OPTOGENETICA.
Cinzia Fabrizi
– Caratteristiche dell’optogenetica. Utilizzo dell’optogenetica. Bibliografia
Caratteristiche dell’optogenetica. – Introdotto nel 2006 da Karl Deisseroth, il termine optogenetica [...] , comprese quelle bipolari e quelle gangliari, sono intatte ed è in gran parte mantenuta la funzionalità del nervoottico. Se fosse possibile rendere sensibili alla luce i neuroni retinici rimanenti, i pazienti affetti da queste patologie potrebbero ...
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SCHWALBE, Gustav Albert
Gioacchino Sera
Anatomico, antropologo, nato a Quedlinburg il 1° agosto 1844, morto a Strasburgo il 23 aprile 1916. Laureatosi a Berlino nel 1866, lavorò per qualche tempo a [...] . Lo studio della fine struttura dei linfatici dell'occhio lo portò da una parte all'esame di questioni relative alla retina e al nervoottico e dall'altra allo studio dello sviluppo dell'osso. Gli studî, collegati a quello sull'occhio, sui gangli e ...
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PAPILLA ottica
Camillo Giannantoni
È la zona di espansione del nervoottico nel punto in cui questo penetra nell'occhio e si continua nella membrana retinica. Ha l'aspetto di un disco biancastro, rotondeggiante [...] il piano retinico. La maggior quantità delle fibre nervose dell'ottico si espande nella retina situata al lato nasale della papilla, papilla risulta costituita esclusivamente dalle fibre del nervoottico, ridotte allo stato di cilindrassi; dette ...
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PANIZZA, Batolomeo
Agostino Palmerini
Anatomista, chirurgo e fisiologo, nato a Vicenza il 15 agosto 1785, morto a Pavia il 17 aprile 1867. Laureatosi a Padova, coltivò gli studî d'anatomia a Bologna [...] , specialmente sulla funzione gustativa del IX paio (nervo gustatorio del Panizza); le sue ricerche d'anatomia Ricerche sperimentali sui nervi (ivi 1834); Osservazioni sul nervoottico (in Atti dell'Ist. lomb., 1855); Sul nervo frenico e la ...
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FRIEDREICH, Nikolaus
Gioacchino FUMAROLA
Medico, nato a Würzburg il 31 luglio 1825, morto a Heidelberg il 6 luglio 1882. Nel 1857 fu professore a Heidelberg; nel 1858 ordinario di patologia medica e [...] della colonna vertebrale, abolizione in genere dei riflessi tendinei inferiori e conservazione dei cutanei. L'atrofia del nervoottico e il segno d'Argyll-Robertson sono eccezionali, i disturbi della sensibilità scarsi. ll reperto anatomopatologico ...
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HUBEL, David Hunter
Claudio Massenti
Neurofisiologo di origine canadese, nato a Windsor (Canada) il 27 febbraio 1926 e divenuto cittadino statunitense nel 1963. A parte un breve periodo iniziale (1952-54) [...] , brillanza, movimenti, ecc.) e con le modalità della distribuzione sia dei loro cilindrassi, tramite il nervoottico, nei differenti strati (magnoe parvocellulare) del nucleo genicolato laterale, sia della proiezione, nelle differenti aree visive ...
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MEYNERT, Theodor
Vittorio Challiol
Anatomico, neurologo, psichiatra, nato a Dresda il 14 giugno 1833, morto a Klosterneuburg (Vienna) il 31 maggio 1892. Si laureò a Vienna dove nel 1868 insegnò al manicomio [...] non sono ben note: è certo però che le sue fibre non hanno nulla in comune con quelle del nervoottico.
Opere principali: Die Windungen der convex. Oberfläche des Vorderhirnes bei Menschen, Affen und Raubthieren (in Archiv für Psychiatrie, 1877 ...
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GOWERS, William Richard
Vittorio Challiol
Medico, nato a Londra il 20 marzo 1845, ivi morto il 4 maggio 1915. Laureato a Londra nel 1870, vi esercitò costantemente la medicina e specialmente la neurologia. [...] e sifilitici.
Le sue ricerche si riferiscono soprattutto alle malattie del midollo spinale, alle alterazioni del nervoottico nelle malattie cerebrali, all'epilessia, alle leggi del dinamismo vitale. Assertore convinto del metodo anatomo-clinico ...
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Sistemi, scienza e ingegneria dei
AArnaldo M. Angelini
di Arnaldo M. Angelini
SOMMARIO: 1. Premessa. □ 2. Considerazioni generali: a) applicazione della scienza dei sistemi agli esseri viventi; b) applicazione [...] in stimoli; c) trasmissione al cervello dell'informazione sotto forma di stimoli attraverso le fibre del nervoottico; d) elaborazione dell'informazione nel cervello che in questo caso opera come un elaboratore centrale a partizione di tempo (time ...
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Scienza greco-romana. La medicina nel mondo ellenistico-romano
Heinrich von Staden
La medicina nel mondo ellenistico-romano
Il secolo seguito alla morte di Alessandro Magno, avvenuta nel 323 a.C., fu [...] e motori, che raggiungono tutte le parti del corpo. Dalla sua descrizione del nervoottico, in particolare, sembra potersi desumere quale fosse il suo pensiero: i nervi contenevano un tipo particolare di pneuma che aveva il compito di trasmettere ...
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ottico
òttico agg. e s. m. [dal gr. ὀπτικός, dalla radice ὀπ- «vedere»] (pl. m. -ci). – 1. agg. Che concerne la vista, l’occhio, la visione: sensazioni o.; nervi o., il secondo paio dei nervi cranici dei vertebrati, costituiti dai prolungamenti...
nervo
nèrvo s. m. [lat. nĕrvus (gr. νεῦρον) «tendine, muscolo; forza, vigore» e nel lat. mediev. «nervo» (come filamento nervoso)]. – 1. a. In anatomia, elemento costitutivo del sistema nervoso periferico, che ha la funzione di trasmettere...