Affermare che l’odio è un sentimento e provare a dimostrare il senso dell’affermazione è compito semplice e rapidamente eseguibile: la maggior parte dei lessicografi, di fatto, ci conforta con limpide [...] temporalità.«Odium est ira inveterata» [‘L’odio è una collera a lungo covata’ (Cicerone, Le Tusculane, a cura di A. Di Virginio, 1962, A. Mondadori, in Palatio anno aetatis quadragesimo quinto, imperii quinto decimo. Funus eius ingenti dedecore ...
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Anticamente, in Grecia, chi si accingeva ad affrontare un pericolo, un marinaio impaurito da un possibile naufragio o un condottiero impensierito dall’esito d’un’imminente battaglia, si premurava di fare [...] tra i propri estimatori, anche il famoso oratore e avvocato Quinto Ortensio Ortalo, il quale, volendo stringere con lui un vincolo ? Nemo [‘Chi afferma che io mi sono obbligato? Nessuno’ (Cicerone, Pro Roscio Comoedo, 5, 13-14, in Le orazioni, vol ...
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Massimo PalermoTanto per cambiare. La coazione a variare nella storia dell’italianoBologna, il Mulino, 2025 Giorgio Petrocchi, nel presentare alcune tipologie di errori poligenetici all’interno della tradizione [...] parti descrittive del Decameron), speculare all’asse Virgilio-Cicerone per il latino, elogia la varietas, da che amplificano «le parole tematiche» (p. 171).Nel quinto capitolo (Confronti interlinguistici) si mostrano tendenze traduttive vecchie e ...
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Cecilia GibelliniPomilio, Petrarca e l’humanitas«Diacritica», IX, 49, 31 ottobre 2023, pp. 33-50 Di Mario Pomilio (Orsogna [Chieti] 1921 - Napoli 1990), critico letterario discutibile (nessuno più di lui [...] nei suoi romanzi misti di storia e invenzione, come Il quinto evangelio e Il Natale del 1833. Insomma, dal cimento con tardo-medievale e recupera le fonti classiche, soprattutto Cicerone. La lezione classica gli consente, dunque, di ignorare ...
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grazia
gràzia s. f. [dal lat. gratia, der. di gratus «gradito; riconoscente»]. – 1. Qualità naturale di tutto ciò che, per una sua intima bellezza, delicatezza, spontaneità, finezza, leggiadria, o per l’armonica fusione di tutte queste doti,...
comedo
comèdo (ant. commèdo) s. m. [dal lat. comoedus, che è dal gr. κωμῳδός], letter. – Scrittore o attore di commedie: l’orazione di Cicerone per Quinto Roscio comedo.
Fratello minore dell'oratore (104 circa - 43 a. C.), governò come questore l'Asia dal 61 al 59. Legato con Cesare in Gallia, dimostrò coraggio e perizia, dedicando alla poesia gli ozî del campo. Fu ucciso dai sicarî di Antonio pochi giorni dopo...
Insigne filologo tedesco, specialmente latinista. Nato a Rheinberg il 3 luglio 1837, studiò a Bonn quale discepolo del Ritschl, conseguì non ancora ventenne la libera docenza, e dal 1858 fu professore ufficiale prima a Friburgo, poi a Greifswald...