Candido (propr. Candido, o l'ottimismo; Candide, ou l'optimisme)
Candido
(propr. Candido, o l’ottimismo; Candide, ou l’optimisme) Racconto filosofico (1759) di Voltaire. Nella figura di C., ingenuo [...] discepolo del «dottor Pangloss», Voltaire espone la sarcastica critica dell’ottimismo metafisico di Leibniz, in base al quale tutto va per il meglio e l’uomo vive nel migliore dei mondi possibili. Una lunga serie di disavventure convince il giovane C ...
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Bernoulli
Bernoulli Johann i (Basilea 1667 - 1748) matematico svizzero. Fratello di Jakob Bernoulli, frequentò l’università di Basilea e poi, dal 1690, soggiornò a Ginevra, Lione e Parigi. A Parigi conobbe [...] il marchese de L’Hôpital, al quale insegnò il nuovo calcolo differenziale di Leibniz. Nel 1705, alla morte del fratello, gli succedette sulla cattedra di matematica dell’università di Basilea, dove ebbe fra gli allievi L. Eulero. Studiò la curva ...
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Matematico (Saint-Malo 1797 - Parigi 1872). Insegnante all'École polytechnique, prese nel 1840 il posto di S.-D. Poisson all'Académie des sciences. Studioso di questioni di meccanica razionale e di analisi [...] infinitesimale, nei suoi molteplici lavori in quest'ultimo campo ritornò all'originario metodo di Leibniz, respingendo le obiezioni critiche che ad esso erano state mosse. Si occupò anche di problemi matematici inerenti ai corpi galleggianti e alle ...
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Scienziato (Kieslingswalde, Görlitz, 1651 - Dresda 1708). Volontario nell'esercito olandese nella guerra contro la Francia; si occupò di matematica, fisica e filosofia e fu in relazione con i più grandi [...] scienziati e filosofi del tempo come Ch. Huygens, I. Newton, B. Spinoza e G.W. Leibniz. Studiò la risoluzione di equazioni algebriche, trasformandole razionalmente (trasformazione di T.) in equazioni binomie. Si occupò anche di ottica teorica ( ...
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BON, Nicolò
Gino Benzoni
Nato a Candia nel 1635, da nobile famiglia di origini veneziane, si trasferì a Venezia all'età di sedici anni. Conseguita la laurea in utroque presso lo Studio di Padova, si [...] 1681 ed il Vaillant nel 1695 a proposito di un trattato De Neocoris; così ancora Pietro Andrea Andreini in una lettera al Leibniz del 15 apr. 1690 a proposito di un catalogo dei "medaglioni" del Correr), il B. non diede nulla alle stampe (tranne due ...
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Matematico (Bologna 1626 - ivi 1686). Allievo di B. Cavalieri, succedette a lui nella cattedra di matematica dell'univ. di Bologna. L'opera di M. rappresenta una fase di passaggio tra il metodo infinitesimale [...] geometrico degli indivisibili di B. Cavalieri e i metodi infinitesimali di G. W. von Leibniz e I. Newton. Nelle Novae quadraturae arithmeticae M. dà il primo importante contributo alla teoria delle serie; nei Geometricae elementa speciosae (1659) M. ...
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Filosofia
Il carattere fondamentale di un corpo fisico in quanto dotato delle tre dimensioni spaziali. Il concetto di e. si trova già in Aristotele e poi in numerosi altri filosofi sia medievali (per es., [...] G. Ockham) sia dell’età moderna (R. Descartes, Th. Hobbes, G. Leibniz, J. Locke ecc.). Il termine ha però assunto rilievo filosofico soprattutto in relazione al problema del rapporto tra sostanze estese (cioè che occupano uno spazio) e sostanze ...
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Poligrafo e storico svedese, nato nel 1675, morto nel 1743. Già il padre, B. Erik senior, era stato uomo eminente, cultore di studî storici e teologici, professore a Uppsala, arcivescovo. In un lungo soggiorno [...] sul continente, il giovane B. strinse relazioni con Leibniz, Thomasius, Malebranche: studiò, oltre le letterature classiche, le semitiche; sui manoscritti della Bodleiana di Oxford si educò alle indagini paleografiche; e, al ritorno in patria, fu ...
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È la curva, situata in un piano verticale, e descritta nel tempo minimo da un grave che discende da una posizione A a una B, entrambe appartenenti a quel piano. È stato dimostrato da Leibniz, G. Bernoulli, [...] de l'Hôpital, Newton e altri che questa curva è una cicloide ...
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MURATORI, Ludovico Antonio
Girolamo Imbruglia
– Nacque a Vignola (Modena) il 21 ottobre 1672, da Francesco Antonio e da Giovanna Altimanni.
Il padre, artigiano di qualche benessere, lo mandò a Modena [...] Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae, dove i testi, anche se in origine in volgare, erano dati in latino (ma già Leibniz aveva chiesto di rispettare la lingua della fonte). Van der Aa scrisse a Muratori il 28 febbraio 1720 per chiedergli di ...
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leibniziano
‹laib-› agg. e s. m. – 1. agg. Che si riferisce al filosofo e scienziato ted. G. W. von Leibniz (1646-1716), alle sue dottrine, ai suoi principî: il sistema monadologico l.; l’opera matematica leibniziana. 2. s. m. Fautore, seguace,...
monade
mònade s. f. [dal lat. tardo monas -ădis, gr. μονάς -άδος «unità», der. di μόνος «solo»]. – 1. In filosofia, termine usato per indicare l’unità in quanto principio di molteplicità o le unità costitutive del reale; in questo senso il...