Con il termine ritmo si indica in linguistica la successione regolare nel tempo di accenti (➔ accento) o prominenze. Il ritmo può anche essere definito come la successione ordinata e alternata di sillabe [...] dattilico oppure giambico, secondo la presenza rispettivamente di una sequenza di dattili o di giambi. La stessa affinità tra esprime l’intuizione che le lingue si diversificano sul piano fonetico non solo per la loro struttura fonetica segmentale, ...
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È detto presente storico il ➔ presente indicativo usato per fare riferimento a eventi anteriori al momento dell’enunciazione. Si tratta di un uso traslato, o metaforico, del presente (Bertinetto 1997), [...] (Levi 1997: 16)
In questo caso, l’adozione compatta del piano temporale del presente storico (che si estende poi a buona parte una porzione di testo possa servire a isolare una sequenza funzionalmente omogenea. Anche l’uso puntuale, drammatico, del ...
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La prima poesia macaronica nasce come ‘genere’ a Padova alla fine del XV secolo, caratterizzata dallo scontro di elementi linguistico-culturali popolareggianti e rusticali con la tradizione latino-umanistica; [...] inserite in contesti estranei, prevalentemente sessuali e scatologici.
Sul piano morfosintattico, pur mantenendo una morfologia superficiale latina, si conserva l’ordine volgare della sequenza con: l’inserzione immediata di morfemi latini in lessemi ...
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Una frase incidentale (detta anche semplicemente incidentale) è una frase inserita all’interno di un’altra frase (detta frase ospite) con cui non forma una struttura sintattica. La frase incidentale, cioè, [...] di un periodo, a cui si affiancano o di cui interrompono la sequenza sintattica senza formare con essi un’unica struttura (1 a.-b.): ricostruzioni è resa possibile dalla unificazione di differenti piani prospettici. Nella formulazione con l’inciso (es ...
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Si tende abitualmente a confondere sotto un unico segno grafico quelli che sono invece due distinti segni interpuntivi: la lineetta (o trattino lungo: ‹–›) e il trattino (o trattino breve o corto o trattino [...] ’enunciazione di un discorso che – sul piano della sintassi – apparirebbe compiuto anche senza indicante unione o alternativa, ad es. quando è posto tra due numerali in sequenza, sia in cifre sia in lettere (due-tre compresse al giorno);
(b) ...
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È detto imperfetto storico (o imperfetto narrativo) l’➔imperfetto indicativo usato in un contesto che richiederebbe l’uso di un tempo perfettivo (➔ aspetto), come il ➔ passato remoto. Il brano seguente, [...] febbraio 2010)
In (1) i verbi tracciano una sequenza di eventi successivi, ciascuno dei quali è temporalmente delimitato ’imperfetto è qui impiegato evidentemente per esprimere eventi di primo piano inseriti in una successione ordinata come in (1); l’ ...
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Fra le diverse tipologie del prestito (➔ prestiti), il calco (nella sua accezione linguistica il termine è usato la prima volta in Francia alla fine del XIX secolo, ma furono poi A. Meillet e Ch. Bally [...] calco inquadrando, ad es., le rese secondo la tradizionale sequenza neolatina determinato+determinante, come per il ted. Blitzkrieg capovolto modello è resa con una certa autonomia sia sul piano formale che su quello semantico: ad es., campanilismo ...
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I suoni sibilanti sono una sottoclasse di ➔ consonanti (➔ fricative), suoni rumorosi e intensi, articolati mediante un forte restringimento del condotto orale.
La differenza tra fricative sibilanti (ingl. [...] sul piano fonetico, ma pesce → pe.sce sul piano ortografico. Diversa la situazione di /s/: in contesto preconsonantico, la sequenza / da quella ortografica che assegna a una stessa sillaba l’intera sequenza /s/+ C (ro.spo).
Lo scenario non è tuttavia ...
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Il termine persona (dal lat. persona(m), dall’etrusco phersu «maschera», a sua volta ricalcato sul gr. prósōpon «faccia, volto») è una creazione della cultura occidentale, in cui ha avuto uso assai ampio: [...] gli telefono; le regalo un anello), ma, nel caso si abbia una sequenza di clitici, si ricorre, senza distinzione di genere alla forma glie- ( comunicazione di Jakobson (1966) portato sul piano specifico della comunicazione letteraria, si può ...
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Per reduplicazione espressiva (o raddoppiamento espressivo) si intende un fenomeno morfologico e sintattico che consiste nella ripetizione (solitamente totale) di un’unità lessicale; è usata soprattutto [...] bello bello «molto bello», lungo lungo «molto lungo» o pianopiano «molto piano»; va segnalato che alcune lingue, come il turco, ottengono la reduplicazione di parole rispetto alla ripetizione in sequenza di intere clausole: entra, entra!; scappa, ...
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piano2
piano2 s. m. [lat. planum «pianura» (propr. neutro sostantivato dell’agg. planus: v. la voce prec.); nel sign. 7 ricalca il fr. plan] (pl. ant. le piànora). – 1. Superficie piana, generalm. orizzontale, ma anche verticale o variamente...
stella1
stélla1 s. f. [lat. stēlla]. – 1. In astronomia, nome generico dei corpi celesti di forma per lo più sferica, costituiti da enormi masse di gas a temperatura molto elevata (che per questo emettono luce), tenuti insieme dall’attrazione...