In musica, la parte della teoria che studia le relazioni tra i suoni riferite al valore temporale dei suoni stessi, nonché i diversi modi di organizzazione ordinata delle loro durate. ...
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. Termine di musica, che non deriva dal latino adagium, ma dall'avverbio italiano sostantivato nel gergo musicale. Era già in uso al principio del Seicento, anche nella forma "adasio" e talora distinto [...] forse il più antico fra i termini agogici, che, per la priorità della musica strumentale italiana, passarono poi e restarono in lingua italiana anche nella musica straniera. In seguito, verso il sec. XVIII, adagio si restrinse all'andamento ed ...
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Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Luca Marconi e Cecilia Panti
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
Nella vita musicale il Seicento segna un momento cruciale e apparentemente [...] generi e quindi di nuovi stili e di nuove pratiche produttive, ma anche di un modo nuovo di concepire e “consumare” la musica, che in parte già si affermano nel corso del secolo e in parte si svilupperanno nel secolo successivo.
In un gioco intricato ...
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Nel jazz e nella musica leggera, l’insieme delle operazioni di armonizzazione, strumentazione e strutturazione formale di un tema musicale dato.
Il termine indica anche l’adattamento di un brano musicale [...] a organici strumentali diversi da quello cui esso era originariamente destinato ...
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Teorico della musica (n. Brescia 1520 circa), frate francescano dell'Osservanza. È autore di due opere: La illuminata di tutti i tuoni di canto fermo (1562) e Il tesoro illuminato di tutti i tuoni di canto [...] figurato (1581) ...
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In musica, nome dato nei paesi latini, dalla riforma di Guido d’Arezzo (11° sec.) in poi, alla terza nota della scala naturale di do, alla quale nei paesi germanici e anglosassoni è conservato il nome [...] E (➔ notazione) ...
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In musica, uno stato dell’accordo diverso dallo stato fondamentale, il suono generatore situato altrove che nella parte più grave. Il numero dei r. che ogni accordo può avere è pari al numero dei componenti [...] meno uno (➔ accordo) ...
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Compositore di musica e direttore d'orchestra austriaco (n. 1728 - m. Vienna 1786). Compose Singspiele, balletti, musiche di scena (per la Tempesta di Shakespeare), da camera e orchestrali. Rimusicò il [...] Pygmalion di J.-J. Rousseau (1772) ...
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Rappresentazione di un’azione scenica mista di danza e di pantomima, accompagnata dalla musica, in taluni casi anche dal canto e dalla recitazione, e condotta su uno schema precostituito di movimenti, [...] B. Baltazarini di Belgioioso e al suo Ballet comique de la Royne (1581), successione di scene, mimate e declamate, accompagnate da musica, tra cui s’intercalavano danze e che si concludeva, al di fuori di ogni azione drammatica, con il ‘grand ballet ...
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(o badinerie) In musica, pezzi in ritmo di danza, a carattere giocoso, inseriti a volte nella suite settecentesca francese e tedesca (per es. nella Seconda suite in si minore per flauto e archi di J.S. [...] Bach). Negli autori moderni titolo di pezzi brevi e non troppo impegnativi, con carattere di divertimento ...
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musica
mùṡica s. f. [dal lat. musĭca, gr. μουσική, femm. sostantivato dell’agg. μουσικός «musicale» (sottint. τέχνη «arte»)]. – 1. a. L’arte che consiste nell’ideare e nel produrre successioni strutturate di suoni semplici o complessi, che...