Nome con il quale è noto in Occidente il medico musulmano di Spagna Abū Marwān ibn Zuhr (Siviglia 1090 circa - ivi 1162), le cui opere, attraverso versioni ebraiche e latine, esercitarono notevole influenza [...] sulla medicina europea sino al sec. 17º. Anche suo padre Abūl-῾Alā' Zuhr ibn Abī Marwān fu distinto medico ...
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Trovatore gallego-portoghese (sec. 13º), di Santiago de Compostela. Probabilmente accompagnò il re Ferdinando III alla conquista di Siviglia (1248). Ci sono pervenute di lui 18 "cantigas de amor" e 7 "de [...] amigo" ...
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Generale spagnolo (Arequipa, Perù, 1775 - Madrid 1846). Trasferitosi in Spagna (1795), nel 1808 fu inviato dalla Giunta di Siviglia in America con l'incarico di far riconoscere l'autorità di Ferdinando [...] VII a Buenos Aires e a Lima. Raccolse e comandò l'esercito realista che sconfisse quello argentino a Guaqui (20 giugno 1811) e invase il Nord dell'Argentina. Dopo essere stato sconfitto a Tucumán (sett. ...
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Statista inglese (n. 1690 circa - m. Londra 1756), ambasciatore a Madrid (1720-27); negoziò (1729) il trattato di Siviglia tra Gran Bretagna, Francia e Spagna. Fu segretario di stato per il Nord con R. [...] Walpole (1730-42), pur dissentendo dalla sua politica di neutralità. Con la caduta di Walpole (1742) divenne presidente del Consiglio privato e quindi (1744) tornò al segretariato di stato, dove (1744-45) ...
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Mercante e letterato (Firenze 1540 - Goa 1588). Soprintendente all'azienda commerciale dei Capponi, lasciò l'Italia (1578) per Siviglia, Madrid, Lisbona; di qui partì per l'India per assumervi la direzione [...] del traffico del pepe per conto di un mercante portoghese; e dopo mille peripezie sbarcò a Coccino sulle coste del Malabar (1583). Lasciò scritti letterarî (Sposizione della Poetica d'Aristotele, pubbl. ...
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Pittore, scultore, architetto (Granata 1601 - ivi 1667), una delle personalità più significative del Seicento spagnolo. Si formò a Siviglia presso lo scultore J. Martínez Montañes e fu condiscepolo di [...] Velasquez presso il pittore F. Pacheco; fu poi attivo a Madrid (1638-44) e a Granata. Le sue opere, in contrasto profondo con la violenza, l'irrequietezza e la drammaticità che segnarono la sua vita, mostrano ...
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Lottò con esiti incerti contro i Mori e, all'interno del regno, contro la nobiltà, incontrando inoltre grosse difficoltà relativamente alla successione. Mirò invano alla corona imperiale indirizzando poi [...] di sistemazione del diritto romano, e l'incompiuta storia universale Grande e General Estoria.
Vita
Figlio (Toledo 1221 - Siviglia 1284) di Ferdinando III cui successe nel 1252, combatté contro i Mori e le tendenze disgregatrici della nobiltà ...
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Architetto (m. Valladolid 1534). È nota la sua attività, dal 1526, in varie città della Spagna e soprattutto a Siviglia: nella sagrestia "dei calici" e nelle cappelle del coro della cattedrale (1529), [...] una sontuosa decorazione plateresca riveste un impianto ancora gotico, ma il municipio (iniziato nel 1527, terminato nel 1564), specie per il raffinato uso del linguaggio classico nelle sue facciate, è ...
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Avventuriero tedesco (n. Ulma - m. 1532). Come rappresentante della Compagnia Welser di Augusta, che intendeva colonizzare il Venezuela, partito da Siviglia (1528), esplorò le regioni del lago di Maracaibo, [...] e risalì il basso corso del fiume Magdalena (1530-31). Spietato con gli indigeni, fu da essi ucciso nel suo accampamento ...
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Attore spagnolo (Granada 1838 - Madrid 1899). Esordì al Teatro Español di Madrid (1856), e recitò poi ad Alicante, Cadice e Siviglia; fu poi di nuovo a Madrid, quindi all'Avana e a Cuba; nel 1874 gli fu [...] affidata la direzione del Teatro de la Comedia di Madrid; poi (1893) fu prof. di recitazione al conservatorio e (1898) direttore dell'Español. Coscienzioso nello studio dei personaggi, che caratterizzava ...
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sivigliano
agg. e s. m. (f. -a). – Della città di Siviglia (Spagna sud-occid.), principale centro dell’Andalusia; abitante, originario o nativo di Siviglia.
patròno s. m. [dal lat. patronus, der. di pater -tris «padre»]. – 1. Nell’antica Roma, colui che ha manomesso, cioè affrancato, uno schiavo, considerato nel suo rapporto con la persona manomessa, in quanto mantiene verso questa particolari diritti...