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The Ladykillers

di Emanuela Martini - Enciclopedia del Cinema (2004)
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The Ladykillers

Emanuela Martini

(GB 1955, La signora omicidi, colore, 97m); regia: Alexander Mackendrick; produzione: Michael Balcon per Ealing; sceneggiatura: William Rose; fotografia: Otto Heller; montaggio: Jack Harris; scenografia: Jim Morahan; costumi: Anthony Mendleson; musica: Tristram Cary.

La signora Wilberforce è una vecchietta che, come le sue amiche, si reca di frequente alla stazione di polizia locale per segnalare disastri e incidenti, spesso frutto della fantasia. Affitta due stanze della sua casa londinese al professor Marcus, che deve esercitarsi insieme al 'maggiore Courteney', a Louis Harvey, a One-Round Lawson e a Harry Robinson, il suo complesso da camera. In realtà, il gruppo ha organizzato una rapina a una cassetta di sicurezza della vicina stazione di St. Pancras. Le 'prove' si susseguono (con l'aiuto di un giradischi e di un disco del Minuetto di Boccherini), continuamente interrotte dalla Wilberforce. Il giorno del colpo, è proprio l'inconsapevole padrona di casa che recupera la refurtiva alla stazione e la porta a casa attraversando indenne lo spiegamento di polizia. Nascosto il denaro nelle custodie degli strumenti, i cinque stanno per andarsene quando la custodia del violoncello di Lawson si apre davanti alla signora Wilberforce, che capisce di essere stata ingannata e comunica a Marcus che intende andare alla polizia. Decidono che uno di loro deve sopprimerla, ma nessuno se la sente. Tirano a sorte: tocca al maggiore, che si mette d'accordo con la Wilberforce e fugge con la refurtiva, ma viene bloccato e ucciso da Lawson. Finiranno per eliminarsi l'un l'altro. Il giorno dopo, la signora Wilberforce va alla stazione di polizia a confessare di avere il denaro del colpo alla stazione. Nessuno le crede e viene invitata a tenerselo.

The Ladykillers è l'ultima grande commedia della Ealing e, tra tutte, è quella che ha conservato la maggiore popolarità; è anche l'ultima punta di quello che è stato considerato il più originale e inimitabile prodotto del cinema inglese. Gli studi Ealing, fondati nel 1907, vissero il periodo di maggiore splendore tra il 1938 e il 1958 sotto la direzione di Michael Balcon che, con l'assistenza artistica di Alberto Cavalcanti, fece maturare una squadra di giovani autori (da Basil Dearden a Charles Crichton a Carol Reed), sceneggiatori, montatori, direttori della fotografia, assecondandone anche le tendenze centrifughe rispetto all'impegno morale e patriottico del periodo bellico. Come ha scritto Balcon nella sua autobiografia: "Nell'immediato dopoguerra, il paese era stanco di regolamenti e irreggimentazione, e c'era nell'aria una moderata anarchia. In un certo senso le nostre commedie furono il riflesso di questa atmosfera... una valvola di scarico per i nostri impulsi più antisociali". Inaugurate da Passport to Pimlico (Passaporto per Pimlico) di Henry Cornelius nel 1949, e culminate con Kind Hearts and Coronets di Robert Hamer, le commedie Ealing pullulavano di personaggi eccentrici, inventori misogini, timidi impiegati, signore bizzarre, scozzesi roboanti, in pratica di una piccolissima borghesia solidamente attaccata alle tradizioni del paese che guardava con uguale fastidio le imposizioni della burocrazia e l'aggressività del nuovo capitalismo.

