f. [lat. sŏlea «pianta del piede; suola», con svolgimento semantico prob. influenzato dal germ. swalja (cfr. ted. Schwelle) «soglia»]. – 1. a. Lastra di pietra, striscia di cemento o, [...] esattamente chiamata s. assoluta della coscienza, mentre col termine di s. differenziale si indica la più piccola differenza, nella grandezza dell’eccitazione, sufficiente a provocare due percezioni distinte. b. In fisiologia e fisiopatologia, s. di ...
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forzato
agg. e s. m. [part. pass. di forzare]. – 1. agg. a. Fatto o eseguito con forza, in modo cioè non spontaneo, non naturale, non normale, o comunque sforzato: riso f.; interpretazione f., tirata [...] ai cittadini mediante prelevamenti sul reddito, che hanno lo stesso carattere obbligatorio delle imposte (ma che, a differenza di queste, sono rimborsabili); per estens., qualsiasi forma di rinuncia a consumi presenti, resa necessaria dal rialzo ...
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coopetizione
s. f. Strategia capace di fondere istanze di tipo competitivo e cooperativo. ◆ Anche la distinzione tra compratori e acquirenti si attenua: il cliente può diventare fornitore del servizio, [...] tra i vari fornitori il loro ordine). (Repubblica, 22 novembre 1999, Affari & Finanza, p. 38) • la vera differenza sta in un neologismo: «coopetizione». «È la sintesi di competizione e cooperazione -- spiega [Guido] Corbetta --. Le multinazionali ...
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irrequietezza
irrequietézza s. f. [der. di irrequieto]. – 1. Stato di chi è irrequieto; agitazione esterna o, se interiore, casuale e temporanea (a differenza di irrequietudine, che indica una condizione [...] abituale di ansia interna): mi dà fastidio la sua continua i.; non sapevo a che cosa attribuire la strana i. che m’aveva preso. 2. In fisiologia, i. pupillare, il quasi continuo e alternativo movimento ...
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elettrosmosi
elettrosmòṡi (o elettroosmòṡi) s. f. [comp. di elettro- e osmosi]. – Passaggio di un liquido attraverso un setto poroso, provocato da una differenza di potenziale esistente fra le due parti [...] di liquido separate dal setto (fenomeno sfruttato praticamente per il drenaggio e prosciugamento di terreni imbevuti d’acqua) ...
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elettrostatico
elettrostàtico agg. [comp. di elettro- e statico] (pl. m. -ci). – Dell’elettrostatica, che ha rapporto con l’elettrostatica: campo e., induzione e., tensione elettrostatica. Macchine e., [...] , trasferiscono con continuità cariche elettriche (positive o negative) da un conduttore a un altro creando fra essi una differenza di potenziale; tali dispositivi sono per lo più usati a scopi didattici, fuorché nel caso dell’acceleratore e. di ...
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accordo
accòrdo s. m. [der. di accordare]. – 1. Concordia, armonia di sentimenti in una o più cose: c’è stato sempre fra loro un buon a.; essere in buon a.; buon a. fra marito e moglie, fra suocera e [...] . b. In fisica, si ha a. di fase di due moti armonici di ugual centro e periodo, quando, ad ogni istante, la differenza tra le fasi dei due moti è nulla; una definizione analoga vale per grandezze periodiche qualsiasi. 7. Nome dato in passato allo ...
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In matematica, il risultato dell’operazione di sottrazione.
Si chiama d. finita prima o brevemente d. prima di una funzione f(x), e si indica con il simbolo Δf(x), l’incremento da essa subito quando alla variabile indipendente x si dà l’incremento...
differenza
Fernando Salsano
In astratto significa il " differire " tra due o più elementi, come in Cv I XI 3 Sì come la parte sensitiva de l'anima ha suoi occhi, con li quali apprende la differenza de le cose in quanto elle sono di fuori...