Aceto deriva dal latino acetum, che a sua volta si ricollega con acer "pungente; agro", acidus, acerbus, acutus.
Aceti, in senso generale, sono i prodotti di un tipo di fermentazione (detta appunto acetica) [...] vanno lavate con acqua, prima di essere usate, ma ogni 4-6 anni debbono essere smontate e liberate dalle ingrommature di tartaro, fecce e madre dell'aceto.
Pel processo lento si preferiscono vini intieri che abbiano circa 6 mesi e che contengano un ...
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. Si chiama così, in patologia comparata, un gruppo di malattie prodotte da coccidî. Queste forme morbose hanno importanza dal punto di vista zootecnico e economico.
Nei bovini, specialmente in quelli [...] l'uso del timolo per bocca (15 gr. al giorno). Galli-Valerio propose anche la chemoterapia con l'atoxil e col tartaro stibiato. La migliore misura profilattíea consiste nell'impedire che i bovini bevano in pozzanghere e stagni.
Nelle pecore e nelle ...
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SAFRANINA
Guido Bargellini
Col nome generale di safranine si designa una classe di sostanze coloranti artificiali che contengono tutte quattro atomi di azoto e appartengono al gruppo delle azine: sono [...] con colorazione rossa e fluorescenza gialla. S'impiegano le safranine per tingere in rosso il cotone mordenzato al tannino e al tartaro emetico; minore importanza hanno per la tintura della seta e della lana. Si associano spesso le safranine ad altre ...
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paleonutrizióne Campo d'indagine della paleoantropologia che attraverso l'esame di una molteplicità di indicatori (elementi scheletrici e dentari, capelli, unghie, calcoli, tumori calcificati, residui [...] informazioni sul regime alimentare. Altre fonti d'informazione sono i coproliti, vale a dire i residui fecali che talvolta si rinvengono nelle sepolture, o il tartaro dentario, la cui struttura e composizione chimica varia secondo l'alimentazione. ...
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L'Eta dei Lumi: la fine della conoscenza naturale 1700-1770. Chimica macroscopica e chimica microscopica
Ferdinando Abbri
Frederic L. Holmes
Antonio Di Meo
Marco Beretta
Chimica macroscopica e chimica [...] . -1620 ca.), e come la reintegrazione del nitro fisso o salnitro dall'acido del nitro e dall'alcali "sale di tartaro", segnalata nel 1661 da Boyle nello scritto A physico-chymical essay containing an experiment with some considerations touching the ...
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DE VEGNI, Leonardo Massimiliano
Lorenzo Finocchi Ghersi
Figlio di Francesco, dottore in legge, e di Caterina Apolloni, nacque a Chianciano (prov. di Siena) il 12 ott. 1731. Fin da ragazzo dimostrò una [...] del casale a Bagni di San Filippo in Toscana..., Bologna 1761). La fabbrica per la produzione di motivi decorativi in "tartaro" che il D. impiantò con G. Gherardini e G. Pagliari diventò famosa tanto che fu visitata dal granduca Pietro Leopoldo ...
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NUCCOLI, Cecco
Daniele Piccini
NUCCOLI, Cecco. – Non sono noti i dati biografici di questo poeta, il più sfuggente tra quelli attivi a Perugia nella prima metà del XIV secolo (all’incirca tra 1320 e [...] l’ammanto di moduli biblici, a un contenuto erotico). Si potrebbe perciò riferire a Nuccoli il giudizio più generale di Achille Tartaro sui perugini (1971, p. 425): «Il repertorio comico non è assente, ma tenuto ai margini di un esercizio letterario ...
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FRANCO da Perugia
Paolo Vian
Non si conoscono la data e il luogo della nascita di F., avvenuta forse a Perugia o nel suo contado poco dopo la seconda metà del XIII secolo; non è nota neppure la data [...] Paris 1905, pp. 495-513; III, ibid. 1907, p. 321; G. Golubovich, La gerarchia domenicana e francescana negli imperi tartari dell'Asia (1307-1318), in Analecta sacri Ordinis fratrum praedicatorum, XIII (1917-18), pp. 135-139; Id., Biblioteca bibliogr ...
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Furie
Giorgio Padoan
Aletto, Megera e Tisifone (in D. Tesifón), dn), sarebbero nate dal sangue di Urano, quando il dio fu mutilato dal figlio Crono. Erano considerate dai Greci dee della vendetta, perseguitanti [...] Notte, dall'aspetto orrendo e anguicrinite, la cui sede, in quanto forze distruggitrici e nemiche dell'uomo, è il Tartaro. Virgilio descrive Tisifone su una torre delle mura tartaree (Aen. VI 554-556) assegnandole il compito di flagellatrice dei ...
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Sacerdote e teologo greco, da alcuni annoverato tra i sette savî, e la cui figura ha assunto nella tradizione i colori della leggenda. Secondo questa, egli, nativo di Cnosso in Creta, sarebbe stato chiamato [...] alle teogonie di Esiodo e degli Orfici, e poneva come principî primi l'Aere e la Notte, da cui faceva nascere il Tartaro, derivando infine dalla mescolanza di queste tre primordiali nature i Titani e l'Uovo del mondo.
Bibl.: Per le testimonianze e ...
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tartaro1
tàrtaro1 s. m. (f. -a) e agg. [alteraz. di Tataro, per accostamento a Tartaro, l’oltretomba della mitologia classica]. – Nome con cui furono indicati nell’Occidente cristiano i Tatari, la stirpe guerriera di razza mongolica che nel...
tartaro2
tàrtaro2 s. m. [dal lat. mediev. tartar, tàrtarum (di origine araba)]. – 1. Deposito lasciato nelle botti dai vini (t. delle botti), costituito da una incrostazione compatta di colore bruno scuro, composta da varî sali fra i quali...