MICENEO
Anna Morpurgo Davies
. Linguistica. - S'indica convenzionalmente con il nome di m. la lingua degli antichi testi greci scritti nel 2° millennio a. C. in un sillabario chiamato, anch'esso convenzionalmente, [...]
Scrittura. - La Lineare B fu decifrata nel 1952 dall'architetto inglese M. Ventris che vi scoperse una forma di grecoantico. È una scrittura sillabica strettamente imparentata con le varie scritture cretesi (che sembra siano di origine epicorica) e ...
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I-J
Guido Calogero
- La decima lettera degli alfabeti fenicio e greco, la nona di quello latino. Negli alfabeti orientali derivati dal fenicio la sua forma primitiva, che si crede rappresenti l'ideogramma [...] serie palatina, ed è prossima nel timbro alla e, con cui si scambia in varie circostanze: p. es. η (ē) del grecoantico passa a i nel greco moderno; ĭ??? latina passa di regola a é??? in italiano (fídem, it. fede, ecc.).
La yōd fenicia, come tutte le ...
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KORAẼS, Adamántios (Κοραῆς Αδαμάντιος)
Silvio Giuseppe Mercati
Filologo e pensatore greco, nato a Smirne nel 1748, morto a Parigi nel 1833. Di famiglia oriunda di Chio, compiuta la prima istruzione, [...] la necessità per la risorta nazione dell'unità della lingua, che alcuni credevano di conseguire nel ritorno al grecoantico, altri invece nella parlata popolare, abbandonando la tradizione dotta ed ecclesiastica, tentò un compromesso fra la lingua ...
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LEBETE (greco λέβης, lat. lebes)
Paolino MINGAZZINI
Angelo SEGRE
La parola significa propriamente, in grecoantico, "caldaia". Il lebete era generalmente in bronzo e serviva per riscaldare l'acqua [...] e conservarla, cuocere le vivande, lavarvisi i piedi e le mani. Accanto a questo uso pratico, i Greci adibirono ben presto il lebete alle abluzioni necessarie per i sacrifizî, le nozze e i funerali, e inoltre come premio per i giuochi ginnici.
Già in ...
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RANGABÈ (o Rangavis) Rizos, Alessandro (‛Ραγκαβῆς ‛Ρῖζος 'Αλεξανδρος )
Silvio Giuseppe Mercati
Poligrafo e diplomatico neogreco. Nato a Costantinopoli nel 1810, da illustre famiglia fanariota; morto [...] a trapiantare ad Atene la dotta tradizione bizantina dei fanarioti, sforzandosi di dotare la Grecia moderna di una lingua letteraria vicina al grecoantico.
Suo figlio Cleone (1842-1917), diplomatico, coltivò il dramma storico con Giuliano l'Apostata ...
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P
Guido Calogero
- Quattordicesima lettera dell'alfabeto italiano e quindicesima di quello latino; nell'alfabeto greco occupa il sedicesimo posto. Come lettera fenicia, aveva la forma di un uncino con [...] leggiera aspirazione, sicché la rappresentazione più esatta in tal caso sarebbe ph: suono simile a quello che possedeva il grecoantico e che era rappresentato con la lettera ϕ (che si crede generalmente una variante del qoppa ???. Anche nei dialetti ...
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INTERROGAZIONE
Grammatica. - È una proposizione. intesa a conoscere ciò che altri pensa o sa circa un dato argomento.
L'interrogazione può essere diretta (Chi è venuto?) o indiretta (Ditemi chi è venuto); [...] con cui viene pronunziata. Talvolta la indicano certi pronomi, detti appunto interrogativi (chi, che, quale), che nel grecoantico hanno forma differente, secondo che l'interrogazione è diretta (τίς, ποῖς...) o indiretta (ὅστις, ὁποῖος,...). Invece ...
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GIOVANNI Mosco ('Ιωάννης ὁ Μόσχος, detto anche Εὐκρατᾶς, malamente tradotto con Eviratus)
Silvio Giuseppe Mercati
Monaco bizantino del monastero di S. Teodosio, poi eremita presso il Giordano, passò [...] Occidente. La lingua di G. M., che non si è ancora staccata letterariamente dal grecoantico e rimane dotta per certi lati, annuncia per molti altri rispetti il greco moderno.
Ediz.: in Migne, Patrol. Graeca, LXXXII, 3, coll. 1851-3112, si riproduce ...
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POLYLÃS, Giacomo ('Ιάκωβος Πολυλᾶς)
Angelo Nosei
Scrittore neogreco, nato a Corfù il 10 settembre 1825, morto ivi il 25 luglio 1896. Compì gli studî di filologia classica a Napoli, poi tornato a Corfù, [...] . Delijannis; infine si volse tutto all'attività filologica.
Fine traduttore dall'inglese (trad. da Shakespeare, 1855) dal tedesco e dal grecoantico (l'Iliade e l'Odissea), il P. fu un profondo osservatore e critico. Il Prologo del P. alle opere del ...
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Storico della filosofia italiano (Senigallia 1877 - Buenos Aires 1976). Prof. nelle univ. di Torino (1910) e di Bologna (1914); a causa delle leggi razziali fasciste, emigrò in Argentina dove insegnò a [...] 1908 e il 1966). In seguito, soppressa (1925) la Biblioteca di studi sociali da lui diretta, si dedicò particolarmente agli studî sul pensiero greco: Il pensiero antico (1928; 2a ed. rifatta e accresc. 1950; rist. 1967); L'infinito nel pensiero dei ...
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greco
grèco agg. e s. m. [dal lat. Graecus, gr. Γραικός] (pl. m. -ci; dei vini e dei vènti anche -chi). – 1. agg. Della Grecia, come regione geografica, comprendente all’incirca la parte meridionale della penisola balcanica, con le isole che...
antichita
antichità (ant. antiquità) s. f. [dal lat. antiquĭtas -atis, rifatto, per la forma con -chi-, su antico1]. – 1. L’essere antico; stato, condizione di ciò che è antico: l’a. di un palazzo, di un codice; monumento venerabile per la...