QUASIMODO, Salvatore
Arnaldo Bocelli
Poeta, nato a Modica il 20 agosto 1901. Avviato agli studî tecnici, apprese poi da sé le lingue classiche. Insegna letteratura italiana nel Conservatorio "Giuseppe [...] ansia o nostalgia di classiche armonie, hanno dato a cotesto linguaggio una leggerezza preziosa, come di cosa nuova in cui traluce sua più felice.
Bibl.: E. Montale, in Pègaso, marzo 1931; C. Bo, Otto studi, Firenze 1939; A. Gargiulo, Lett. ital. del ...
Leggi Tutto
Pseudonimo di Rafael Múgica (altro pseudonimo: Juan de Leceta). Narratore, critico e poeta spagnolo, nato il 18 marzo 1911 a Hernani (Guipúzcoa). Ha studiato ingegneria; come poeta esordisce nel 1935, [...] poesía (1964), come documento di primo piano della sua poetica.
C. è invece autore di una ricca produzione poetica che lo colloca valori della persona e della giustizia sociale. Un linguaggio immediato e diretto, ricco di toni e forme prosastiche ...
Leggi Tutto
Poeta spagnolo, nato a Siviglia il 26 aprile 1898. Vissuto prima a Malaga poi a Madrid, dove risiede. Dal 1950 è membro della Real Academia Española.
Entrato presto a far parte del movimento della "poesia [...] è un impegno incessante di ricerca stilistica, in un linguaggio sempre più metaforico, sempre più dominato dal gusto dell' 1960.
Bibl.: D. Alonso, Ensayos sobre poesia española, Madrid 1944; C. Bousoño, La poesía de V. A, Madrid 1950 (2a ed., ...
Leggi Tutto
Poeta ungherese di origine contadina, nato a Zámoly nel 1930. Già dal suo primo volume Felröppen a madár "Spicca il volo l'uccello", 1954) traspaiono i caratteri più importanti della poesia csoóriana: [...] , e la sicura padronanza delle possibilità espressive del linguaggio poetico ungherese. Ebbe il premio "Attila József" 1964) che rievocano grandi cambiamenti storici e sociali. Altre opere di C. sono: Kubai napló ("Diario cubano", 1963); A költő és a ...
Leggi Tutto
Poeta ungherese di origine contadina, nato a Zámoly nel 1920. Il suo inserimento nella vita letteraria fu per molto tempo impedito dal lungo servizio militare e dalla prigionia di guerra in Ucraina. La [...] poesia di C., pur essendo espressione inconfondibile del nostro secolo, ripristina con successo gli stilemi del linguaggio poetico del Settecento ungherese e s'ispira a generi popolari dimenticati come le filastrocche, i lamenti e le magie. Per il ...
Leggi Tutto
REYES, Alfonso
Dario PUCCINI
Poeta e umanista messicano, nato a Monterrey il 17 maggio 1889. È uno degli scrittori più stimati dell'America latina.
Ha vissuto varî anni in Spagna, come rappresentante [...] de Literatura Española, 1939 e 1945, ecc.). Un linguaggio preciso e uno stile puntuale, a servizio di una vasta Bibl.: A. Alonzo, A. R., in Sur, agosto 1936, Buenos Aires; C. Gonzáles Peña, Historia de la Literatura Mexicana, Città del Messico, 1945. ...
Leggi Tutto
Poeta, nato a Lima l'8 luglio I874 e ivi morto il 19 aprile 1942. Ebbe una vita quieta e modesta.
Considerato da alcuni come il primo esponente della nuova letteratura peruviana, l'E. personifica la reazione [...] di calore umano, di struttura semplice, ma di linguaggio ricercato, tenui miniature che hanno talvolta un fascino aprì una nuova via alle lettere peruviane, seguita e precisata da C. Vallejo. Pubblicò: Simbólicas, Lima 1911; La Canción de las ...
Leggi Tutto
HUGHES, James Langston
Salvatore Rosati
Scrittore americano di origine negra, nato a Joplin, Mo., il 1° febbraio 1902. Compiuti nel 1920 gli studî alla Central High School di Cleveland, frequentò nel [...] of Wonder, 1947. La sua poesia s'ispira alla tradizione dei "blues" lirici non religiosi e si esprime esclusivamente in linguaggio parlato, con ritmi che sono gli stessi dei Negri urbanizzati. H. ha scritto anche ricordi autobiografici: The Big Sea ...
Leggi Tutto
ALIGHIERI, Dante
Siro A. Chimenz
Nacque a Firenze nel 1265, entro il periodo in cui il sole è nella costellazione zodiacale dei Gemelli - come egli stesso ci fa sapere (Par. XXII, vv. 112-117) -, cioè [...] dantesco, XI (1903), pp. 97-135; L. Valli, in Il linguaggio segreto di Dante e dei "Fedeli d'Amore", Roma 1928, pp. J. F. Lacaita, Firenze 1887; di Francesco da Buti, a cura di C. Giannini, Pisa 1858-62; dell'Anonimo Fiorentino, a cura di P. Fanfani ...
Leggi Tutto
CARDUCCI, Giosue
Mario Scotti
Nacque a Valdicastello, frazione di Pietrasanta nella Versilia lucchese, primogenito del dottor Michele e di Ildegonda Celli, il 27 luglio 1835 alle undici di sera. Gli [...] restino su un piano di trita convenzionalità letteraria, di cui è spia il linguaggio che procede tra magniloquenza vittorughiana e calchi manzoniani fino all'involontaria caricatura. Il C. non fu un poeta socialista: non sentì la lotta di classe come ...
Leggi Tutto
linguaggio
linguàggio s. m. [der. di lingua]. – 1. Nell’uso ant. o letter., e talora anche nell’uso com. odierno, lo stesso che lingua, come strumento di comunicazione usato dai membri di una stessa comunità: parlare con proprietà di l.; Questi...
f. c.
– 1. Nel linguaggio sport., abbrev. di «fuori combattimento», espressione comunem. adoperata in luogo di quella originale inglese k.o. (knock out), per significare che in un incontro di pugilato uno dei contendenti è stato atterrato...