SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA
Stanley Cohen
Introduzione. - I fenomeni specifici che costituiscono la devianza, naturalmente, erano già compresi in sistemi culturali che esistevano prima che la categoria [...] usare, per connotare la devianza, espressioni appartenenti al linguaggio della morale. I nuovi sistemi di potere/conoscenza deviante) e chiarisce i confini della morale (la denuncia del male c'informa su ciò che è bene). La devianza è dosata in modo ...
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FORMALISMO GIURIDICO
Riccardo ORESTANO
. Il vocabolario giuridico, almeno nelle principali lingue europee, ha tratto il termine "forma" ed equivalenti dal latino forma, impiegato dalla giurisprudenza [...] generica di neopositivismo logico (analisi del linguaggio, logica simbolica, metodo assiomatico ecc e tecnica del dir., Torino 1934; W. Burckhardt, Methode und System, Zurigo 1936; C. Du Pasquier, Introd. à la théorie gén. et à la philos. du droit, ...
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POLIZIA (XXVII, p. 681; App. II, 11, p. 568; III, 11, p. 445)
Lucio Galterio
In quest'ultimo decennio numerosi sono stati i provvedimenti presi, con i quali tuttavia si è proceduto a delle riforme settoriali [...] vicari (precedentemente fino a commissario capo di P. S.).
L'art. 225 c.p.p. prevedeva che l'ufficiale di P. S. in caso di flagranza , pur non essendo definito dalla legge, ha nel linguaggio comune un significato univoco e limiti ben definiti; esso ...
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VALUTA
Antonio Serra
Disciplina valutaria in Italia. - Nel linguaggio corrente, come in quello economico, il termine valuta è normalmente considerato sinonimo di moneta (v. XXIII, p. 632); nel linguaggio [...] all'inizio che il termine v. può essere utilizzato, nel linguaggio giuridico, con una pluralità di significati. Ci si può dell'economia, a cura di F. Galgano, Padova 1983; C. Franceschini, La disciplina giuridica del commercio con l'estero, ivi ...
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RICORSO
Enzo Capaccioli
. La parola r., nel linguaggio giuridico, significa in genere l'atto con cui il cittadino o altro soggetto (privato, ma anche pubblico) si rivolge a un'autorità per chiedere [...] , né da organi collegiali (che non sono inquadrati gerarchicamente) né da enti autonomi (del pari non subordinati gerarchicamente); c) che si abbia interesse a ricorrere, ossia che la decisione, se favorevole, rechi un vantaggio effettivo e attuale ...
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PRESUNZIONE (lat. praesumptio; fr. présomption; sp. presunción; ted. Vermutung; ingl. presumption)
Carmelo SCUTO
Guido DONATUTI
Diritto romano. - Questa parola, in senso tecnico giuridico, designa un [...] senso tecnico suddetto, non pare estranea al linguaggio degli ultimi giuristi classici, mentre non pare che (che può, o non, verificarsi) che le conseguenze siano vere.
Non c'è un criterio generale, che sia completo e sicuro, per stabilire senz'altro ...
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Nichilismo giuridico
Natalino Irti
Nichilismo e modernità
L'espressione è segnalata in un autore tedesco del primo Novecento, riaffiora in saggi di rivista, dà titolo a un libro nel 2004. Essa non designa [...] di Luigi xvi acquista un rilievo simbolico: non c'è più alcun tramite con gli dei. Quando s linguaggio del diritto s'indebita verso il linguaggio dell'economia: produzione, procedure, funzionamento, efficienza, e così via. È il linguaggio ...
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PEGNO
Gaetano SCHERILIO
Giulio VENZI
. Diritto romano. - Nel diritto romano il pegno (pignus), a differenza della fiducia - che consisteva nel trasferimento della proprietà - consisteva nel trasferimento [...] si dà in garanzia di un'obbligazione; nel linguaggio giuridico indica il contratto con il quale il debitore 'età dei giudizi di buona fede di commodato e di pegno, in Studi in onore di C. Fadda, Napoli 1906, VI, p. 331 segg.; P. Bonfante, Ist. di dir ...
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PIRATERIA AEREA
Adolfo Maresca
. Tratta dal linguaggio giornalistico ma prontamente affermatasi anche nella terminologia diplomatica, questa espressione tende a indicare il complesso fatto criminoso [...] , Introduction à l'étude du droit international pénal, Parigi 1954; P. Reuter, Droit international public, ivi 1958, p. 202; C. Lombois, Droit pénal international, ivi 1966, pp. 196, 201, 266; P. Reuter, Institutions internationales, ivi 1967, p. 79 ...
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MORA (lat. mora; fr. demeure; sp. mora; ted. Verzug; ingl. delay)
Carmelo Scuto
La parola "mora" in senso giuridico, come nel linguaggio comune, significa ritardo. Essa si trova usata in disposizioni [...] .: G. Giorgi, Teoria delle obbligazioni nel diritto moderno italiano, II, 5ª ed., Firenze 1899, n. 42 segg., p. 65 segg.; C. Scuto, La mora del creditore, Catania 1905; V. Polacco, Le obbligazioni nel diritto civile italiano, I, 2ª ed., Roma 1914, n ...
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linguaggio
linguàggio s. m. [der. di lingua]. – 1. Nell’uso ant. o letter., e talora anche nell’uso com. odierno, lo stesso che lingua, come strumento di comunicazione usato dai membri di una stessa comunità: parlare con proprietà di l.; Questi...
f. c.
– 1. Nel linguaggio sport., abbrev. di «fuori combattimento», espressione comunem. adoperata in luogo di quella originale inglese k.o. (knock out), per significare che in un incontro di pugilato uno dei contendenti è stato atterrato...