smarrire (ismarrire)
Alessandro Niccoli
Presenta un numero limitato di occorrenze, esclusive della Commedia e del Convivio, con una sola eccezione per la Vita Nuova. Nel suo significato fondamentale [...] ", in Pg XIX 14 lo sguardo mio.., lo smarrito volto, / com'amor vuol, così le colorava; senza alcun dubbio la locuzione riprende quella di colore scialba (v. 9), poco prima riferita alla femmina balba; non è invece concorde la spiegazione data dell ...
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ARLIA, Costantino
Luigi Lerro
Nacque il 23 ag. 1829 ad Aiello Calabro. Laureatosi in giurisprudenza a Napoli, entrò in magistratura e quindi al ministero di Grazia e Giustizia, ove prestò lungamente [...] del linguaggio sono inoltre: il Dizionario bibliografico (pubblicato a Milano fra i manuali Hoepli nel 1892), raccolta di locuzioni e voci del linguaggio bibliografico; Voci e maniere di lingua viva (Milano 1895); Del linguaggio degli artigiani ...
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eufemismo
Francesco Tateo
Consiste nell'attenuare un'espressione che potrebbe risultare troppo cruda o sconveniente, sostituendo una parola o una locuzione con un'altra meno forte o addirittura contraria.
L'uso [...] alla designazione dei diavoli come neri cherubini (If XXVII 114), che potrebbe considerarsi un'antifrasi (v.), se la locuzione non alludesse all'effettiva origine degli abitatori infernali. Tieni e burli di If VII 30 sono eufemismi che sembrerebbero ...
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Magalotti, Lorenzo
Michele Messina
Letterato, poeta e scienziato, nato a Roma da famiglia fiorentina nel 1637, morto a Firenze nel 1712; accademico del Cimento e della Crusca, arcade con il nome di [...] prende forma, nei vari fenomeni " che offrono la possibilità di " dilucidare il sentimento " di Dante. Per questo il M. sottolinea alcune locuzioni di D. come per lo fioco lume (If III 75): " espressione mirabile di quel ch'è proprio della voce per ...
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In linguistica, lo stesso che apocope, ossia caduta di uno o più fonemi in fine di parola.
In grammatica italiana, caduta di vocale (o di sillaba) finale che avvenga tanto davanti a vocale quanto davanti [...] uso normale il t. è teoricamente possibile, non per questo è obbligatorio farlo, salvo in certi incontri e soprattutto in certe locuzioni più o meno fisse (per es., bel bambino, quel castello, signor Giulio, buon diavolo; ragion per cui, mal di cuore ...
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LONGINO, Cassio (Λογγῖνος)
Augusto Rostagni
Fu tra i dotti più rappresentativi del sec. III d. C., letterato e filosofo neoplatonico, partecipe d'un largo movimento d' idee che si svolgeva specialmente [...] pervenutici. Alcune erano di contenuto specificamente filosofico; altre di argomento grammaticale, o lessicografico (p. es. le Locuzioni di Antimaco, il poeta caro a Platone) o retorico; la maggior parte erano di critica letteraria: Questioni ...
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Conoscenza umana tra verità e scetticismo
Massimo Dell’Utri
Nuove idee su un vecchio problema
Che cosa si debba intendere per conoscenza, quali ne siano le fonti e quali i metodi per ottenerla sono [...] ., «so che l’Italia è una repubblica»). Poiché sia il ‘conoscere x’ sia il ‘conoscere (o sapere) come’ – locuzioni che abbreviano i relativi tipi di conoscenza – possono essere attribuiti a moltissime specie animali, mentre il ‘conoscere che’ sembra ...
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mio (meo; plur. anche mia)
Riccardo Ambrosini
1. L'aggettivo e pronome di I singol. indica che una determinata persona, cosa o qualità (‛ mio figlio ', ‛ i miei occhi ', ‛ la mia camera ', ‛ la mia virtù [...] 76 se mio frate questo antivedesse; XV 94 mio figlio fu e tuo bisavol fue, e 136 Moronto fu mio frate. E 4 casi di locuzioni avverbiali (anche queste probabilmente di prestito gallico: v. 2.1., 2.2.): Pg XIX 88 Poi ch'io potei di me fare a mio senno ...
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Cino da Pistoia
Mario Marti
Quando D. intorno al 1283 compose e inviò a molti li quali erano famosi trovatori in quello tempo (Vn III 9; la data è soltanto presumibile, ma è quella comunemente accettata [...] . E se in questa rifulgevano ben fuse le contesture tratte dalle rime di D. in lode di lei, in quella compaiono vivide locuzioni legate al poema: " ormai ha ben di lungi al becco l'erba " (v. 30); " la profezia che ciò sentenza / or è compiuta ...
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fuori (fuor; fori, for; fora; fore; furi)
Mario Medici
Sia come preposizione sia come avverbio la forma ‛ fuori ' (‛ fuor ' dominante in poesia, e non assente in prosa: Cv III VII 5, due volte) è la [...] me n'usci' fora; Pd XXX 69, Fiore IV 4.
1.2. In particolare con riferimento all'uso quale preposizione o locuzione prepositiva, per l'ordine o la posizione delle parole vanno osservati, in poesia: a) i seguenti casi prolettici: di caunoscenza e ...
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locuzione
locuzióne s. f. [dal lat. locutio -onis, der. di locutus, part. pass. di loqui «parlare»]. – 1. ant. o raro. L’atto, e anche il modo, o la facoltà, di parlare; elocuzione. 2. a. In linguistica, gruppo di parole (che non raggiunge...
cavallo
s. m. (f. -a) [lat. caballus «cavallo da lavoro, cavallo castrato»] (pl. -i; pl. ant. cavagli). – 1. a. Mammifero ungulato perissodattilo, erbivoro, della famiglia equidi, già presente con i suoi più antichi antenati nell’eocene inferiore...