PIANIFICAZIONE (App. III, 11, p. 414)
Gabriele Scimeni
Pianificazione territoriale. - La p. t. consiste in quel complesso di attività che, attraverso programmi organici di varia natura, coordinati tra [...] . - Nonostante le profonde radici culturali che la filosofia del regional planning affonda in America, e nonostante nelle quali si era venuto concentrando il 68% della popolazione ebraica, e la disseminazione di villaggi rurali arabi per lo più ...
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GIOVANNI Evangelista, santo
Leone TONDELLI
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Nella Bibbia portano il nome di G. il IV Vangelo canonico, tre Lettere, delle quali la seconda e la terza brevissime, e l'Apocalisse (v.). Nelle lettere [...] lo stile è ebraico più che non greco: vi si nota un frequente parallelismo simmetrico proprio della poesia ebraica; difetta l'uso la figura di Gesù, e darà l'abbrivo alla speculazione filosofica cristiana, di cui troviamo già accenni in S. Giustino e ...
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GNOSTICISMO
Michelangelo Guidi
. Sotto questo nome si raggruppa un insieme assai vario di dottrine e di sette che dai tempi apostolici fino al sec. IV hanno interpretato e vissuto il messaggio cristiano, [...] valentiniana (che molti inclinano a chiamare scuola) aveva un carattere filosofico assai spiccato di fronte ad altre sette (quella p. es. dai loro seguaci come dei; secondo Simone la legge ebraica è una ϑέσις ("imposizione") degli angeli, e non ha ...
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ORIGENE ('Ωριγένης, Origĕnes)
Alberto Pincherle
La vita. - Nacque, probabilmente in Alessandria ove fu educato, secondo una tradizione nel 185 d. C.; secondo un'altra, che pare meno attendibile e lo [...] resto, erano quasi tutti i predicatori religiosi e i filosofi del tempo. A questo momento risale anche la sua suoi dubbî sull'autenticità della storia di Susanna mancante nella Bibbia ebraica e composta in greco, e al quale O. risponde rivendicando ...
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KALĪLAH e DIMNAH
Francesco Gabrieli
. Celebre raccolta di apologhi di origine indiana, che, tradotta nel sec. VI d. C. dal sanscrito in pehlevico e nell'VIII dal pehlevico in arabo, si è diffusa in [...] e storico-culturale, sulle esperienze spirituali, dubbî filosofici e religiosi e propositi di vita morale Wiss. zu Göttingen, phil.-hist. Kl., n. s., XXI, 3). Versioni ebraiche di Rabbi Joel e Jacob ben Eleazar: ed. J. Derenbourg, con traduz. ...
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SATANA
Giuseppe RICCIOTTI
Paolo ARCARI
Carlo BRICARELLI
. È un vocabolo d' origine ebraica, passato attraverso la Bibbia (oltre che in altre lingue semitiche, siriaco, ecc.) anche nelle lingue europee.
Il [...] sempre (salvo I Cronache, XXI, 1) dall'articolo ebraico, l'Avversario, l'Accusatore per eccellenza, e designò un diable, Parigi 1864; A. Graf, Il diavolo, Milano 1889; A. Rava, La filosofia del diavolo, in Rassegna moderna, I, 2; M. Praz, La carne, la ...
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LOGOS
Leone TONDELLI
Goffredo COPPOLA
Guido CALOGERO
Leone TONDELLI
. Voce greca, λόγος, il cui significato oscilla tra "ragione", "discorso" (interiore ed esteriore) e "parola". In Giovanni, I,1, [...] . Più che il Logos, era consono al pensiero e al linguaggio ebraico il concetto della "sapienza": l'ebraismo non ebbe infatti, nella sua storia anteriore al cristianesimo, filosofi nel senso comunemente inteso, ma frequenti vi furono i "sapienti ...
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SINEDRIO (gr. συνέδριον; lat. synedrium)
Ugo Enrico PAOLI
Umberto CASSUTO
Il valore molto ampio della parola che significa propriamente "consiglio" con particolare allusione al fatto che i componenti [...] diversi sinedrî, e che di solito le notizie delle fonti ebraiche non si riferiscano al συνέδριον dei testi greci, ma a Momigliano, in Annali della R. Scuola Normale Sup. di Pisa (Lettere, storia e filosofia), s. 2ª, II, pp. 188, 190-91, 370-73; e la ...
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SCHÜTZ, Alfred
Sandro Bernardini
Sociologo statunitense di origine austriaca, nato a Vienna il 13 aprile 1899, morto a New York il 20 maggio 1959. Laureatosi all'università di Vienna in diritto finanziario, [...] distinse per l'aiuto offerto a molti austriaci di religione ebraica che volevano abbandonare l'Austria. Nel luglio 1939 emigrò negli della fenomenologia di Husserl e, in misura minore, della filosofia di H. Bergson. In particolare, l'attenzione di S ...
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GIUDA Levita (ebr. Yĕhūdāh ha-Lēwī)
Umberto Cassuto
Poeta e pensatore ebreo, nato probabilmente a Toledo verso il 1080, trasferitosi poi in Andalusia, ove dimorò in diverse città, principalmente a Cordova, [...] Levita (Pisa 1871); A. Sorani, Giuda Levita: poesie scelte (Reggio 1913). Dell'opera filosofica l'originale arabo fu edito da H. Hirschfeld (Lipsia 1887); la traduzione ebraica di Yĕhüdāh ibn. Tibbōn (di quella di Yĕhūdāh ibn. Cardinal abbiamo solo l ...
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escatologìa s. f. [comp. del gr. ἔσχατος «ultimo» e -logia]. – Dottrina degli ultimi fini, cioè quella parte delle credenze religiose (e, in qualche caso, di teorie filosofiche e teologiche) che riguarda i destini ultimi dell’umanità e del mondo:...
lògos s. m. [traslitt. del gr. λόγος, che è dal tema di λέγω «dire», con vocalismo o]. – Nel pensiero greco, il termine indica la «parola» come si articola nel discorso, quindi anche il «pensiero» che si esprime attraverso la parola. Una precisa...