Roma costantiniana
Federico Guidobaldi
Roma, di gran lunga la città più grande del mondo antico e tardoantico, vive, a partire dalla sua origine e per tutta l’età imperiale fino alla tarda antichità, [...] 1980), fasc. 157-162, in partic. 63-90; F. Coarelli, L’urbs, cit., 10-20; LTUR IV, E. Papi, s.v. Tempio di Romolo, pp. 210-212; F. Coarelli, Roma, cit., pp. 106-108.
56 F.P. Fiore, L’impianto architettonico, cit.
57 O. Panvinio, Biblioteca Apostolica ...
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Romani antichi
Tommaso Gnoli
Con la spada e con le leggi alla conquista del mondo
Originati da una mescolanza di elementi latini, sabini ed etruschi, in poche centinaia di anni i Romani divennero i [...] l’avvento dell’Impero i Romani accrebbero sicurezza e ricchezza ma persero la libertà politica
La fondazione di Roma
Secondo la tradizione, Romolo fondò Roma nel 753 a.C. con un atto, il famoso tracciato di un fossato tramite l’erpice di un aratro ...
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Bonaccorsi, Piero
Marcello Aurigemma
, Notaio e letterato fiorentino (Firenze 1410-1477), concepì gli studi, nei quali ebbe larga parte l'argomento dantesco, come consolazione all'assiduo lavoro. Secondo [...] e via col viso altero ecc. ": che è una delle molte reminiscenze dantesche presenti nell'opera.
Bibl. - Il testo delle due lettere a frate Romolo in G. Bruschi, Ser P.B. e il suo " Cammino di D. ", in " Il Propugnatore ", n. s. IV (1891) 308-348; G.M ...
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(lat. Quirites) Nome dei Romani antichi, che li designa in quanto cittadini; è conservato nella formula Populus Romanus Quirites[que] (anche S.P.Q.R. probabilmente è da intendersi all’inizio: Senatus [...] sabina di Curi (dopo la fusione dei Sabini con i Romani) o da curis «lancia» (uomini armati di lancia); studiosi moderni lo hanno posto, senza sicuro fondamento, in relazione con le curie. Come dei Romani Romolo, eponimo fittizio dei Q. era Quirino. ...
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Attor comico, nato a Roma verso la metà del sec. XVII. Si distinse per signorile educazione e disdegno degli effetti volgari. Fattosi capocomico, mise gran cura nell'esame e nella scelta del repertorio; [...] e di altre tradotte dal francese. Il C., che abbandonò la scena nei primi anni del sec. XVIII, ha scritto anche due mediocri lavori scenici: Il Romolo (1679) e Le peripezie di Aleramo e di Adelasia, ossia la discendenza degli eroi del Monferrato. ...
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CASCESE (Cajés, Caxés, Cascesi), Patrizio
Fiorella Sricchia Santoro
Pittore di origine aretina, passò in Spagna a lavorare per Filippo II e lì rimase per tutto il resto della sua vita. La prima notizia [...] per tre anni al servizio del re di Spagna con uno stipendio di 20 ducati al mese insieme con il fiorentino Romolo Cincinnato, a partire dal successivo inizio di dicembre (Martin Gonzáles, 1971).
Nel contratto steso a Roma, dove entrambi i pittori si ...
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Servio Tullio
Clara Kraus
Secondo Livio (I XXXIX-XLVIII) e Floro (I 6) fu in ordine cronologico il sesto dei sette re di Roma, cui la tradizione leggendaria attribuiva, tra l'altro, il merito di aver [...] elenco di D. che si legge in Cv IV V 11, ma è implicito nell'espressione li re Tarquini posta dopo i nomi di Romolo, Numa (Pompilio), Tullo (Ostino), Anco (Marzio).
Per quanto D. denunci come propria fonte principale Livio, si pone il quesito se tale ...
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DALLA CHIESA, Carlo Alberto
Vittorio Coco
La famiglia di origine
Nacque a Saluzzo, in provincia di Cuneo, il 27 settembre 1920, da Romano e da Maria Laura Bergonzi. Il padre, di origine emiliana come [...] fu accomunata a quella di coloro che risultavano iscritti, anche sulla base del fatto che tra essi c’era il fratello Romolo (iscrizione della quale Carlo Alberto disse di non sapere). I vertici dell’Arma chiesero a Dalla Chiesa di fare un passo ...
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FORTINI, Bartolomeo
Giovanni Ciappelli
Nacque a Firenze il 24 ag. 1402 da ser Benedetto, che fu per pochi mesi primo cancelliere della Repubblica dopo la morte di Coluccio Salutati, e da una Margherita, [...] ), il suo patrimonio fu probabilmente amministrato dagli zii. Nel marzo del 1425 creò una compagnia di arte della seta con Romolo di Bartolomeo di Nicola, che dette in seguito origine a un'accomandita con Leonardo Frescobaldi, operante fra Firenze e ...
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Pittore, scultore e architetto (L'Aia 1818 - ivi 1893), allievo di C. Kruseman che raggiunse a Roma (1844), ove dimorò fino al 1857. L'aveva preceduto di due anni il fratello Johan Hendrik (L'Aia 1820 [...] , nominato professore (1861), poi direttore (1870) dell'accademia dell'Aia, si rivolse di preferenza alla scultura monumentale. Suo nipote Romolo (Roma 1847 - ivi 1912), figlio di Johan Hendrik, seguì la maniera del padre. Tra le sue opere, Interno ...
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curia
cùria s. f. [dal lat. curia, di etimo incerto]. – 1. La più antica ripartizione politica e religiosa del popolo romano, attribuita a Romolo, il quale avrebbe diviso i cittadini in tre tribù (Tizî, Ramni e Lùceri) e ciascuna di queste...