La vita intellettuale
Gino Benzoni
Di, da, a, per palazzo Ducale
Sterminata la testimonianza scritta di quella che è la produzione intellettuale della Venezia che vien da qualificare - semplificando [...] preoccupato Filippo Maria Bonini, un ligure prima frate e poi prete secolare, autore de Il Giro politico (Venetia 1668 l'edizione completa; ma la prima parte esce a Genova nel 1647) e de L'ateista [...] (Venetia 1665), per qualche tempo a Venezia ...
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La maturazione dello spazio urbano
Elisabeth Crouzet-Pavan
Introduzione
Agli inizi del XVI secolo Denis Possot, in viaggio verso i Luoghi Santi, sale, il giorno stesso del suo arrivo a Venezia, sul [...] del sito lagunare contribuisce a rinforzare il sentimento già forte dell'identità veneziana. I timori, in parte legittimi, del potere politico non hanno solo la funzione di alimentare la dinamica dei lavori e dei regolamenti. Il loro fine ...
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Dalla riscoperta della pace all'inestinguibile sogno di dominio
Gaetano Cozzi*
Come poteva reggersi la veneta Repubblica
Il problema della "crisi generale" del Seicento
"Crisi generale del Seicento". [...] inglese, Bologna 1976), in partic. pp. 11-13; M. Rosa, introduzione a Le origini, p. 18. Gran parte della storiografia "politica", ha osservato M. Rosa, "ha contribuito a dissolvere il dibattito sulla ῾crisi generale del '600' in quello ben più ...
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La cultura
Gino Benzoni
Storiografia ed erudizione
All'insegna della continuità, sia pure in discesa, sia pure nella cornice dello scadimento di rilievo politico, del rimpicciolimento di prestigio [...] dei nostri monasteri". Non più che tanto caloroso Foscarini nel salutare l'opera in corso da parte di chi ha, al pari di lui, impegni politici.
E forse - azzardiamo - Corner in senato gli è parso troppo filocuriale. Forse - anche se non lo ...
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L'ultima fase della serenissima: nota introduttiva
Piero Del Negro
Premessa
"Dopo quest'epoca", scrisse nel 1818 Sismondi nella sua celebre Histoire des républiques italiennes du moyen âge in riferimento [...] di giovani sconsigliati" e il papa chiamava in causa "il bollore della gioventù veneta", in realtà il partito della "costanza" inseguiva una politica estera più ragionevole di quella che gli veniva attribuita. "Non è già che noi non conosciamo il ...
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Venezia e l'entroterra (1300 circa - 1420)
Gian Maria Varanini
Premessa
Problemi di periodizzazione
Se si privilegia il piano dell'espansione territoriale, l'assunzione del biennio 1404-1405 come terminus [...] e in quello padovano (83), anche se come si è accennato è forse eccessivo parlare di un ῾partito', di una lobby che avrebbe orientato la politica estera veneziana.
Al di là del completo insuccesso patito, la guerra di Ferrara insegna - fra le altre ...
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Istituzioni, associazioni e classi dirigenti dall'Unità alla Grande guerra
Renato Camurri
La morte della politica
Un curioso paradosso segna l'inizio della storia 'italiana' di Venezia. Il suo rientro [...] . 1037-1065).
118. S. Lanaro, Genealogia di un modello, p. 22.
119. Cf. Maurizio Ridolfi, Interessi e passioni. Storia dei partitipolitici italiani tra l'Europa e il Mediterraneo, Milano 1999, pp. 47-50.
120. Su quest'ultimo si rimanda al contributo ...
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Il diritto civile
Victor Crescenzi
Gli intensi nessi se non francamente sistematici, certamente organici che legano lo ius proprium della Serenissima con la tradizione romana, sono stati individuati, [...] della qualità di patrizio, che vale a dire del diritto di far parte del maggior consiglio cf. Victor Crescenzi, Esse de Maiori Consilio. Legittimità civile e legittimazione politica nella Repubblica di Venezia (sett. XIII-XVI); Roma 1996.
18. Gli ...
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Industria e artigianato
Salvatore Ciriacono
Venezia come economia-mondo. Ambiente lagunare e paesaggi sociali
Si può affermare con sufficiente sicurezza, sulla base della letteratura esistente, che [...] veneziane non godevano di grandi benefici nel senso della libertas, ma potevano esser sicuri di far parte di una res publica": R. Mackenney, Corporazioni e politica, pp. 119-121, 126 e spec. p. 129.
65. L. Molà - R.C. Müller, Essere straniero ...
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Le riforme
Paolo Preto
Riforma o "rivoluzione"?: la riforma è "rivoluzione"
Nella città di Bergamo ormai democratizzata, siamo nel 1797, un pamphlet giacobino lancia alla moribonda classe aristocratica [...] negli anni successivi (85): un po' alla volta si va formando, senza una precisa coscienza ed un coerente piano politico, un "partito" di nobili che fa capo a Carlo Contarini e Giorgio Pisani: quest'ultimo, eletto l'8 marzo 1780 alla prestigiosa ...
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partito2
partito2 s. m. [der. di partire «dividere»; propr. «ciò che è diviso, parte»]. – 1. a. Ciascuna delle soluzioni che si possono adottare nel caso di una scelta, o ciascuno dei mezzi di cui ci si può servire per raggiungere uno scopo,...
partito-rete
loc. s.le m. Partito politico caratterizzato da una struttura non verticistica e dall’apporto proveniente dalla sua organizzazione periferica. ◆ [Franco] Passuello, che viene dalle Acli, spiega che la salvezza sarà in un partito-rete,...