discarico
discàrico s. m. [der. di discaricare] (pl. -chi). – 1. In senso proprio, forma meno com. di scarico. Nel linguaggio comm., fare il d., registrare l’uscita di merci dal luogo in cui si trovavano. [...] 2. fig. Discolpa, sgravio, giustificazione: per d. di coscienza; a mio, a tuo d., a mia, a tua discolpa; disse questo a suo d.; testimoni a d., a difesa; anche, più brevemente, il d., l’insieme dei testi citati dalla difesa. ...
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pariniano
agg. – Del poeta Giuseppe Parini (1729-1799): le odi p.; lo stile p., classicamente nitido; la satira, la coscienza morale p.; estens., che riprende o richiama i caratteri, lo stile, le tematiche [...] del Parini: un sonetto d’un poeta p. del primo Ottocento (Ungaretti) ...
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pescecanismo
s. m. [der. di pescecane], raro. – Il fenomeno o la possibilità del rapido arricchimento, soprattutto da parte di chi sfrutta a tal fine eventi bellici o altri momenti di crisi economica [...] o sociale: vorrei esser certo che ognuno degli eloquenti flagellatori del p. ha fatto in cuor suo un doveroso esame di coscienza (Thovez). ...
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latente
latènte agg. [dal lat. latens -entis, part. pres. di latere «stare nascosto»]. – 1. Che rimane nascosto, che non appare esternamente (contrario di manifesto): energia l., forze l.; intenzioni [...] depressione latente). Nella psicanalisi freudiana, contenuto l. del sogno, l’insieme degli elementi profondi che non giungono alla coscienza del sognatore se non distorti e mascherati. ◆ Avv. latenteménte, letter., in modo non manifesto, di nascosto ...
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psichedelico
psichedèlico (meno com. psicodèlico) agg. [dall’ingl. psychedelic (coniato dallo psichiatra canad. Humphry Osmond, 1957), propr. «rivelatore della psiche», comp. del gr. ψυχή «anima, psiche» [...] «manifestare»] (pl. m. -ci). – Termine con cui è stato indicato il cosiddetto effetto di «allargamento della coscienza» indotto dall’assunzione degli allucinogeni, principalmente l’LSD, consistente in uno stato di particolare tensione emotiva con ...
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povero
pòvero agg. [lat. pop. pauper -a -um per il lat. class. pauper -ĕris, comp. di paucus «poco» e parĕre «procacciare, produrre»: propr. «che produce poco» (detto prob., in origine, della terra)]. [...] non nobili o addirittura banali (quali carta, pietra, stoffe, vegetali, ecc.), e si pone come presa di coscienza delle possibilità espressive insite nella materia; con altro sign., nel linguaggio degli antiquarî, metodo economico (detto anche lacca ...
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parlare2
parlare2 v. intr. [lat. mediev. parabolare, *paraulare, der. di parabŏla (v. parola)] (aus. avere). – 1. a. Pronunciare suoni articolati, dire delle parole: il bambino comincia già a p., ha [...] con molta espressione e sentimento. d. Con riferimento a facoltà intellettuali o spirituali: fare o lasciar p. la ragione, la coscienza, il buon senso, ascoltarne la voce, i suggerimenti; in lui è il cuore, l’affetto, l’invidia che parla, che ...
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peso2
péso2 s. m. [lat. pē(n)sum: v. penso]. – 1. a. In fisica, la forza (forza peso) che agisce su qualsiasi corpo di massa non nulla posto in un campo gravitazionale; sulla superficie terrestre il [...] a carico sono un bel p.; mi hai levato un p. di dosso, mi hai liberato di un grave p.; avere un p. sulla coscienza, per essersi macchiato di una colpa. c. Fastidio, impiccio, noia: fannullone com’è, per la famiglia è soltanto un p.; non voglio essere ...
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movimento
moviménto s. m. [der. di muovere]. – 1. a. L’azione del muovere o del muoversi; è dunque sinon. di moto (rispetto al quale è, in genere, meno specifico): imprimere un m. a qualche cosa; mettere, [...] fenomeno di aggregazione e mobilitazione di individui che, in seguito a mutamenti socioeconomici intervenuti, sviluppano la coscienza della loro identità di gruppo sociale e si impegnano attivamente per realizzare un mutamento della loro condizione ...
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Consapevolezza che il soggetto ha di sé stesso e del mondo esterno con cui è in rapporto, della propria identità e del complesso delle proprie attività interiori.
Diritto
Libertà di c. Diritto di sentire e professare opinioni e fedi religiose...
È la consapevolezza che il soggetto ha del suo oggetto, e non può separarsi da quella che il soggetto ha di sé come oggetto. Il problema della sua interpretazione filosofica viene in primo piano nella filosofia moderna, con Campanella e Cartesio;...