OLSCHKI, Leonardo
Filologo, nato a Verona il 15 luglio 1885. La sua attività d'insegnamento, iniziata nel 1908 a Heidelberg, continuata a Roma dove l'O. fu invitato dall'università per una serie di corsi [...] scritti sono orientati nel complesso a interpretare spiritualmente la tradizione di cultura e di civiltà occidentale-romanza, individuandone gli elementi costitutivi e le direttrici di sviluppo, insomma la "struttura". Significativo, in questo senso ...
Leggi Tutto
Con l’eccezione di alcune parole che hanno sempre la stessa forma (➔ avverbi e locuzioni avverbiali: certamente, a malapena; ➔ preposizioni, se non articolate: da, su; ➔ congiunzioni: ma, e; interiezioni: [...] sensi tecnici: la forbice inflattiva, manovra a tenaglia; (d) in traslati: Cuore di tenebra (traduz. it. dal titolo di un romanzo di J. Conrad).
Sono plurali anche i nomi dei tipi di pasta, perlomeno quando sono usati per indicare il tipo: fettuccine ...
Leggi Tutto
* La voce enciclopedica Lingua scritta è stata ripubblicata da Treccani Libri con il titolo Italiano, parlare, scrivere, arricchita e aggiornata da un contributo di Giuseppe Antonelli.
La scrittura è [...] a una molteplicità di lettori. Solo il requisito 4 discrimina, dal nostro punto di vista, una lirica di Eugenio Montale o un romanzo di Umberto Eco (1C, 2C, 3C, 4C) da tipologie testuali ben più umili e anguste, come una ricetta di cucina o un ...
Leggi Tutto
Con il termine origini ci si riferisce convenzionalmente alla fase aurorale delle lingue romanze (o neolatine), quando testi (o frammenti di testi) scritti in volgare cominciarono a essere conservati su [...] fu la nascita di un ceto di laici alfabetizzati che diventarono i produttori e i fruitori della nuova cultura scritta.
I volgari romanzi dipendono dal latino da un punto di vista genetico, nel senso che è a partire da esso che si spiegano la quasi ...
Leggi Tutto
L’esigenza di ordinare in base a precisi parametri il panorama delle parlate dialettali d’Italia è stata avvertita fin dagli albori della dialettologia scientifica, anche se i tentativi compiuti in tal [...] longobardi.
L’adozione dell’italiano come riferimento, unico possibile criterio di distinzione fra il vasto insieme definito italo-romanzo e gli altri gruppi neolatini, è stato ripresa, nel 1975, da Giovan Battista Pellegrini, come base per la ...
Leggi Tutto
Insieme ai nomi, i verbi e gli avverbi, gli aggettivi sono una delle classi aperte di parole dell’italiano. Essa può essere suddivisa nelle due sottoclassi degli aggettivi qualificativi (che denotano per [...] si accordano in genere e numero con il nome a cui si riferiscono (➔ accordo), così come avviene nelle lingue romanze. Tale accordo è obbligatoriamente marcato sia sugli aggettivi attributivi sia su quelli predicativi. In questo senso, l’italiano si ...
Leggi Tutto
I confini dell’Italia linguistica non coincidono perfettamente con quelli dello Stato italiano. In generale, il rapporto tra comunità linguistica e spazio geografico è assai più complesso e articolato [...] . Dei molti esempi di tale plurisecolare preminenza basterà ricordare la diffusione del ➔ sonetto, forma metrica introdotta nella lirica romanza da Jacopo da Lentini e affermatasi largamente anche fuori d’Italia grazie alla fortuna di Petrarca e del ...
Leggi Tutto
Non si possono definire gli argomenti senza partire dal predicato, cioè da «quell’elemento linguistico il cui significato descrive una situazione, uno stato di cose, un evento, qualcosa che è, accade o [...] ha regalato un dolcetto ai bambini, Luigi ha spedito il pacco al fratello) e verbi a quattro argomenti (Maria ha tradotto il romanzo dal francese all’italiano, ha trasferito l’ufficio da Milano a Genova). Ci sono anche, ma sono più rari, verbi che ...
Leggi Tutto
L’➔accordo morfologico (di ➔ genere e di ➔ numero) tra i diversi elementi presenta varie forme.
Una sequenza di soggetti può presentare profili diversi e, quanto all’accordo, esiti diversi:
(a) se uno [...] andata evidentemente storta («La Repubblica» 11 giugno 2004).
Quando il soggetto della frase è costituito da un titolo (di romanzo, di film, ecc.; ➔ titoli) costituito da un sintagma nominale al plurale, il soggetto si accorda al singolare e non ...
Leggi Tutto
CAIX, Napoleone
Tullio De Mauro
Nato a Bozzolo (Mantova) il 17 ag. 1845 da Giovanni e da Giovanna Azzolini, studiò presso il ginnasio di Cremona, ove ebbe tra gli insegnanti lo storico e latinista liberale [...] 29 ott. 1882), p. 1 (poi rist., con leggeri ritocchi, in Rimpianti, Palermo 1903, pp. 250-56); P. Raina, N. C., in Giornale di filologia romanza, IV(1883), fasc. 3-4, pp. V-XI; P. Villari, N. C., in In memoria di N. C. e U. A. Canello. Miscellanea di ...
Leggi Tutto
romanzo1
romanżo1 agg. [dal fr. ant. romanz, che risale alla locuz. lat. *romanĭce loqui «parlare latino»]. – In linguistica e in filologia, sinon. di neolatino: le lingue r.; filologia r., che ha per oggetto di studio, soprattutto comparativo,...
romanzo2
romanżo2 s. m. [dal fr. ant. romanz, uso sostantivato dell’agg. precedente]. – 1. a. Nel periodo delle origini delle letterature moderne, ampio scritto in lingua volgare, in prosa e in versi, diretto a dilettare il lettore col racconto...