ritmo
Gian Luigi Beccaria
111. Con accezione metaforica del termìne si è episodicamente parlato per D. come per altri poeti di ritmo (mentale), riguardo all'alternarsi dei personaggi, ricorrere d'immagini [...] tali fonemi un qualche rapporto. L'insistere, poniamo, in un verso dantesco, sulle i o sulle u toniche, non esprimerà di per sé Rime e la Commedia, oltre che nelle diverse cantiche del poema stesso. Il Lisio ha mostrato, con tabelle statistiche, che ...
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Matelda
Fiorenzo Forti
Nome (Pg XXXIII 119) della donna soletta incontrata da D. nel Paradiso terrestre, che va e cantando e scegliendo fior da fiore (XXVIII 41) sulle rive del Lete. Interrogata dal [...] e il fine della D. C., Livorno 1912, II 216; L. Pietrobono, Il Poema sacro, Bologna 1915, 91; G. Salvadori, La mirabile visione, Torino 1915, 31; G. Pascoli, M., in Conferenze e studi danteschi, Bologna 1915, 246 ss.; E. G. Parodi, Intorno alle fonti ...
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Stazio, Publio Papinio
Ettore Paratore
D. ricorda S. già in Cv IV XXV 6 come lo dolce poeta. Si sarebbe tentati di pensare che così definendolo egli alludesse alle Silvae. Ma del poeta egli ignorava [...] tendenza a scovare una profonda simbologia morale in un episodio di poema epico latino, richiama il luogo di Cv IV XXVIII 13-19 per i vv. 35-36 abbiamo già scovato una derivazione dantesca) l'ingresso agl'Inferi attraverso il Tenaro, da cui passano ...
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metafora
Francesco Tateo
Figura retorica consistente nell'usare in luogo del vocabolo proprio un vocabolo diverso attinto ad altro campo semantico. Il trasferimento del vocabolo da un campo a un altro [...] 'ntelletto (XVIII 16-17).
La maggior parte delle m. dantesche riguarda la rappresentazione sensibile della vita psicologica o spirituale. Il ruminando che si assume l'autore del poema sono rispettivamente rappresentate dallo stillare delle parole ...
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CAVALCANTI, Guido
Mario Marti
Nacque a Firenze, come risulta dalle attestazioni dantesche nel De Vulgari Eloquentia (“Guidonis de Florentia”, II, xii, 3; e cfr. anche I, xiii, 3); ma si ignora in quale [...] C. attraverso i seguenti scritti: I. Del Lungo, Il disdegno di G., in Dal secolo e dal poema di Dante, Bologna 1898, pp. 1 s. (e cfr. E. G. Parodi, in Bull. della Soc. dantesca ital., VI [1898], pp. 1-19); F. D’Ovidio, Il disdegno di G. e anche La ...
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Classica, Cultura
Manlio Pastore Stocchi
. Nella Firenze ancor priva di uno Studium generale (che ebbe solo nel 1349) D. non poté seguire un corso regolare di studi superiori. D'altra parte affiora [...] per esempio scarta, per le riprese nel suo poema in volgare, le Istorie Tebane a vantaggio della Tebaide di fronte all'umanesimo letterario, in Atti del Congresso internazionale di studi danteschi, II, Firenze 1966, 377-400; E. Paratore, L'eredità ...
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Stil nuovo
Mario Marti
Con questa formula scolastica la moderna storiografia della letteratura italiana significa i temi e i modi espressivi di un gruppo di giovani poeti toscani vissuti a cavallo dei [...] , un sospiro messaggier del core (e l'altro sonetto probabilmente dantesco Amore e monna Lagia e Guido ed io, che con questi Basti accennare al legame ideale che unisce la Vita Nuova al poema nel nome e nella realtà di Beatrice (e nei discussi episodi ...
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MITOLOGIA
C. Cieri Via
Le figurazioni mitologiche nel Medioevo appartengono a quella tradizione classicista che dall'età tardoantica fino alla fine del Trecento guardò al mondo antico in termini ora [...] maniera autonoma anche all'Ovide moralisé, un lunghissimo poema di incerto autore, scritto in francese fra Ghisalberti, Giovanni del Virgilio: espositore delle ''Metamorfosi'' di Ovidio, Giornale Dantesco 34, 1931, pp. 43-107; id., Arnolfo d'Orléans, ...
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oc (oco)
Pier Vincenzo Mengaldo.
È in D. che si trovano le prime attestazioni compatte, non solo italiane, di ‛ lingua d'oc ' e simili (oc deriva da hoc è vale in prov. antico " sì ") nel senso di " [...] fitti e puntuali, e creano nell'assieme una delle realizzazioni più affascinanti dell'attitudine squisitamente dantesca a conservare e superare nello stesso tempo nel magno poema (e non solo in esso) le proprie passate esperienze e posizioni. A parte ...
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Cacciaguida
Fiorenzo Forti
. Antenato di D. (Pd XV 28, 88-89), padre di Alighiero bisavo del poeta (vv. 91-97), appare nel cielo di Marte (vv. 19-21). Battezzato in S. Giovanni, nella Firenze della [...] " di chiamarlo alla poesia. A un dato punto del suo poema, certo dopo scritto il canto XV dell'Inferno, D. pensò a (in Minerva oscura, Livorno 19172, 499 ss., e in Conferenze e studi danteschi, Bologna 1915, 259 ss.), di B. Croce (in La poesia di ...
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architettura
s. f. [dal lat. architectura]. – 1. L’arte di formare, attraverso mezzi tecnicocostruttivi, spazî fruibili ai fini dei bisogni umani: edifici, autostrade, ponti o altre opere di ingegneria, giardini e anche monumenti (obelischi,...
costruzione
costruzióne (ant. construzióne) s. f. [dal lat. constructio -onis, der. di construĕre «costruire», part. pass. constructus]. – 1. a. L’operazione del costruire: c. d’una casa, d’un ponte, di un macchinario; materiale, legname da...