Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Maria Conforti
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
L’avvento del primo Medioevo, pur attraversato dal cambiamento dovuto alla diffusione [...] assimilabili all’anima, e l’aristotelismo della filosofia e biologia galenica, evidenti nel carattere teleologico, le tradizioni culturali e religiose preesistenti (latina, greca, ebraica, siriaca), hanno però segnato un mutamento importante, che ha ...
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Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Umberto Eco
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
Periodizzazioni
Le periodizzazioni storiche cambiano a seconda delle discipline. Nelle arti [...] diffonde per tutta l’Europa meridionale una cultura ebraica e in particolare cabalistica.
Nel 1543 la prima che teorica) all’osservazione dei fenomeni. Abissi separano le filosofie di Pomponazzi da quelle di Telesio o di Campanella, tuttavia è ...
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umorismo
La capacità (detta anche spirito, humour, wiz) di cogliere e di esprimere gli aspetti divertenti della vita; l’u. è oggetto di studio da parte di varie discipline, quali la linguistica, la filosofia, [...] ; tale tendenza per es., osserva Freud, si realizza ampiamente nella cultura ebraica, dove circolano tante storielle create da ebrei e rivolte contro le stesse peculiarità ebraiche. Si appagano così esigenze a vari livelli: l’orgoglio di esercitare l ...
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CIASCA, Agostino
J. Alberto Soggin
Nato a Polignano a Mare (prov. di Bari) il 7 maggio del 1835, in una famiglia di modeste condizioni economiche, da Leonardo e da Olimpia Montanari, fu battezzato con [...] Compiuti gli studi primari presso i minori osservanti, studiò filosofia a Monopoli sotto la guida di B. Quaranta. , nel 1866 il C. fu chiamato alla cattedra di lingua ebraica nel Collegio Urbano de Propaganda Fide. Nel 1868 divenne reggente degli ...
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Cassirer, Ernst
Federico Trocini
Filosofo e storico della filosofia tedesco, di origine ebraica (Breslavia 1874 - New York 1945), costretto a lasciare la Germania dopo l’avvento del nazismo (1933), [...] di C. non mancò tuttavia di soffermarsi sul carattere più propriamente insidioso dell’eredità machiavelliana. Secondo il filosofo tedesco, infatti, dopo avere intrapreso un prodigioso processo di secolarizzazione, destinato a investire anche la ...
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Dio
Raffaele Savigni
Essere sovrumano venerato dalle diverse religioni
In ogni tempo uomini delle più diverse culture hanno creduto all'esistenza di forze superiori. Greci e Romani credevano in numerose [...]
Alcuni filosofi greci pensavano che Dio, concepito come intelligenza suprema e motore immobile dell'Universo, non si interessasse molto a ciò che accadeva nel mondo umano, ma vivesse felice della sua solitudine. Nella religione ebraica invece ...
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Buber, Martin
Storico del giudaismo e filosofo austriaco della religione (Vienna 1878 - Gerusalemme 1965). Di famiglia ebrea proveniente dalla Galizia (od. Polonia), fu seguace del sionismo dal 1898 [...] un tale tipo di rapporto ha fatto situare il pensiero del filosofo al di fuori della corrente principale del giudaismo, in cui l dimostra il suo atteggiamento anticonvenzionale, dal punto di vista ebraico, anche nel preferire l’esperienza di vita al ...
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Grossman, David
Grossman, David. – Scrittore israeliano (n. Gerusalemme 1954). L’impegno politico è centrale nella sua produzione letteraria che si struttura su due piani: uno realistico, strettamente [...] legato all’attualità israeliana, e uno fantastico-simbolico. Laureatosi in filosofia e teatro all’università ebraica di Gerusalemme ha alternato l'attività di conduttore radiofonico presso la radio di stato israeliana Kol Israel a quella di ...
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Melantone, Filippo
(ted. Philipp Melanchthon, forma grecizzata di Schwartzerdt «nera terra»: gr; μέλαιυα χϑών) Umanista e teologo (Bretten, od. Land Baden-Württemberg, 1497 - Wittenberg, od. Land Sassonia-Anhalt, [...] , orientata dal nominalismo, cui aderì. Conoscitore della lingua ebraica, di matematica, fisica, astronomia, musica, fu editore attività di docente in letteratura greca e latina, filosofia, scienze naturali, esegesi biblica, storia, teologia, ...
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Arendt, Hannah
Hannah Filosofa tedesca della politica, naturalizzata statunitense (Hannover 1906 - New York 1975). Significativo esempio di studiosa impegnata, A. ha lasciato una originale produzione [...] , politologici e sociologici. Allieva di Husserl e Heidegger, laureatasi in filosofia a Heidelberg con Jaspers, fu costretta a lasciare la Germania (1933) perché di famiglia ebraica: lavorò a Parigi per un’organizzazione sionista fino al 1940; quindi ...
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escatologìa s. f. [comp. del gr. ἔσχατος «ultimo» e -logia]. – Dottrina degli ultimi fini, cioè quella parte delle credenze religiose (e, in qualche caso, di teorie filosofiche e teologiche) che riguarda i destini ultimi dell’umanità e del mondo:...
lògos s. m. [traslitt. del gr. λόγος, che è dal tema di λέγω «dire», con vocalismo o]. – Nel pensiero greco, il termine indica la «parola» come si articola nel discorso, quindi anche il «pensiero» che si esprime attraverso la parola. Una precisa...