Non c’è niente di più umano della scelta, un concetto trasversale che di taglio attraversa tutti i livelli di realtà della nostra esistenza assumendo connotazioni via via diverse.Compare già multiforme [...] quello dei cioccolatini: posti di fronte a una scatola di 30 o a una di 6 cioccolatini, i suoi studenti hanno riportato in modo statisticamente significativo più soddisfazione per la scelta nel secondo caso, come se il maggior numero di alternative ...
Leggi Tutto
L’A Diogneto è il discorso protrettico con il quale un teologo di tradizione paolina, vissuto nel II secolo d.C., servendosi di elementi apologetici e dottrinali, tenta di persuadere un pagano a convertirsi [...] a sostegno di questa tesi, una sezione del discorso tesa a mettere in rilievo chi siano i cristiani e come essi rappresentino un elemento di apertura universalistica: in ciò si ravvisa ancora una volta la contrapposizione ai giudei, ritenuti avvezzi ...
Leggi Tutto
La società in cui viviamo è estremamente normata e normativa. Chiunque ecceda i confini sociali della “normalità” viene classificato come folle. La follia, quindi, diventa un dispositivo politico prima [...] stato delle cose, con il fine ultimo di depotenziare, delegittimare e disciplinare ogni istanza critica che mette in discussione i confini delle norme sociali naturalizzate, storicizzate e consolidate. Follia che, specularmente all’idea di normalità ...
Leggi Tutto
La modernità è movimento, mutamento, metamorfosi. È la città mobile, Parigi, che « muta il volto più rapidamente di un cuore umano » (Charles Baudelaire, « Le Cygne », Les Fleurs du Mal). Nella Parigi [...] o pittoresca, ma quella degli emarginati, dei poveri, delle rovine, dei sobborghi. Ne nascono i meravigliosi « Tableaux parisiens » de I fiori del male e i poemi in prosa de Lo Spleen di Parigi. Per Baudelaire non si tratta di abbellire la città, ma ...
Leggi Tutto
Disgrazia, sciagura, o ancora, sentimento di profondo dolore, di perdita: in una parola Lutto. Così è definita la reazione che dà più forma alla psiche di un essere umano. Le conseguenze di un lutto sono [...] a seguito di anni e tanto sacrificio. Non consideriamo con altrettanta facilità i progressi compiuti ed i benefici acquisiti dallo studio seppur parziale di una certa disciplina. In conclusione, il gran difetto dell’uomo contemporaneo è quello di non ...
Leggi Tutto
Tra il 1925 e il 1926 il capo del governo italiano e del partito fascista Benito Mussolini subì ben quattro attentati che misero in serio pericolo la sua vita. Questi divennero poi importanti strumenti [...] richiesta da Ferri a due dei massimi psichiatri dell’epoca, Sante De Sanctis e Augusto Giannelli, i quali dopo giorni di lavoro in cui ricostruirono tutta la vita dell’attentatrice giunsero alla conclusione che Gibson fosse malata di “paranoia ...
Leggi Tutto
Prima parteAurelio Privitera (1970) riaprì la questione, sostenendo che dalle saghe di Licurgo, di Perseo, delle Miniadi, di Penteo non si può dedurre la storicità di una resistenza delle classi superiori [...] , ma anzi un “dio della comunità” (p. 33), è fornita da due feste, le Teoinie e le Apaturie, in occasione delle quali i γεννῆται compivano i loro sacrifici per Dioniso, e ogni γεννήτης era un eupatrida, cioè un’aristocratico. E a dispetto di quanto ...
Leggi Tutto
In Storia della follia nell’età classica (1961), Michel Foucault scrive: “Dove c’è opera non c’è follia; e tuttavia la follia è contemporanea dell’opera, poiché inaugura il tempo della sua verità.” C’è [...] del più celebre Fernando Pessoa, sembra inserirsi perfettamente all’interno di questa dinamica. I protagonisti delle sue novelle, che spesso ritornano in modo balzacchiano costituendo un unico universo narrativo, sono quasi sempre artisti, seppur di ...
Leggi Tutto
La città rappresenta per antonomasia il luogo di codificazione e rafforzamento del potere statale. Questa sua funzione è maggiormente evidente se prendiamo in considerazione il caso delle città coloniali [...] l’ambiente urbano secondo logiche di segregazione e controllo. Lo sviluppo urbanistico coloniale ha infatti trasformato in modo radicale i tessuti insediativi e gli spazi tradizionali delle popolazioni indigene, portando alla creazione di quella che ...
Leggi Tutto
L’antropologia politica di Thomas Hobbes (1588 – 1679) riserva un ruolo primario alle nozioni di conflitto e antagonismo, chiavi di lettura essenziali ai fini di un’accurata comprensione dei sodalizi umani. [...] propria autoconservazione. Guidato da un naturale appetito e da un potente timore della morte entra, necessariamente, in contrasto con quanti condividono i suoi spazi, minacciando le risorse di cui egli necessita. Ne deriva una condizione di perenne ...
Leggi Tutto
i3
i3 pron. pers. m. e f. sing. (lat. ĭllī, dat. sing. di ille «egli»; cfr. gli2]. – Negli scrittori antichi, spec. in poesia, è stato talora adoperato invece di gli o le, come compl. di termine: se l’avversario d’ogne male Cortese i fu (Dante).
In chimica inorganica, i composti dell’idrogeno con qualsiasi altro elemento. In chimica organica, composti derivabili da altri per aggiunta di un atomo di idrogeno (così, i. di cresile, lo stesso che toluene; i. di vinile, lo stesso che etilene;...
In linguistica e grammatica, un aspetto della categoria grammaticale del numero che, contrapposto al singolare (e, dove esiste, al duale, triale e quattrale), indica che le persone o le cose sono più di una (e rispettivamente più di due, tre,...