Giurista e magistrato, nato a Tempio (Sassari) il 18 gennaio 1883. Ha diretto l'ufficio di unificazione della giurisprudenza della Cassazione, dopo la riunione delle Corti; è stato segretario generale della commissione per la riforma dei codici, nonché membro della commissione di revisione dei relativi progetti. Condirettore de Il nuovo digesto italiano, membro di numerose associazioni di diritto italiano ...
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Giurista e avvocato, nato a Parabita (Lecce) l'11 febbraio 1881. Professore straordinario il 1° dicembre 1908 e ordinario nel 1912, ha insegnato diritto commerciale successivamente nelle università di Sassari, Messina, Modena, Siena e Bologna. Fu chiamato all'università di Roma nel 1933, dove ha tenuto successivamente le cattedre di istituzioni di diritto privato e di diritto industriale. Nella stessa ...
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Giurista tedesco, nato a Königsberg il 12 marzo 1855, morto a Monaco il 27 dicembre 1933. Fu professore ordinario a Giessen (1889), a Friburgo in Brisgovia (1893), a Bonn (1896) e come professore onorario a Monaco (1919). Pur interessandosi largamente a ogni campo della cultura, e distinguendosi anche come autore di romanzi e di poesie, dedicò il meglio della sua attività a preparare i due manuali ...
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Nome di varî giuristi romani. Due di essi, A. Tucca e A. Namusa, sono citati da Pomponio (Dig., I, 2, De orig. iur., 2, 44) come allievi del grande contemporaneo di Cicerone, Servio Sulpicio Rufo; il terzo, Aufidio Chio, citato in un passo di Ulpiano, sembra essere vissuto sotto Domiziano. È probabile che tutte le citazioni fatte dagli autori col semplice nome di Aufidio, compresa quella del grammatico ...
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Giureconsulto e letterato italiano, nato a Napoli il 4 gennaio 1639. Eminentemente colto nelle scienze esatte, nella filologia e nella storia, seguì nel campo del diritto la scuola cuiaciana, e nel 1664 iniziò l'insegnamento del diritto civile nell'università di Napoli. Morì il 29 gennaio 1717, lasciando, oltre varî scritti in materia di architettura e medicina (Napoli 1693), un Commentario al diritto ...
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. Il cod. civ. del 1942 ha abolito la sistematica e la terminologia di "delitti" e "quasi delitti" adoperata dal codice del 1865 e ha adottato l'altra, più precisa, di "fatti illeciti" per comprendere in essa qualsiasi fatto, doloso o colposo, capace di cagionare ad altri un danno ingiusto, il quale deve essere risarcito dall'autore del danno stesso. Le relative disposizioni, alcune delle quali portano ...
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di Maria Alessandra Sandulli
Il termine certificazione, che, pur tradizionalmente utilizzato nell'ordinamento canonico, apparve nel diritto amministrativo sin dal 18° sec., è stato introdotto nell'uso comune soltanto nella prima metà del Novecento, e indica l'attività, esternata in documenti che prendono il nome di certificati con la quale soggetti pubblici o a essi equiparati attestano circostanze ...
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Giurista, nato a Mens (Isère) il 17 dicembre 1831, morto a Le Raincy (Seine-et-Oise) nel 1903. Allontanato per le sue opinioni politiche nel 1852 dall'Ècole normale di Parigi, fu poi incaricato d'un corso di diritto romano a Douai quindi agrégé a Parigi e incaricato, dal 29 dicembre 1878, dell'insegnamento delle Pandette. Dal 12 ottobre 1881 al marzo 1890 fu ispettore generale dell'insegnamento del ...
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Il cod. civ. del 1865 trattava delle "cessioni dei crediti o di altri diritti" negli articoli 1538-1548, che seguivano immediatamente le norme relative alla compravendita e ciò in considerazione del fatto che la cessione può avere, o per lo più ha, medesima causa che è propria delle vendite (trasferimento di un bene verso il pagamento del prezzo). In questo senso la cessione veniva legislativamente ...
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. Il termine beneficium si trova usato nell'alto Medioevo per indicare il rapporto che si stabiliva quando un proprietario cedeva il suo fondo a un altro - per lo più la Chiesa - ricevendolo poi nuovamente a titolo precario, contro determinate prestazioni o tributi: una delle istituzioni da cui nacque il rapporto feudale, onde, già nel sec. IX, il termine è spesso sinonimo di feudo.
Benedicio ecclesiastit.o. ...
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eco-centrale
s. f. Centrale per la produzione di energia le cui emissioni risultano poco inquinanti per l’ambiente. ◆ Secondo gli 007 dell’ambiente, la eco-centrale creava «un alto tasso di inquinamento prodotto dall’emissione di ceneri, polveri...
megawatt
‹-vàt› s. m. [comp. di mega- e watt]. – Unità di misura della potenza, pari a 106 watt, usata soprattutto per misurare la potenza prodotta, su grande scala, utilizzando le diverse fonti di energia; simbolo: MW.