Gogol´, Nikolaj Vasil´evič
Guido Carpi
Incanti e disincanti della vecchia Russia
La prosa di Nikolaj Gogol´, il grande scrittore russo vissuto nel 19° secolo, è come un tappeto magico, intessuto di [...] e della servitù della gleba: non a caso, nel racconto incompiuto Roma, alla Parigi del progresso borghese lo scrittore contrappone la plebe della città papale, che come i cosacchi di Taras Bul´ba conduce una vita misera ma spensierata e conforme alla ...
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Nome di numerosi personaggi della storia romana. 1. Pretore nel 174 a. C., console nel 171, aspirò al comando della guerra contro Perseo, ma ebbe dal senato l'ordine di retrocedere. Censore nel 154, iniziò [...] impedita dal senato. 2. Console con M. Terenzio Varrone nel 73 a. C. promulgò una legge per distribuzioni di grano alla plebe; fu sconfitto da Spartaco presso Modena nel 72. 3. Uno degli uccisori di Cesare; nato da famiglia patrizio-plebea prima dell ...
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ARCIERO, Aniello
Gaspare De Caro
Nacque a Gallipoli nel 1573. Sacerdote professo della Congregazione dei ministri degli infermi, fu uno dei principali protagonisti del famoso processo celebrato nel [...] alla monaca Giulia De Marco. Dal 1605 sino all'arresto la De Marco, ritenuta santa e chiaroveggente non soltanto dalla plebe, ma anche dalla nobiltà napoletana e spagnola, godette a Napoli di grande popolarità, cui contribuì non poco il favore che ...
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Con riferimento soprattutto al mondo antico e medievale, ufficio di magistrato, ossia carica pubblica, individuale o collegiale, solitamente a carattere elettivo e di durata limitata nel tempo. Nell’uso [...] (qualche mese), che, dal 153 a.C., ebbe luogo il 1° gennaio (in dicembre per i questori e i tribuni della plebe). Le m. erano gratuite, ma via via divennero fonti di arricchimento personale mediante il bottino di guerra e le estorsioni ai provinciali ...
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Magistrati di città sabine e latine, tra cui Roma. A Roma gli edili non sono originarî, perché non sono in un primo tempo magistrati civici, ma funzionarî plebei. Originaria è l'edilità a Tusculo, dove [...] plebei in assemblea tributa. Raggiunta la concordia tra patrizî e plebei, non solo gli edili non furono aboliti, ciò che la plebe naturalmente non avrebbe permesso, ma fu riconosciuta la loro utilita con l'istituzione di altri due edili nel 367 a. C ...
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Magistrato straordinario romano, fornito di imperium maximum, cioè della pienezza di poteri civili e militari (questi ultimi costituiscono la parte più appariscente della sua attività). Egli può sospendere [...] conservarli nell'ufficio, ma subordinati a lui stesso. Erano materia di controversia le sue relazioni con i tribuni della plebe, ciò che si spiega con il carattere originariamente rivoluzionario di quest'ultima magistratura: nei primi tempi pare che ...
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VIRGINIA
Plinio Fraccaro
. Eroina di una famosa leggenda romana collegata con l'abolizione del decemvirato legislativo del sec. V a. C. e con la restaurazione della libertà plebea.
Al primo collegio [...] che sedeva come giudice, attribuì la fanciulla al suo cliente. Il padre Virginio e il fidanzato Icilio, già tribuno della plebe famoso, non erano riusciti a sventare la perfida trama di Claudio. Allora Virginio, tratta in disparte la figlia, afferrò ...
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NOMENTANA, VIA
Giuseppe Lugli
. Era la strada che univa Nomentum, l'odierna Mentana, con Roma, per un percorso di poco più di 14 miglia, e quindi proseguiva per altre tre miglia fino a unirsi con la [...] si chiamava Ficulensis dalla città più prossima di Ficulea, come ricorda Livio (III, 52) narrando la secessione della plebe sul Monte Sacro. Usciva dalla porta Collina del recinto serviano e dalla porta Nomentana di quello di Aureliano, tenendosi ...
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Il principale è l'ultimo, Fiorenzo V (1256-1296), figlio di Guglielmo II re dei Romani (v.). Continuò la politica di suo padre contro i signori feudali, proteggendo le città e la borghesia, e fu chiamato [...] "il Dio della plebe" (der keerlen Godt), ma fu dai nobili imprigionato e poi ucciso. Per altri particolari su questi conti, v. olanda: Storia. ...
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grandi e popolo
Giovanni G. Balestrieri
Il pensiero politico di M. è percorso da una visione dicotomica della società. Molteplici sono i luoghi, sia del Principe sia dei Discorsi, in cui egli ricorda, [...] sarebbe durata a lungo, dichiara con una certa enfasi:
Io dico che coloro che dannano i tumulti intra i nobili e la plebe mi pare che biasimino quelle cose che furono prima causa del tenere libera Roma, e che considerino più a’ romori e alle grida ...
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plebe
plèbe s. f. [dal lat. plebs plebis]. – 1. Propriam., parte della popolazione dell’antica Roma, formata da piccoli proprietarî, artigiani, trafficanti, nullatenenti, ecc., che inizialmente non godeva di tutti i diritti politici (dei quali...
plebano
agg. [dal lat. mediev. plebanus, der. di plebs nel sign. di «pieve» (v.)], non com. – Relativo, appartenente a una pieve: parroco p., titolare di una pieve; chiesa p., pieve (in quanto edificio sacro): all’orologio della chiesa p....