sciogliere
sciògliere (pop. o letter. sciòrre) v. tr. [lat. exsolvĕre, comp di ex- e solvĕre «slegare, sciogliere»] (io sciòlgo, tu sciògli, ecc.; pass. rem. sciòlsi, sciogliésti, ecc.; fut. scioglierò, [...] si è sciolta alle ore 18); sc. l’assemblea, il consiglio d’amministrazione, la commissione, la giunta, espressioni con le quali l’accettazione di quanto è stato offerto o proposto: il presidente incaricato si è recato dal capo dello stato per sc ...
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tavolo politico
loc. s.le m. Sede nella quale si tenta di comporre i diversi punti di vista politici esistenti, specialmente all’interno di una coalizione di partiti, in merito a un problema controverso. [...] (Secolo d’Italia, 11 gennaio 2005, p. 3, Primo piano) • In ordine di tempo, l’ultimo a chiederlo è stato Antonio Di Pietro. Con una lettera al presidente del Consiglio Romano Prodi, il ministro per le Infrastrutture ha sollecitato la convocazione per ...
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congiuntivo
agg. e s. m. [dal lat. tardo coniunctivus, der. di coniungĕre «congiungere»]. – In genere, che congiunge, che serve a congiungere. In partic.: 1. In grammatica: a. Pronome c., sinon. raro [...] persone dell’imperativo mancanti, per esprimere comando, consiglio, preghiera, augurio, concessione (per es.: ’espressione di un dubbio (che egli sospetti di noi?; che ci abbia visti?) o di un desiderio (potessi almeno rivederlo!; fossi stato più ...
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trovare
v. tr. [forse lat. pop. *tropare (der. del lat. tropus «tropo»), documentato nel lat. tardo contropare «esprimere con tropi»; cfr. fr. ant. trover (mod. trouver), provenz. trobar] (io tròvo, [...] fargli visita, nella sua abitazione o altrove: sono andato (o sono stato) a trovarlo in casa sua, in ufficio, in albergo, all’ospedale , di qualche cosa, esserne soddisfatto: prenda questo tipo di stoffa, se ne troverà bene!; segui il mio consiglio, ...
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lettera
lèttera (o léttera) s. f. [lat. lĭttĕra; come sinon. di epistŭla il latino adoperava il pl. littĕrae; cfr. il gr. γράμμα, pl. γράμματα, nei due sign]. – 1. a. Ciascuno dei segni con cui si rappresentano [...] rimanere l. morta, di scrittura che non ha più valore, di legge o disposizione non eseguita, rimasta senza effetto, o diconsiglio non ascoltato, e sim cui si attesta l’onestà degli aspiranti allo stato religioso o degli ordinandi; l. rogatorie, con ...
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ottimo
òttimo agg. [dal lat. optĭmus (der. di ops opis «ricchezza, forza»), usato come superl. di bonus]. – 1. Superl. di buono, in uso accanto alla forma regolare buonissimo, con cui in molti casi si [...] ; è di o. sentimenti, di o. principî; anche, di persona che stata o.; abbiamo avuto un o. trattamento; siamo stati in o. compagnia; i risultati sono o.; è un o. affare; ha un o. posto; mi pare un’o. occasione; è un’o. idea!; m’ha dato un o. consiglio ...
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procedere
procèdere v. intr. [dal lat. procedĕre, comp. di pro-1 «innanzi» e cedĕre «andare»] (pass. rem. procedètti [meno com. procedéi, ant. procèssi], procedésti, ecc.; part. pass. proceduto [ant. [...] , dare buon esito: parendogli che ’l suo consiglio fosse stato buono e procedesse (Boccaccio). d. (aus. avere P. a qualche cosa, dare inizio a un’operazione, venire all’esecuzione di quanto è detto dal complemento: p. all’appello; p. all’esame dei ...
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sedere2
sedére2 v. intr. [lat. sĕdēre «stare seduto», diversificato da sīdĕre «sedersi, mettersi a sedere»] (pres. indic. sièdo [letter. sèggo, ant. o poet. sèggio], sièdi, sediamo [ant. o poet. seggiamo], [...] b. In altri casi, il verbo indica non lo stato, ma il movimento con cui si assume una delle posizioni di «avere seggio», far parte di un’assemblea o di altro organo collettivo: s. al banco del governo; s. in parlamento; s. in tribunale, in consiglio ...
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profitto
s. m. [dal fr. profit, che è il lat. profectus -us «progresso, profitto», der. di proficĕre «avanzare, giovare»]. – 1. Giovamento, utilità, vantaggio, sia fisico, sia intellettuale o morale, [...] profitto. Locuzioni: dare, fare, recare profitto, riuscire utile, portare giovamento: a cura delle quali infermità né consigliodi medico né virtù di medicina alcuna pareva che valesse o facesse p. (Boccaccio); mettere a p. qualche cosa, valersene a ...
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zero
żèro agg. e s. m. [dal lat. mediev. zèphyrum, adattam. (Leonardo Fibonacci nel Liber abbaci, 1202) dell’arabo ṣifr «nulla, zero», calco del sanscr. śūnyá «vuoto» e poi «zero» (v. anche cifra)]. [...] niente. In informatica, in elettronica e nella teoria delle comunicazioni, nome di uno dei due stati possibili di un circuito o dispositivo, di una cella di memoria, ecc. che abbia natura binaria (l’altro stato è indicato con uno, v. uno, n. 1 c): è ...
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Massimo organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione pubblica (art. 100, co. 1, Cost.), con indipendenza garantita dalla Costituzione (art. 100, co. 3, e art. 108).
Profili storici. - Istituto...
Guido Melis
Abstract
Con l’editto di Racconigi (18.8.1831) Carlo Alberto istituisce nel Regno di Sardegna un Consiglio di Stato alle dirette dipendenze del sovrano. Nel 1859 una prima riforma attribuisce al Consiglio di Stato, oltre alle...