bruno
agg. e s. m. [dal germ. brūn «di colore scuro lucente»]. – 1. agg. a. Scuro, tendente al nero: vestito b., carnagione b., capelli b.; aere b. (Dante), vicino a notte. In partic., si disse camicia [...] spec. al femm.: le bionde e le b.; una bella bruna. c. Razza b. alpina, razza bovina originaria delle Alpi lombardo-svizzere, di appariva non più bianco ma di color bruno: a Genova fu detto bruneto. La stessa denominazione ebbe il denaro di Lucca ...
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strascinare
v. tr. [der. di trascinare, col pref. s- (nel sign. 6)] (io strascìno, ecc.). – 1. a. Tirarsi dietro una cosa, o anche un animale, una persona, facendoli strisciare sul suolo; in qualche [...] ; lo uccisero e strascinarono il suo cadavere fuori dalla casa; fu investito dall’autobus che lo strascinò poi sull’asfalto per alcuni metri e l’ho strascinato fin qui, che non ci voleva venire. c. In alcuni altri usi fig., come s. la vita (condurla ...
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ipsilon
ìpsilon (pop. ipsilònne) s. m. o f. [dal gr. ὗ ψιλόν «υ semplice» (questa lettera fu definita semplice quando anche οι fu pronunciato ü)]. – 1. Nome della 20a lettera dell’alfabeto greco, e del [...] indicò dapprima il suono vocalico u, successivamente ü e poi nel greco tardo i. Nella numerazione greca (a partire dal 4° sec. a. C.), un ipsilon con apice in alto a destra (υ′) indica il numero 400, con apice in basso a sinistra (′υ) il numero 4000 ...
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cerusico
cerùṡico (e cirùgico) s. m. [lat. tardo chirurgĭcus: v. chirurgico] (pl. -ci, meno com. -chi), ant. – Chirurgo, e più propr. chi nei secoli passati esercitava la chirurgia, come era allora intesa, [...] il cerusico, segatogli le vene, e messo in bagno caldo, tutto fu uno (B. Davanzati). Oggi la parola, ancora viva in qualche dialetto per chirurgo in genere. Anche come agg.: Un medico c. eccellente (Berni); arte c. (anche come s. f., la cerusica), la ...
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presentazione
preṡentazióne (ant. preṡentagióne) s. f. [der. di presentare; cfr. lat. mediev. tardo praesentatio -onis]. – 1. L’atto, il fatto, il modo del presentare. a. Di cose: la p. di una domanda, [...] volta: fare le presentazioni; fra noi non occorrono presentazioni. c. Nella Chiesa cattolica, p. al tempio di Maria Vergine, oratore, un attore, uno spettacolo, o sim.: la conferenza fu preceduta da un breve discorso di p. del direttore dell’Istituto ...
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verga
vérga s. f. [lat. vĭrga]. – 1. a. ant. o letter. Ramo non grosso; ramo secondario: umil colle ..., Ove ’l gran lauro fu picciola verga (Petrarca). b. Bacchetta, bastone lungo e sottile: le verghe [...] magica o dei maghi, la v. dell’indovino e del rabdomante, la bacchetta, che è strumento e anche simbolo delle loro capacità eccezionali. c. fig. Tremare come una v., o a verga e più comunem. a verga a verga, essere preso da un tremito o da un tremore ...
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imporre
impórre (ant. impónere) v. tr. [dal lat. imponĕre (comp. di in-1 e ponĕre «porre»), rifatto secondo porre] (coniug. come porre). – 1. a. Porre sopra: i. il giogo ai buoi; i. un carico sulle spalle [...] darlo, soprattutto nell’atto del battesimo: al fonte battesimale gli fu imposto il nome di Giovanni; più raram., i. un comprende quindi in sé il concetto di ingiunzione e di costrizione. c. non com. Assegnare: Vienne oramai, ché ’l tempo che ...
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presso1
prèsso1 avv., prep. e s. m. [lat. presse «strettamente», avverbio der. di pressus, part. pass. di premĕre «premere»]. – 1. avv. Vicino, in luogo non lontano da quello in cui si parla o a cui [...] al mattin del ver si sogna (Dante); siamo già p. a Natale. c. Seguito dalla prep. di, non com. con senso spaziale: lo scolare sign. di «vicino»: essere presso a morire; Andreuccio ... fu presso a convertire in rabbia la sua grande ira (Boccaccio); ...
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esempio
eṡèmpio (ant. eṡèmplo, exèmpio, essèmpio, essèmplo, essèmpro, assèmplo, assèmpro, e anche aṡèmplo, aṡèmpro) s. m. [dal lat. exemplum, der. di eximĕre «prendere fuori», part. pass. exemptus]. [...] antico di questa voce è del principio del ’300. c. In matematica, e più in generale nelle dimostrazioni scientifiche , inaudito: l’eruzione è stata di una violenza senza e.; fu una crudeltà senza esempio. 4. Qualunque essere o cosa che rappresenti ...
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soggetto2
soggètto2 s. m. [dal lat. tardo subiectum, sostantivazione del part. pass. subiectus: v. la voce prec.]. – 1. a. Argomento, tema: Don Rodrigo, senza indovinar precisamente il s. di quella visita, [...] ’idolo d’errori, idol d’inganno, Quel che dal volgo insano Onor poscia fu detto (T. Tasso). 2. a. La persona o la cosa che viene cattivo s.; va’ là, che anche lui è un bel soggetto! c. Nel linguaggio giur., s. di diritto, ogni persona titolare di ...
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Retore greco (circa 160-225 d. C.); fu famoso da giovanetto per la sua facilità d'improvvisazione. I suoi scritti tecnici di retorica, a noi giunti, costituirono un vero e proprio corso (specialmente la parte Sulle idee, cioè le figure o qualità...
Liberto d'origine, nel 52-60 d. C. fu procuratore della Giudea, che governò molto duramente; dopo il suo richiamo fu accusato, ma senza conseguenze, dagli Ebrei. Sposò Drusilla, nipote di M. Antonio il triumviro, in seguito un'altra Drusilla...