Nel 1955, la forza autoctona del 'popolo della Ealing' era già appannata, i suoi caratteri cominciavano a essere inghiottiti dalla modernizzazione culturale e sociale. Letto in questo contesto, The Ladykillers può essere interpretato come il canto del cigno delle Ealing Comedies: tinto di humour nero, come erano spesso stati i film precedenti, meticolosamente ambientato in un vero quartiere londinese (quello intorno alla stazione di St. Pancras), pronto a farsi beffe dell'autorità (amichevolmente, com'erano tradizionalmente amichevoli i poliziotti di quartiere), interpretato da soli eccentrici, pare sottilmente, sotterraneamente consapevole del proprio anacronismo. Non è un film nostalgico sulla felice vita della vecchia Inghilterra; le migliori commedie Ealing non lo sono mai state, ma se mai hanno intinto nell'acume critico la penna della benevolenza. E Alexander Mackendrick era un autore intelligente e personale, sensibile, nelle commedie come nei film drammatici, all'insofferenza del singolo rispetto alla violenza dell'ambiente. I cinque criminali, che mette in scena con acuta precisione fisionomica e comportamentale, gli sono simpatici: il professor Marcus di Alec Guinness (il grande interprete al quale più è rimasta legata l'immagine della Ealing) è un prototipo di ambivalenza dickensiana; il maggiore e il forzuto One-Round sono due poveracci a due diversi gradi di ingenua stupidità; il rockabilly del giovane Peter Sellers è poco di più di un ragazzaccio, e persino il gangster Louis, per quanto faccia il duro, non ha il cuore di sopprimere la vecchietta. In più, sono palesemente maldestri (nonostante il furto sia orchestrato con intelligenza) e incapaci di tener testa all'ostinato senso civico della signora Wilberforce e ai suoi riti casalinghi. Il loro destino è segnato fin dall'inizio: saranno sopraffatti dai convenevoli, dalle tazze di tè, dalla caccia al pappagallo, dai merletti alle finestre, dall'inossidabile inconsapevolezza della loro padrona di casa. La signora Wilberforce (interpretata da Katie Johnson, attrice teatrale e caratterista, ultrasettantenne) è il vero 'motore' del film, una forza della natura, o meglio della cultura: passando indenne attraverso omicidi e disastri, è la personificazione della Vecchia Inghilterra, quella che sta per essere sommersa dalla crisi di Suez ma resta ostinatamente a galla, quella di cui i grandi eccentrici Ealing rappresentavano la faccia sommersa e spesso 'impresentabile', ma inestirpabile. I cinque della banda di Marcus sono la pallida ombra di quegli eccentrici, manca loro il guizzo della genialità e soprattutto la solidarietà che faceva la loro forza nel periodo d'oro del dopoguerra; mentre la Wilberforce, ostinatamente legata al suo stile di vita anacronistico, è la variante impazzita che fa saltare il piano. Nello scontro tra vecchi valori e nuova aggressività, vincono ancora i primi (anche se a loro volta inconsapevolmente beffati). Scritto con arguzia e diretto con eleganza e senso del ritmo, il film di Mackendrick ha la sua forza proprio nella messa in scena di questo scontro, nel gioco dei contrasti, degli equivoci e delle finzioni innescato da una galleria di personaggi emblematici. Al momento dell'uscita, The Ladykillers fu accolto tiepidamente dalla critica; tutti ne sottolinearono la fattura e le interpretazioni eccellenti, ma anche la relativa fragilità rispetto a esemplari precedenti della Ealing. Con gli anni, ha acquistato spessore, grazie soprattutto al suo sotterraneo significato testamentario.

Interpreti e personaggi: Alec Guinness (professor Marcus), Katie Johnson (Louisa Wilberforce), Cecil Parker (Claude, 'maggiore Courtney'), Herbert Lom (Louis, 'Mr. Harvey'), Peter Sellers (Harry, 'Mr. Robinson'), Danny Green (One-Round, 'Mr. Lawson'), Jack Warner (commissario), Frankie Howerd (venditore ambulante), Philip Stainton (sergente Mac Donald), Kenneth Connor (tassista), Edie Martin (Lettice), Jack Melford (detective), Ewan Roberts (agente), Fred Griffiths (rigattiere).

Bibliografia

C. Rittgers, Foul and Fair, in "Film culture", n. 8, 1956.

G.L., The Ladykillers, in "Monthly film bulletin", n. 264, January 1956.

H. Alpert, The Ladykillers, in "Saturday review", February 5, 1956.

J. McCarten, The Ladykillers, in "The New Yorker", March 3, 1956.

Clem., The Ladykillers, in "Variety", December 28, 1956.

M. Balcon, Michael Balcon presents... A lifetime of films, London 1969.

Ch. Barr, Ealing Studios, London 1977.

Ealing Studios, a cura di E. Martini, Bergamo 1988.

J.-P. Berthomé, Y. Tobin, M. Ciment et al., Alexander Mackendrick, in "Positif", n. 372, février 1992.

Vedi anche
Alexander Mackendrick Mackendrick ‹mëkèndrik›, Alexander. - Regista cinematografico (Boston 1912 - Los Angeles 1993) di origine scozzese. Tra i maggiori talenti del cinema britannico degli anni Cinquanta, nel 1956 si trasferì negli USA, dove realizzò, tra l'altro, il suo capolavoro (Sweet smell of success, Piombo rovente, ... Joel ed Ethan Coen Registi e sceneggiatori cinematografici statunitense (nn. St. Louis Park, Minneapolis, 1954 e 1957). Dopo aver realizzato alcuni film in superotto Joel ha esordito dietro la macchina da presa con Blood simple (1984), un thriller ispirato ai film di genere di registi minori statunitensi degli anni Cinquanta. ... Sir Alec Guinness Guinness ‹ġìnis›, Sir Alec. - Attore inglese (Londra 1914 - Midhurst, West Sussex, 2000); nel teatro dal 1933, recitò all'Old Vic (1936-37; 1938-39) e con John Gielgud (1937-38). Nel 1946 avvenne il suo incontro col cinema, che gli offrì larga popolarità: Great expectations (1946); Oliver Twist (1948); ... caratterista Il caratterista (o primo carattere) è l’attore al quale, in parti sempre importanti, è affidata l’interpretazione di personaggi con spiccate note di singolarità, talora quasi caricaturali. ● Mezzo carattere è il ruolo dell’attore che impersona figure non di primo piano ma a tratti più marcati di quelle ...
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the
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on the rocks ‹òn dħë ròks› locuz. ingl. (propr. «sulle rocce»), usata in ital. come agg. – Espressione con cui si indica, spec. nel linguaggio della pubblicità, un modo di presentare e bere alcuni liquori (whisky, aperitivi, digestivi,...
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