lieto
lièto agg. [lat. laetus «fertile», poi «lieto»; cfr. letame]. – 1. a. Che ha in sé letizia, che prova un sentimento di gioia, di contentezza intima e serena, sia nell’atto sia abitualmente: essere, [...] luce limpidissima i tuoi colli (Foscolo); così nella frase far l., rallegrare: le Pimplèe fan lieti Di lor canto i deserti (Foscolo). b. Che è espressione dell’interna letizia: accogliere con viso l. (letter., con l. fronte); intonare una l. canzone ...
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assolo
assólo (o a sólo) s. m. [grafia unita della locuz. a solo, con radd. sint.], invar. – 1. Composizione, o parte di essa, eseguita da un solo esecutore (vocale o strumentale), isolato da una massa [...] corale o strumentale: eseguire, cantare un a.; l’a. del tenore; un a. di violino, di flauto, di chitarra. Si chiama Bartali e di Coppi. ◆ Con valore di avv. (cantare assolo) o di agg. (un canto assolo) è forma rara invece della grafia divisa a solo ...
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valente
valènte (pop. ant. valèntre) agg. [part. pres. di valere]. – 1. a. Bravo, esperto, abile, capace nella sua professione, arte, disciplina, o in qualche determinata attività: un v. avvocato, medico, [...] Dante), che sei così bravo; valente uomo o valent’uomo, v. valentuomo. b. ant. Prode, valoroso, oppure savio, virtuoso: se valente femina sarà, sua in Ciel visibilmente Fu portata dagli angel con gran canto, E come di’, morì come uom valente (Pulci). ...
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palpito
pàlpito s. m. [der. di palpitare]. – 1. Ogni singolo battito del cuore: p. frequenti, rari; percepire, ascoltare i palpiti. Più genericam., la pulsazione del cuore: p. irregolare, accelerato; [...] gli animi: palpiti di libertà, d’insurrezione, di rivolta. b. In usi letter. o poet. (con altre accezioni fig ), battito d’ali; movimento, sbattimento provocato dal vento: s’ode il canto delle lodole e quello delle cicale e il p. delle vele (D’ ...
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chitarrone
chitarróne s. m. [accr. di chitarra]. – 1. Grossa chitarra; spreg., chitarra di cattivo suono, chitarra scordata. 2. Varietà secentesca di liuto, modificazione della tiorba, strumento usato [...] non tanto per accompagnare il canto (come la tiorba) quanto per eseguire pezzi a solo o parti d’orchestra. 3. fig., spreg. a. Poeta dozzinale. b. Donna grassa e mal formata. ...
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ridire
v. tr. [comp. di ri- e dire] (coniug. come dire). – 1. Dire di nuovo, ripetere: poiché non aveva sentito, gli ridissi la frase a voce più alta; non r. più una cosa simile!; me la ridici la poesia?; [...] ’è lui, perché ridice tutto al capoufficio; sentire e non r. è buon servire, proverbio. b. Raccontare, narrare: Io non so ben ridir com’i’ v’intrai (Dante); non che ornar di canto, e chi può tutte Ridir l’opre de’ Numi? (Foscolo); non ti so r. quante ...
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dicitore
dicitóre s. m. (f. -trice) [der. di dire, dicere]. – 1. Chi declama versi o prosa in pubblico (sia in senso assol., sia in quanto abbia le qualità richieste per una buona declamazione, sicché [...] che interpretava con espressività romanze o canzoni alternando al canto una colorita recitazione; oggi, ironicamente, di persona in che maniera avrebbero potuto (Manzoni). Anche, buon parlatore. b. D. in rima, poeta, verseggiatore: un Mico da Siena ...
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itifallo
s. m. [dal gr. ἰϑύϕαλλος, comp. di ἰϑύς «diritto» e ϕαλλός «fallo»]. – 1. a. Simulacro del fallo in erezione, simbolo della fecondità, che nell’antica Grecia veniva portato in processione nelle [...] falloforie. b. Il canto e la danza delle falloforie, associati al culto di Dioniso. c. Il partecipante alle falloforie. 2. In botanica, genere di funghi (lat. scient. Ithyphallus), sinon. di fall03. ...
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da
prep. [lat. de ab] (radd. sint.). – Si fonde con l’articolo dando luogo alle preposizioni articolate dal, dallo, dalla, dai (da’), dagli, dalle. Seguìta da parola con consonante scempia iniziale, [...] mare dalla finestra, guardare dall’alto in basso, ecc. b. Provenienza: apprendere dai giornali, ricevere un favore da un parecchie locuz. avverbiali: da parte, da lato (o dallato), da canto (o daccanto), da vicino (o davvicino), da lontano, da presso ...
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controtempo
controtèmpo s. m. [comp. di contro- e tempo]. – 1. In musica, l’inserimento nel canto fondamentale di una voce che si scandisce non nei tempi forti della misura ma nei deboli, con effetto [...] contro tempo), fare contrasto ritmico con il tempo della musica, nel cantare, nel suonare o nel ballare, intenzionalmente o per errore. 2 secondo che la corsa sia in sulky o in sella. b. Nella scherma, ogni azione effettuata allo scopo di annullare un ...
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Cantante (baritono e "basso cantante") nato a Bologna il 18 marzo 1798, morto a Imola il 18 novembre 1865. Fu da giovane impiegato nelle gabelle, filodrammatico, anche cantante in funzioni sacre e sonatore di contrabbasso e di liuto. Il Rossini...
Cantante, nata di nobile famiglia a Venezia nel 1693, studiò col Gasparini e con Benedetto Marcello. Diede alle sue interpretazioni un tono così pervaso di passione e di slancio da meritare il soprannome di "nuova sirena". Esordì nel 1716 e...