pigrottare
v. intr. (scherz.) Abbandonarsi alla pigrizia, a uno stato di rilassamento che può suscitare idee, progetti, spunti di riflessione. ◆ Nella bella traduzione dell’ultimo libro pubblicato in [...] è anzi uno che mentre si riposa pensa al da farsi. (Giovanni Nardi, Giornale di Brescia, 8 agosto 2004, p. 23, Cultura e Spettacoli) • un gruppo di colleghi, rimasti a pigrottare sulla base della scalinata, cominciò a indicarlo: «È lui. È proprio lui ...
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podcasting
s. m. inv. Modalità di diffusione attraverso la rete telematica di brani audio o video digitalizzati, utilizzando il protocollo di codifica dei dati Rss (Really simple syndication, Diffusione [...] diverse nei dialoghi, come in una rappresentazione teatrale. (Fabio Sindici, Stampa, 9 marzo 2007, p. 48, Società e Cultura) • Al fondo del nostro linguaggio di ogni giorno giace una sterminata mitologia, un infinito catalogo di significati virtuali ...
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poetologo
s. m. (iron.) Studioso, esperto di poesia. ◆ Su Tuttolibri Giovanni Tesio dà conto di un’antologia di Giorgio Manacorda appena pubblicata da Castelvecchi con il titolo «La poesia italiana oggi». [...] », vittima della sua «freddezza», prigioniero dell’«iperletterarietà». (Pierluigi Battista, Stampa, 15 marzo 2004, p. 28, Società e Cultura) • [Giorgio] Manacorda è l’inventore e il responsabile dal 1994 di un «Annuario di poesia» […] molto militante ...
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postglobal
agg. inv. Successivo all’affermarsi del fenomeno della globalizzazione. ◆ Gli investimenti internazionali dell’Occidente rimarranno largamente in Occidente, quelli dell’Oriente in Oriente, [...] più raggruppato in grandi regioni. Postglobal, appunto. (Mario Deaglio, Stampa, 25 settembre 2001, p. 31, Società e Cultura) • È cambiato il clima sociale, nei confronti della globalizzazione che accompagna l’economia, la politica, le istituzioni. Si ...
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colto
cólto agg. e s. m. [lat. cŭltus, part. pass. di colĕre «coltivare» adoperato anche come agg.]. – 1. a. Coltivato: terreni c. e incolti. b. s. m., letter. Campo, terreno coltivato: Giù per lo c. [...] . per indicare un pubblico di ascoltatori o di lettori vasto ma di non alto livello culturale. b. Che denota o rivela cultura: linguaggio c.; espressione c. e ricercata. 3. ant., letter. Venerato, tenuto in onore (con valore di participio): Sorge un ...
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postnovecento
(post-Novecento), s. m. inv. Il periodo successivo alla fine del XX secolo. ◆ L’arte cerca sempre di ritornare realtà, di uscire dalla tela: e questa è indubbiamente la vera, insistente [...] Martí e Simón Bolívar – più che all’ideologia si affida a passaggi concreti: petrolio in cambio di alimentazione, salute, cultura. Ed è sui passi di questa nuova globalizzazione delle risorse che «il modello Alba» ha raccolto consensi, dall’«alto ...
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decrescita
s. f. Modello di sviluppo localistico basato su riduzione dei consumi, autoproduzione e autoconsumo dei beni, teorizzato dall’economista e filosofo francese Serge Latouche (n. 1940), in contrasto [...] che, se tale idea fosse accolta, larga parte del genere umano scomparirebbe. (Carlo Lottieri, Giornale.it, 14 febbraio 2010, Cultura) • E quando si arriva all’insostenibilità bisogna, per forza, che ci sia una contrazione. Questa può avvenire per un ...
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-coltura
[dal lat. -cultura di agricultura]. – Secondo elemento di sostantivi composti, con il sign. di «coltivazione, allevamento» (è preferito, in genere, alla variante -cultura): tabacchicoltura, [...] orticoltura; apicoltura. In partic., in medicina, con riferimento alla coltura batterica: splenocoltura, urinocoltura, ecc ...
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coltura
s. f. [dal lat. cultura, der. di colĕre «coltivare»]. – 1. a. Coltivazione, intesa genericam. come complesso dei lavori campestri: la c. della terra, dei campi; o, più spesso, in modo determinato: [...] animale o vegetale in condizioni adatte alla loro sopravvivenza e all’accrescimento. 3. Variante desueta e poco com. di cultura, in senso intellettuale ed etnologico: l’importanza dell’opera [il Convivio di Dante] è, per la storia della coltura ...
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popolare1
popolare1 (ant. populare) agg. [dal lat. popularis, der. di popŭlus «popolo1»]. – 1. a. Del popolo, inteso come collettività dei cittadini, senza distinzione di classi sociali: cercare il favore [...] ne abbino più cura (Machiavelli). 3. a. Di espressione, forme d’arte e sim. che trae origine dalle tradizioni, dalla cultura del popolo: poesia p.; musica p.; teatro p.; canti, danze, balli p.; storia, studio delle tradizioni popolari. b. Diffuso in ...
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L’insieme delle cognizioni intellettuali che, acquisite attraverso lo studio, la lettura, l’esperienza, l’influenza dell’ambiente e rielaborate in modo soggettivo e autonomo diventano elemento costitutivo della personalità, contribuendo ad arricchire...
Cultura paleolitica dell’Africa settentrionale, che prende il nome dalla stazione di Bir el-Ater (Algeria). È caratterizzata da strumenti peduncolari, soprattutto punte, raschiatoi e grattatoi. Evidenze dell’occupazione ateriana, compresa tra...