mentire [lat. tardo mentire, class. mentiri, der. di mens mentis "mente", propr. "inventare con la mente" e quindi "fingere"] (io mènto, ecc., disus. io mentisco, tu mentisci, ecc.). - ■ v. intr. (aus. [...] alterare la verità con piena consapevolezza: m. spudoratamente] ≈ (fam.) dire bugie, (fam.) raccontare balle (o frottole o panzane). ‖ fingere. ● Espressioni: mentire a sé stesso [voler credere vero ciò che si sa essere falso] ≈ illudersi, ingannarsi ...
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menu /mə'ny/, it. /me'nu/ (o, all'ital., menù) s. m., fr. [dall'agg. menu "minuto, particolareggiato"], in ital. invar. - 1. [insieme dei cibi e delle bevande che compongono un pasto: m. raffinato] ≈ cibi, [...] mangiare, vivande. 2. [foglio su cui sono elencati cibi e bevande di cui un ristorante dispone: consultare il m.] ≈ carta, lista. 3. (inform.) [elenco delle possibili opzioni di un programma] ≈ ‖ tendina. ...
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merce /'mɛrtʃe/ s. f. [lat. merx mercis]. - 1. (econ.) [oggetto o più spesso insieme di oggetti di contrattazione e di scambio: m. scadente; imballare una m.] ≈ mercanzia, [se commestibile] derrata. ‖ [...] articolo, bene, manufatto, prodotto. 2. (fig.) [ciò che vale dal punto di vista spirituale: l'onestà è una m. rara] ≈ bene, valore. ...
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merito /'mɛrito/ (poet. merto) s. m. [dal lat. merĭtum, der. di merēre "meritare"]. - 1. a. [ciò che una persona riesce a ottenere o è degna di avere in virtù delle proprie capacità: uomo di poco m.; trattare [...] , per opera di. b. [anche al plur., azione o proprietà che procura stima, lodi e onori: libro che ha il m. di presentare una panoramica aggiornata; artista di grande m.] ≈ pregio, qualità, valore, virtù. ↔ colpa, demerito, difetto, neo, torto, pecca ...
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mero /'mɛro/ agg. [dal lat. merus], lett. - 1. (ant.) [caratterizzato da purezza: Come raggio di sole in acqua m. (Dante)] ≈ limpido, (non com.) pretto, pulito, puro, schietto. ↔ impuro, opaco, sporco, [...] torbido. 2. (fig.) [che non implica nulla di più, sempre preposto al sost.: m. curiosità; si tratta di un m. sospetto] ≈ puro (e semplice), semplice. ...
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meschinità s. f. [der. di meschino]. - 1. a. (non com.) [l'essere indigente] ≈ angustia, indigenza, povertà, miseria, ristrettezza. ↔ abbondanza, benessere, ricchezza. b. [l'essere gretto: m. d'animo] [...] di persona meschina: non lo credevo capace di tali m.] ≈ bassezza, piccineria. ↑ vigliaccheria. ↔ generosità, magnanimità. 2. [condizione di ciò che è o si giudica inadeguato: m. del dono, del compenso] ≈ inadeguatezza, inidoneità. ‖ insufficienza ...
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messaggero /mes:a'dʒ:ɛro/ [dal fr. messager, der. di message "messaggio"]. - ■ s. m. (f. -a) 1. [chi reca ad altri un messaggio, un annuncio e sim: m. degli dei; m. di pace] ≈ corriere, emissario, inviato, [...] con la sua presenza il sopraggiungere di qualche cosa: l'aurora, m. del giorno] ≈ annunciatore, (lett.) nunzio. ■ agg., lett. [che preannuncia] ≈ annunciatore, foriero, (lett.) nunzio, preannunciatore, (lett.) prenunzi0. ‖ anticipatore, precorritore ...
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messaggio /me's:adʒ:o/ s. m. [dal fr. message, der. del fr. ant. meis, lat. missus "messo, inviato"]. - 1. [ciò che si trasmette ad altri a voce, per iscritto, o con altro mezzo di informazione: mandare [...] o religiosa al popolo o ai fedeli: m. del presidente] ≈ appello, discorso, esternazione. 3. (fig.) [concezione nuova e feconda di sviluppi che viene lanciata da grandi innovatori: m. di Cristo; il m. dei simbolisti] ≈ dottrina, insegnamento, lezione ...
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messe /'mɛs:e/ s. f. [lat. messis, der. di metĕre "mietere", part. pass. messus]. - 1. (lett.) a. [atto del mietere: periodo della m.] ≈ mietitura. b. [per lo più al plur., ricavato del mietere: m. abbondante] [...] ≈ mietitura, raccolto. 2. (fig.) [ciò che si raccoglie come frutto di un'attività, con la prep. di: raccogliere una m. di lodi] ≈ infinità, (gerg.) marea, massa, miriade, moltitudine, quantità, (fam.) sacco, valanga. ...
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messia /me's:ia/ s. m. [dal lat. tardo, eccles., messīas, gr. messías adattam. dell'ebr. mashīaḥ "unto"], invar. - 1. (con iniziale maiusc.) (relig.) [l'inviato del Signore profetizzato dalla Bibbia: venuta [...] del M.] ≈ Redentore, Salvatore, [per i cristiani] (Gesù) Cristo. 2. (fig.) [persona da cui si spera che possano venire tempi nuovi e felici: salutare qualcuno come un m.] ≈ liberatore, salvatore. ...
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Io Dante a te che m'hai così chiamato
Vincenzo Pernicone
. Con questo sonetto (Rime XCIII) D. rispose per le rime al sonetto Dante Alleghier, d'ogni senno pregiato (v.), inviatogli da un anonimo rimatore, del quale è probabile che egli stesso...
Ciò che m'incontra, ne la mente more
Mario Pazzaglia
. Sonetto della Vita Nuova (XV 4-6), su schema ABAB, ABAB: CDE, CDE, presente nella tradizione manoscritta della Vita Nuova e accolto nella Giuntina del 1527. Sviluppa con nuove argomentazioni...