La morfologia è il settore della linguistica che studia la struttura interna delle parole e le relazioni fra i cambiamenti di forma e i cambiamenti di senso delle parole. Ad es., la parola italiano può [...] verbi si articola secondo cinque categorie: persona, numero, tempo, modo, aspetto. Si distinguono quattro modi finiti (➔ indicativo, ➔ congiuntivo, ➔ imperativo, ➔ condizionale; ➔ coniugazione verbale) e tre modi indefiniti (➔ infinito, ➔ gerundio ...
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Per focalizzazione si intende l’insieme di fenomeni che consentono di mettere una porzione di enunciato in maggiore evidenza di altre. Gli enunciati infatti non solo trasmettono informazioni, ma spesso [...] da esigenze particolari. Ad es., oggi vado a scuola è un modo sintatticamente non-marcato di esprimere un certo contenuto; mentre in è ). In italiano antico, invece, la posizione post-verbale sembra in libera variazione con la posizione preverbale.
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Le lingue dei segni nel mondo
Mauro Mottinelli
Virginia Volterra
A differenza delle lingue vocali, che usano il canale acustico-vocale, le lingue dei segni si servono della modalità visivo-gestuale. [...] ), e la flessione avviene attraverso il cambiamento del luogo di articolazione; il segno verbale può in questo caso mutare il luogo di articolazione, assumendo in tal modo quello del segno nominale con il quale concorda.
È stato evidenziato che la ...
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Con il termine origini ci si riferisce convenzionalmente alla fase aurorale delle lingue romanze (o neolatine), quando testi (o frammenti di testi) scritti in volgare cominciarono a essere conservati su [...] il VI secolo i cambiamenti più appariscenti nella morfologia verbale: la sostituzione del ➔ futuro latino sintetico con una 137). Sotto il profilo formale i due Ritmi attestano in vario modo l’influenza di moduli metrici d’oltralpe, a cominciare dall’ ...
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L’Italia può vantare il maggior trattato di linguistica dell’Europa medievale, il De vulgari eloquentia di ➔ Dante Alighieri, scritto in latino per definire i caratteri del volgare illustre, in cui, per [...] due si esprimono in sostanza attraverso un sistema semiotico non verbale (azioni, gesti, simboli). Vico si interessa anche dei fa riferimento alla lingua degli indiani d’America, divisa in modo tale da non costituire la lingua di un popolo, ma con ...
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Gli studiosi moderni, come già i retori e i grammatici del mondo classico e umanistico, hanno tentato di ordinare i testi raggruppandoli in classi omogenee. Ne sono emerse varie tipologie testuali, divergenti [...] ridurre del 25% i tuoi costi per i documenti.
C’è un nuovo modo di vedere le cose.
Forse pensi di avere già risparmiato il più possibile stessa materia in modi diversi.
(f) Il verbale. Il verbale è un documento redatto da una persona incaricata ...
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Assieme ai ➔ nomi, i verbi sono una categoria di parole (➔ parti del discorso) cruciale nell’organizzazione lessicale e grammaticale delle lingue, al punto da essere considerati un universale linguistico: [...] una funzione di ‘aiuto’, poiché servono a formare i ➔ tempi composti, accompagnando dunque il predicato verbale del verbo predicativo ed esprimendo tempo, modo e persona.
L’italiano ha due ausiliari principali: essere e avere. Il primo è usato ...
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Vicino Oriente antico. L'analisi linguistica
Gábor Zólyomi
Giovanni Garbini
L'analisi linguistica
Grammatica
di Gábor Zólyomi
A partire dal III millennio, se non prima, in Mesopotamia vi furono due [...] di moto in accadico.
Infine, vi era una coppia di termini che si riferiva al modo in cui era possibile scrivere alcuni elementi verbali pronominali: il termine malû, 'pieno', designava i casi in cui un elemento era scritto servendosi di un segno ...
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Il soggetto (dal lat. subiĕctu(m) «che sta sotto», calco del gr. hypókeímenon) indica una funzione grammaticale fondamentale nella frase, insieme a quelle di ➔ oggetto e di predicato (➔ predicato, tipi [...] fondamentale del soggetto in italiano è quella di determinare l’➔accordo col predicato (verbale o nominale) nei verbi di modo finito (➔ modi del verbo; ➔ coniugazione verbale). L’accordo riguarda la ➔ persona e il ➔ numero (tu canti / il ragazzo ...
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Malgrado il suo nome antico (che fu recuperato solo in età rinascimentale, riferito a una subarea della regione attuale, così chiamata dopo l’Unità), il Lazio è una regione dalla fisionomia piuttosto recente. [...] o, ˈtunːi] «tondo, -i», ma [ˈtonːa, ˈtonːe] «tonda, -e»; allo stesso modo, [ɛ] e [ɔ] si chiudono in [e] ed [o]: ancora a Rieti [ˈtembu, ˈtembi] sono poco popolari gli avverbi nel ruolo di componenti verbali, come in forme del tipo andare via o ...
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verbale1
verbale1 agg. [dal lat. tardo verbalis, der. di verbum (v. verbo) «che riguarda la parola, il verbo»]. – 1. a. Di parole, che consiste di parole: offese v., in contrapp. a offese che si possono recare con atti, gesti, ecc.; con sign....
modo
mòdo s. m. [lat. mŏdus «misura», e quindi anche «norma, regola, modo»]. – 1. La forma particolare di essere, di presentarsi di una cosa, o di operare, procedere e sim. In questo sign. generico (e in qualche altro), è sinon. di maniera,...