Musicista (Brescia 1597 - Venezia 1665). Virtuoso di violino della Signoria di Venezia, poi a Brescia e a Parma, è ricordato quale uno dei primi compositori di musica per il suo strumento; fu anche tra [...] i primi in Italia a praticare la scordatura. Scrisse inoltre lavori sacri, teatrali (Le lagrime d'Erminia, 1623) e da camera ...
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Umanista (n. Spilimbergo - m. Venezia 1589). Il suo vero cognome sembra fosse Franceschini. Insegnò ad Ancona (1549), a Vicenza (1556) e a Venezia (1560), e promosse lo studio del latino, del greco e dell'ebraico. [...] Lasciò poesie e prose latine e un trattato Dell'imitazione poetica (1560), da lui stesso poi tradotto in latino ...
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Educatore (Venezia 1774 - ivi 1853); con il fratello Anton Angelo (Venezia 1772 - ivi 1858), come lui sacerdote, aprì nel 1802 un oratorio, e poi nel 1804 una scuola gratuita, che fiorì largamente. Costituirono [...] allora, per assicurare il funzionamento di tale istituto, una Congregazione di chierici secolari delle scuole di carità, che vive tuttora ...
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Condottiero della repubblica di Venezia (m. 1453). Cognato del Gattamelata, fu per l'intervento di questo assunto al soldo di Venezia; rivelò le sue qualità militari combattendo contro i Visconti di Milano [...] (1432). Dal 1451 generalissimo della repubblica, combatté contro B. Colleoni a Manerbio (19 apr. 1453), e vi fu ferito a morte ...
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Architetto (Venezia 1700 circa - ivi 1764). Costruì a Venezia la chiesa di S. Simeone piccolo (1718-38), dall'alta cupola di rame, con pronao classicheggiante preceduto da scalinata e l'interno circolare, [...] secondo un'elegante versione degli ideali palladiani; l'interno di S. Rocco, ampia sala ricostruita al posto della chiesa rinascimentale primitiva ...
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Pittore (Venezia 1804 - Budapest 1860). Studiò a Venezia; lavorò a Gorizia, Trieste, Vienna e Bratislava; nel 1836 si stabilì a Budapest fondandovi (1846) una scuola che esercitò un'influenza notevole. [...] I suoi ritratti, di impostazione classicheggiante, con qualche accento Biedermeier, furono molto apprezzati. n Il figlio Giuseppe (1834-1895) fu ritrattista e litografo ...
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Pittore (Venezia 1570 circa - ivi 1650 circa), figlio di Marco Vecellio (Venezia 1545 - ivi 1611), parente del grande Tiziano, del quale furono, padre e figlio, modesti seguaci. Opere in chiese e musei [...] del Veneto. T. fece compilare dal cosiddetto Anonimo del Tizianello una Vita del maestro, che pubblicò (1622) con una propria prefazione ...
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Doge di Venezia (Venezia 1566 - ivi 1646). Dopo una lunga carriera militare, politica e diplomatica, iniziata nel 1591, fu elevato nel 1631 al dogado. Conclusa la guerra di successione di Mantova, attese [...] ad assicurare alla Repubblica alcuni anni di pace, mantenendo la neutralità nel periodo svedese della guerra dei Trent'anni. Attaccato dai Turchi, non poté impedire che l'isola di Creta cadesse nelle loro ...
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Ammiraglio veneziano (m. Venezia 1439). Capitano della flotta nel 1415, l'anno successivo vinse i Turchi in battaglia navale presso Gallipoli; nel 1432 sconfisse nelle acque di Rapallo la flotta genovese; [...] fu ancora generale della Repubblica nella guerra contro il marchese di Mantova dal 1436. Gattamelata lo fece eleggere (1438) generalissimo delle forze terrestri di Venezia, e in tale qualità riconquistò le fortezze venete sul Po. ...
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Pittore (Vienna 1699 - Venezia 1760), fratello di Francesco. È autore della piccola pala firmata, nel Bode Museum di Berlino, rappresentante il Transito di s. Giuseppe, di pale d'altare raffiguranti Madonna [...] e santi nelle chiese di Vigo d'Anaunia e di Belvedere d'Aquileia, e delle Storie di Tobia (Venezia, chiesa di S. Raffaele). Le sue opere sono caratterizzate da virtuosismi e da colori luminosi. ...
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veneziano
(ant. viniziano) agg. e s. m. (f. -a). – 1. a. Di Venezia, città storica e moderna, attualmente capoluogo della regione del Veneto (o Venezia Euganea): la storia v.; l’antica Repubblica v., l’egemonia v. nel Mediterraneo centro-orientale;...
indecisionismo s. m. Nel linguaggio giornalistico e politico, in particolare, comportamento di chi, per incapacità o scelta, non esercita i poteri decisionali di cui è provvisto. ♦ Per molto tempo non è stato possibile discutere su un'ipotesi...