La comicità è crassa, l’ironia è sottile. La comicità è greve, l’ironia è leggera. Sono valide queste opposizioni categoriali? Non proprio, non sempre. Buster Keaton fu comico, ma niente affatto greve. [...] che scivola sulla buccia di banana sarà sempre e solo un momento del comico. Ma se quest’uomo è anche un grande e importante commerciante di banane, allora la faccenda assumerà risvolti ironici. La comicità è un testo, l’ironia è sempre un sottotesto ...
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L’immagine, o forse il cliché, dei poeti o degli scrittori che si muovono a loro agio nel mondo della letteratura dopo aver attraversato percorsi formativi e habitat professionali molto diversi, o nettamente [...] di un autore straordinariamente stimolante:Il riuscire a vedere l’uomo sullo sfondo smisurato di ciò che ignora non può compassione, dove la sola forma di oggettività permessa all’uomo è raggiunta. BibliografiaCrocco 2021 = Claudia Crocco, La poesia ...
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Nella linguistica storica si parla di sostrato (la lingua che si parlava un tempo in una certa zona e che ha influenzato quella odierna), di superstrato (una lingua che in alcuni particolari grammaticali [...] dal Cinquecento. Di origine germanica sono anche i nomi che formano toponimi semplici, senza l’indicazione di una costruzione dell’uomo o di un rilievo naturale; come Ovindoli-Aq probabilmente da un tale Guindulus, o Borrello-Ch da un antico Burrello ...
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Dopo uno sguardo all’odonimia (il repertorio delle aree di circolazione) nel Sud (specialmente Palermo, Catania e Napoli) e nel Lazio, il nostro percorso alla ricerca di nomi strani, buffi e talvolta quasi [...] spicca la via Abbi Pazienza, forse dal motto attribuito alla famiglia de’ Rossi allorché, nel 1301, fu cacciata dalla città: «L’uomo si muta / E perché? Per lo meglio / Abbi pazienza». La frase era leggibile fino a metà Novecento in una lapide oggi ...
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Forse il più bel romanzo degli anni Settanta del Novecento, caduto nell’oblio e oggi riscoperto grazie al prezioso lavoro di Edizioni Alegre, è Tuta Blu di Tommaso Di Ciaula, un rutilante impasto di meraviglia [...] che operaio è quello che sa a memoria il giornale sportivo e non sa cosa vuol dire il simbolo che ha votato, l’uomo che ha votato (p. 88). Flusso di coscienzaSiamo di fronte a una descrizione biliosa dell’alienazione operaia, al ricorso al flusso di ...
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Gabriella PaceRitornoRoma, Il Labirinto, 2022 Ritorno è un racconto del reduce. La materia del libro appartiene a quell’ambito della letteratura concentrazionaria che riguarda l’internamento dei militari. [...] con qualsiasi tempo / esci a rompere il ghiaccio /di una pozzanghera / un po’ d’acqua gelata / per raderti / per dirti che sei un uomo», pp. 22-23), i mancati tentativi di fuga, il passaggio decisivo a un lavoro meno duro, qui per mezzo di una bugia ...
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Donne sotto il Vesuvio.Giovan Battista Basile nacque nell’ultimo quarto del XVI secolo, ed è dunque contemporaneo di Shakespeare e Cervantes. Il quadro culturale inquieto e vivace in cui sboccia il suo [...] pan pepato, in grado di evolversi dalla passività di creatura assemblata a cui «non […] mancava se non la parola» (Basile, 886) a uomo capace di scegliere fra colei che l’ha creato e colei che l’ha rapito. Stories from the Pentamerone, selected and ...
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Quando nella fiaba c’è un sonno significativo dal punto di vista simbolico non si tratta mai di un sonno solitario. C’è sempre qualcuno che guarda qualcun altro dormire e, sempre, questo sguardo ha un’intenzione, [...] superiore di maturità e di conoscenza» (Bettelheim, 226). In effetti al risveglio Zoza, resasi conto di aver perso l’uomo che amava, diventa più intraprendente e capace di immaginare una strategia che ruota attorno a una finestra (altro rilevante ...
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Francesco TarquiniBlu di metileneRoma, Edizioni Il Labirinto (Collana “Arsenale”), 2024 «Non c’è parola che in forza del desiderio». Questa affermazione della mistica islamica Rab’ia enuclea il fondamentale [...] è l’erranza come dimensione esistenziale. L’autore cita, tematizzando questa dimensione, Elias Canetti: «Forse l’anima di ogni uomo deve trasformarsi almeno una volta nell’anima di un ebreo». Deporre un sasso su una tomba, fermarsi ad ascoltare le ...
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E adesso spogliati, come sai fare tu. Ma non illuderti, io non ci casco più(Bella senz’anima, Riccardo Cocciante, 1974) Sei strofe di otto, sei, quattro versi, 36 in tutto e, per quanto lo si noti poco [...] c’è solo il grigiore di un amore spento o forse mai nato; ma c’è anche, dal punto di vista dell’uomo, il comportamento riprovevole di lei, fino a chiamarla con la definizione passata alla storia della musica cantautorale italiana: bella senz’anima. O ...
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uomo
uòmo (ant. o pop. òmo) s. m. [lat. hŏmo hŏmĭnis] (pl. uòmini [lat. hŏmĭnes]). – 1. a. Essere cosciente e responsabile dei proprî atti, capace di distaccarsi dal mondo organico oggettivandolo e servendosene per i proprî fini, e come tale...
uomo nero
uòmo néro locuz. usata come s. m. – 1. Uomo immaginario, di aspetto pauroso, che si usa nominare come minaccia per far stare buoni i bambini: smetti di frignare, se no chiamo l’uomo nero! 2. Gioco di carte al quale può partecipare...
Individuo della specie umana, senza distinzione di sesso, età, condizione sociale ecc., considerato sia come elemento a sé stante sia come facente parte di un gruppo o di una collettività.
Antropologia
A partire dagli studi di L. Lévy-Bruhl,...