Scrittore e poeta finlandese di lingua svedese (Annila, Mikkeli, 1860 - Pori 1898). Esponente del realismo nella letteratura finno-svedese, come attestano le prime poesie (För morgonbris "Alla brezza mattutina", [...] tider ("Tempi duri", 1891), sulla carestia del 1867-68 in Finlandia; in seguito T. espresse nei suoi lavori (novelle, drammi e raccolte di versi) un carattere maggiormente pessimista e neoromantico, come emerge nel romanzo En patriot utan fosterland ...
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Poeta (Nowogródek 1899 - Londra 1984). Dal 1940 è vissuto a Londra. Un senso di profonda umanità caratterizza la sua raccolta di versi Wielka podróż ("Il grande viaggio", 1941), scritti sotto l'impressione [...] della catastrofe polacca del 1939 e riuniti poi insieme a quelli di altre raccolte nel volume Wiersze zebrane ("Versi scelti", 1948). Ha pubblicato inoltre versi, novelle, articoli e traduzioni in varie riviste polacche edite in Polonia e all'estero. ...
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MAḤMŪD Taymūr
Francesco Gabrieli
Scrittore egiziano, nato al Cairo il 16 giugno 1894. Appartiene a una famiglia, di origine curda, ma già da due generazioni altamente benemerita della letteratura araba: [...] . T., cresciuto sotto l'influsso del padre e del fratello (v. sotto) si è presto affermato come autore di novelle e racconti brevi, di argomento prevalentemente egiziano moderno, scritti con grande semplicità ed efficacia di stile, e può considerarsi ...
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Scrittrice italiana (Torino 1881 - ivi 1941). Acquistò larga rinomanza per i suoi versi di una femminilità accesamente sensuale e di una sincerità autobiografica spinta fino all'audacia (Le vergini folli, [...] di rado riesce a tradursi in modi autenticamente poetici, mentre soggiace formalmente al dannunzianesimo più decadente. Scrisse anche novelle (I volti dell'amore, 1913; Anime allo specchio, 1915; Gli occhi cerchiati di azzurro, 1920; ecc.), un poema ...
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Poeta lettone (Laši, Curlandia, 1714 - Sunākste, Curlandia, 1796), iniziatore del movimento illuministico in Lettonia. Figlio di un pastore, di origine olandese, studiò teologia nelle univ. di Jena e di [...] (1744-52), a Lietava (1753-59), quindi a Selpils e Sunākste (1766-96). A S. si devono i primi racconti, novelle e poesie lettoni di carattere profano (Jauna izskaidrota dziesmu grāmata "Nuovo libro commentato degli inni", 2 voll., 1783-89) e l'opera ...
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Narratore tedesco (Pforzheim 1866 - Friburgo in Brisgovia 1960). Dopo gli studî a Friburgo, soggiornò a lungo in Brasile come agricoltore, poi come direttore di una scuola per ragazzi. Discreta risonanza [...] preciso, di stampo naturalistico (i romanzi Der Engelwirt, 1901, e Der nackte Mann, 1912; la raccolta di novelle Der Schleier, 1920), che registra progressivamente una convinta adesione al nazionalsocialismo (il dramma Vaterland, 1923; i romanzi Das ...
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Vetro, Pietro. – Critico letterario e scrittore italiano (Favara 1897 - Roma 1983). Ritenuto tra gli iniziatori degli studi su L. Capuana, fu il primo a dedicargli una tesi di laurea, poi pubblicata sotto [...] Capuana. La vita e le opere (1922); di rilievo anche il suo commento alla Divina Commedia (post., 1987). Vetro fu inoltre autore di novelle (A pugni con la vita, 1933), romanzi (Mio figlio, 1942; Il richiamo del male, 1962) e liriche (La vetta, 1960 ...
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Pseudonimo dello scrittore italiano Umberto Bottone (Schiavi d'Abruzzo 1888 - ivi 1965). Partecipò al movimento futurista, ma la sua ispirazione più intima rimase crepuscolare. Aderì al fascismo in posizione [...] rilievo. Ha pubblicato varî libri di versi (Baionette, 1915; Cosmopolite, 1920; Il paradiso della mia tristezza, 1927; Ofelia d'Alba, 1934; ecc., riuniti più tardi in Poesie, 1961), novelle (Capelli sul cuscino, 1921, ecc.), romanzi, aforismi, ecc. ...
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PALLI BARTOLOMEI, Angelica
Egidio Bellorini
Scrittrice, nata a Livorno, di famiglia oriunda greca, il 22 novembre 1798, ivi morta il 6 marzo 1875. Sposa a Giampaolo Bartolomei, patriotta, lo seguì esule [...] il 1848. Fu valente improvvisatrice, in italiano, in greco e in francese, di liriche e di azioni drammatiche, e compose anche novelle di gusto romantico, in versi e in prosa, inspirate spesso dal suo vivo amore per la Grecia e per l'Italia. Cantò ...
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Poeta e letterato musulmano in lingua araba, soprannominato Badī‛ az-Zamān (il Meraviglioso dell'epoca), nato a Hamadhān in Persia e in Persia vissuto e morto (398 èg., 1008 d. C.).
Diede la forma definitiva [...] al genere letterario delle maqāmāt o novelle in prosa rimata con particolari caratteristiche (v. arabi: Letteratura, III, p. 860). Ci sono rimaste anche molte sue lettere in prosa ricercata e poesie liriche. Traduzioni francesi di alcune sue maqāmāt ...
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novella
novèlla s. f. [lat. pop. *novella, neutro pl. sostantivato dell’agg. novellus «novello»; il sign. 3 dal lat. tardo Novellae, agg. femm. pl. (sottint. Constitutiones)]. – 1. a. ant. Novità, fatto nuovo o insolito, in quanto sia comunicato...
novellare
v. intr. [der. di novella] (io novèllo, ecc.; aus. avere), letter. – 1. Raccontare novelle (o una novella): trascorrere la sera novellando accanto al fuoco; se la morte è una pestilenza, vogliamo scordarcene, novellando? (Bufalino);...