intenzionalita
intenzionalità s. f. [der. di intenzionale]. – Carattere di ciò che è intenzionale: sostenere, provare, negare l’i. di un fatto; i. di un reato. Nel linguaggio filos. il termine, usato [...] dapprima nella filosofia scolastica (lat. mediev. intentionalitas), si precisa successivamente nella fenomenologia di E. Husserl (ted. Intentionalität) come la caratteristica della coscienza che tende a qualcosa come a uno specifico oggetto. ...
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intenzione
intenzióne s. f. [dal lat. intentio -onis, der. di intendĕre «tendere, rivolgere»; il sign. 4 si riconnette con intendĕre nel sign. di «capire»]. – 1. a. Orientamento della coscienza verso [...] il compimento di un’azione, direzione della volontà verso un determinato fine; può indicare semplicemente il proposito e il desiderio di raggiungere il fine, senza una volontà chiaramente determinata e ...
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subliminale
(non com. subliminare) agg. [comp. del lat. sub «sotto» e limen «soglia, limitare», sull’esempio dell’ingl. subliminal]. – 1. In fisiologia, stimolo s., d’intensità inferiore al valore di [...] fine del 19° sec. dal filosofo e psicologo A. H. Pierce per designare le sensazioni sotto il livello della coscienza, troppo deboli per essere riconosciute, ed esteso successivamente a indicare tutta l’attività psichica che si svolge a tale livello ...
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pellaccia
pellàccia s. f. [pegg. di pelle] (pl. -ce). – Pelle dura e resistente, di animale, conciata o no; e, spreg., di persona. Per estens., con riferimento a persona, il corpo, o anche la vita, l’esistenza, [...] sua pellaccia. Con altro senso, persona robusta, resistente alla fatica e insensibile al dolore: è una p., quello, camperà cent’anni; oppure persona rozza, grossolana, priva di coscienza e senza scrupoli: sta’ attento a quel tipo: è una pellaccia! ...
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antipsichiatria
antipsichiatrìa s. f. [comp. di anti-1 e psichiatria]. – Indirizzo di pensiero sviluppatosi in Inghilterra alla fine degli anni Sessanta del Novecento ad opera dello psichiatra D. Cooper: [...] , propone invece interventi psicoterapeutici ma soprattutto politico-sociali, onde suscitare nel malato la presa di coscienza della vera origine delle proprie sofferenze, che viene indicata nelle istituzioni vigenti (famiglia, scuola, fabbrica ...
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ubbidire
(o obbedire, letter. ubidire) v. intr. [lat. oboedire, comp. di ob e audire «ascoltare»] (io ubbidisco, tu ubbidisci, ecc.; aus. avere). – 1. a. Agire in modo conforme a quanto è o viene comandato [...] ; con compl. esprimente il mezzo col quale si formula il comando: u. alla legge, a un ordine; u. alla voce della coscienza, al richiamo del sangue; te cortese ch’ubidisti tosto A le vere parole che ti porse! (Dante); è una persona sottomessa, che ...
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stenebrare
v. tr. [der. di tenebra, col pref. s- (nel sign. 4)] (io stènebro, ecc.), letter. – Togliere dalla tenebra, dal buio, dall’oscurità: due fanaletti piagnucolosi, affogati nella nebbia, stenebravano [...] a mala pena quel lercio budello (Pirandello); più usato in senso fig.: s. la coscienza, la mente, restituirla alla luce della verità; qual sole o quai candele Ti stenebraron sì che tu drizzasti Poscia di retro al pescator le vele? (Dante), qual lume ...
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vigilare
v. intr. e tr. [dal lat. vigilare, der. di vigil -ĭlis «vigile»] (io vìgilo, ecc.). – 1. intr. (aus. avere) a. letter. Vegliare, stare sveglio: vigilate Così sempre, o miei figli, e non si lasci [...] pensieri, sentimenti, atti: egli se ne accorgeva e ne provava terrore: ma in fondo si vigilava; sentiva la sua coscienza desta (Deledda). 2. tr. Sorvegliare, seguire con attenzione e controllare lo svolgimento di un’azione, il modo di comportarsi ...
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adamantino
(poet. adamàntino) agg. [dal lat. adamantĭnus, gr. ἀδαμάντινος]. – 1. Di diamante; duro, solido, puro, splendente come il diamante: Aver scudo e corazza adamantina Bisogna ben, che le percosse [...] ne l’adamàntina Luce del serto tu passi (Carducci); fig., integerrimo, che non ha cedimenti morali: carattere a.; coscienza, natura, onestà, correttezza, purezza adamantina. 2. Con accezioni specifiche: a. In gemmologia, lucentezza a., la lucentezza ...
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pensare
v. tr. e intr. [dal lat. pensare, intens. di pendĕre «pensare»; cfr. pesare] (io pènso, ecc.; come intr., aus. avere). – 1. Con uso assol., e sign. generico, esercitare l’attività del pensiero, [...] cioè l’attività psichica per cui l’uomo acquista coscienza di sé e del mondo in cui vive: penso, dunque sono, traduz. dell’espressione lat. cogito, ergo sum (v.), principio fondamentale della filosofia di Cartesio; nel linguaggio filos., è frequente ...
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Consapevolezza che il soggetto ha di sé stesso e del mondo esterno con cui è in rapporto, della propria identità e del complesso delle proprie attività interiori.
Diritto
Libertà di c. Diritto di sentire e professare opinioni e fedi religiose...
È la consapevolezza che il soggetto ha del suo oggetto, e non può separarsi da quella che il soggetto ha di sé come oggetto. Il problema della sua interpretazione filosofica viene in primo piano nella filosofia moderna, con Campanella e Cartesio;...