Granger, Stewart
Anton Giulio Mancino
Nome d'arte di James Lablanche Stewart, attore teatrale, cinematografico e televisivo inglese, naturalizzato statunitense nel 1956, nato a Londra il 6 maggio 1913 [...] negli Stati Uniti, trasformandosi, grazie al contratto sottoscritto con la Metro Goldwyn Mayer, nell'erede ideale di Errol Flynn. A Hollywood divenne una star di primo piano già con King Solomon's mines (1950; Le miniere di Re Salomone) di Compton ...
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Fontaine, Joan
Anton Giulio Mancino
Nome d'arte di Joan de Beauvoir de Havilland, attrice cinematografica e teatrale inglese, naturalizzata statunitense nel 1943, nata a Tokyo il 22 ottobre 1917. Avviatasi [...] e Cukor. Assunse il nome definitivo di Joan Fontaine solo nel 1937, quando mosse i primi passi decisivi a Hollywood sotto la direzione di George Stevens. Questi, dopo averla fatta recitare, non accreditata, in Quality street (1937; Dolce inganno ...
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Rossen, Robert (propr. Rosen)
Lorenzo Esposito
Regista, produttore e sceneggiatore cinematografico statunitense, nato a New York il 16 marzo 1908 e morto ivi il 18 febbraio 1966. Affermatosi inizialmente [...] sistematica nei confronti dei meccanismi del potere, che in pieno maccartismo gli procurò lunghi processi e l'emarginazione da Hollywood (anche se nel 1953 cedette alle pressioni e denunciò molti suoi amici). Il film che soprattutto gli attirò gli ...
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Wellman, William Augustus
Lorenzo Esposito
Regista cinematografico statunitense, nato a Brookline (Massachussets) il 29 febbraio 1896 e morto a Los Angeles il 9 dicembre 1975. Teso alla purezza dell'immagine, [...] ; You never know women, 1926, Maschere russe). Nel 1927 il grande successo di Wings lo impose come regista di punta di Hollywood. Molti dei film successivi, come The public enemy, Night nurse (1931; L'angelo bianco), Heroes for sale (1933), Wild boys ...
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MULLER, Robby
Stefano Masi
Müller, Robby (propr. Robert)
Direttore della fotografia nederlandese, nato a Willemstad (Curaçao, nelle Antille olandesi) il 4 aprile 1940. Influenzato dal lavoro dei fotografi [...] muoversi sul set con l'agilità di un fotografo. Nel 1978, sulla spinta del successo internazionale di Wenders, fu chiamato a Hollywood da Peter Bogdanovich, che gli affidò i suoi Saint Jack (1979) e They all laughed (1981; E tutti risero), dandogli ...
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August, Bille
Sebastiano Lucci
Regista cinematografico, direttore della fotografia e sceneggiatore danese, nato a Copenaghen il 9 novembre 1948. Nel corso della sua carriera ha mostrato una crescente [...] paese, e Anna, giovane e viziata borghese che lo sposa contro il parere della famiglia.
Nel 1993 è stato chiamato a Hollywood per dirigere The house of the spirits (1993; La casa degli spiriti), che ripercorre la storia di tre generazioni (dagli anni ...
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Thompson, J. Lee (propr. John Lee)
Francesca Vatteroni
Regista e sceneggiatore cinematografico inglese, nato a Bristol il 1° agosto 1914, da madre scozzese e padre gallese, e morto a Sooke (Canada) il [...] , L'adultero, con Anthony Quayle e Yvonne Mitchell) molto interessanti sia per lo stile sia per la recitazione. Nel 1962, a Hollywood, girò Cape Fear (Il promontorio della paura) con Gregory Peck e Robert Mitchum, uno dei titoli più celebri di una ...
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Bridges, Lloyd (propr. Lloyd Vernet Jr)
Paola Dalla Torre
Attore teatrale e cinematografico statunitense, nato a San Leandro (California) il 15 gennaio 1913 e morto a Los Angeles il 10 marzo 1998. Interprete [...] The Lloyd Bridges show (1962). Tornato al cinema negli anni Ottanta e Novanta, ha lavorato soprattutto in commedie farsesche, come Hollywood air force (1986; Quelli dell'accademia militare) di Bert Convy o Joe versus the volcano (1990; Joe contro il ...
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Monogram Pictures Corporation
Serafino Murri
Società di produzione cinematografica statunitense, creata nel 1930 da William R. Johnston (che ne divenne presidente) dalla riorganizzazione della Rayart [...] ) di Billy Wilder. Dal 1953 Allied Artists divenne il nuovo nome della compagnia. Trasferita la sua sede nel 1964 da Hollywood a New York, la Allied Artists venne gradualmente assorbita, come gran parte delle produzioni di b-movies, dall'industria ...
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Cendrars, Blaise
Arnaldo Colasanti
Pseudonimo di Frédéric-Louis Sauser Hall, poeta e scrittore svizzero, di madre scozzese, nato a La Chaux-de-Fonds, Neuchâtel, il 1° settembre 1887 e morto a Parigi [...] du jour, 15-31 dicembre 1926) si nota come C. sia stato tra i primi a capire l'importanza di Charlot, e Hollywood, la Mecque du cinéma (1936), sorta di febbrile reportage sul mondo del cinema.
Bibliografia
Y. Bozon-Scalzitti, Blaise Cendrars ou la ...
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hollywoodiano
〈ollivud-〉 agg. – Di Hollywood 〈hòliu̯ud〉, quartiere periferico della città di Los Angeles, in California, centro dell’industria cinematografica americana; spesso è usato con intonazione leggermente spreg., alludendo alle forme...
hollywoodita
s. m. e f. e agg. Chi o che appartiene alla grande tribù di Hollywood, al mondo del cinema americano, condividendone stili di vita, logiche e strategie. ◆ Come previsto, il FilmFest [di Berlino] si è confermato ancora una volta...