profago
Virus batteriofago quando il suo genoma si trovi integrato nel cromosoma del batterio ospite e si duplichi con esso; è questa la fase lisogenica (non virulenta) in contrapp. a quella litica (virulenta) [...] in cui il fago, libero nel citoplasma, si moltiplica sino a provocare la lisi della cellula batterica ...
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Reovirus
Virus appartenente alla famiglia Reoviridae. I R. hanno dimensioni di circa 60÷70 nm e un genoma costituito da RNA a doppio filamento; il capside è costituito da due strati concentrici: un capside [...] interno a struttura icosaedrica, con 12 proiezioni sporgenti dai vertici, circondato da un capside esterno a struttura icosaedrica o amorfa. I R. si replicano nel citoplasma dell’ospite, talvolta formando ...
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SV40 (sigla di Simian Virus 40), virus
) Virus delle scimmie appartenente alla famiglia Poliomavirus. Il capside ha simmetria icosaedrica ed è privo di pericapside; il genoma virale (DNA circolare doppio [...] . Scoperto nel 1960 nelle scimmie utilizzate per preparare il vaccino antipolio (sia Salk che Sabin), è stato ipotizzato che il virus abbia infettato una decina di milioni di persone negli anni Cinquanta e Sessanta del 20° sec. La produzione di nuovi ...
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Neuropatologia
FFernando De Ritis e Charles E. Lumsden
di Fernando De Ritis e Charles E. Lumsden
NEUROPATOLOGIA
Malattie virali del sistema nervoso centrale
di Fernando De Ritis
sommario: 1. Eziologia. [...] e che lo disseminino nell'ambiente con le feci, ma non lo trasmettano con la puntura. Anche Trichinella spiralis può infettarsi col virus e può infettare l'uomo. Nell'uomo è più frequentemente colpito il sesso maschile nell'età compresa tra i 10 e i ...
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VIROSI
Giuseppe Visco
Giuseppe Luzi
Sinonimo di malattia virale o da virus, il termine indica in medicina, veterinaria e fitopatologia le malattie causate da virus. Per le caratteristiche di sede, [...] che ne provocano la divisione in due gruppi: A e B. Il gruppo A è il più numeroso e comprende 24 tipi di virus; fra questi, l'agente della herpangina, un'affezione del cavo oro-faringeo, dolorosa ma a evoluzione benigna. Il gruppo B comprende solo 5 ...
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ULTRAVIRUS (XXXIV, p. 644)
Luigi CALIFANO
Lo studio dei virus filtrabili è stato assai ricco di risultati negli ultimi dieci anni grazie alla scoperta di W. M. Stanley, il quale nel 1935 dimostrò che [...] G. Green, in Science, LXXXII, 1935, p. 443; L. O. Kunkel, in Ann. Rev. of Microbiology, I, 1947; P.P. Laidlaw, Virus diseases and virus, Cambridge 1938; H. J. Müller, in Cold Spring Harb. Symp., IX, 1941, p. 290; F. Pentimalli, in La Settimana medica ...
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mimivirus
Mauro Capocci
Genere di virus, di recente scoperta, che ha posto interessanti quesiti sulla definizione e sull’origine della vita biologica. L’unica specie nota è stata rinvenuta nel 1992 [...] e la complessità del genoma hanno indotto a pensare che i mimivirus siano una forma di vita intermedia tra i batteri e i virus, e dunque che vadano classificati al di fuori di quest’ultimo taxon. Il mimivirus noto, per es., è capace di codificare per ...
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Trasformazione delle cellule
Renato Dulbecco
di Renato Dulbecco
Trasformazione delle cellule
sommario: 1. Introduzione: a) trasformazione permanente e abortiva; b) il fenotipo delle cellule trasformate; [...] , in ‟Virology", 1961, XIV, pp. 359-370.
Temin, H. M., Baltimore, D., RNA-directed DNA synthesis and RNA tumor viruses, in Advances in Virus research (a cura di K. M. Smith e M. A. Lauffer), vol. XVII, New York 1972, pp. 129-185.
Van Duuren, B. L ...
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virogenesi
Processo di moltiplicazione dei virus che avviene all’interno della cellula ospite, sfruttando la sua organizzazione cellulare e i suoi materiali. La moltiplicazione virale produce nella cellula [...] e formare nuove particelle virali (virioni), che lasciano la cellula per infettare altre cellule. Questo tipo di interazione virus-cellula può portare alla produzione anche di 100.000 particelle virali da una singola cellula ed è chiamato ciclo ...
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virus
vìrus s. m. [dal lat. virus «veleno»], invar. – 1. In biologia, termine con cui si designa un gruppo di organismi, di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche, incapaci di un metabolismo autonomo e perciò caratterizzati...
vaiolo delle scimmie loc. s.le m. Malattia virale, affine al vaiolo umano, causata dal poxvirus che colpisce animali selvatici (in particolare piccoli roditori e scoiattoli) presenti nelle foreste pluviali africane, che è in grado di trasmettersi...