La scienza bizantina e latina: la nascita di una scienza europea. Relazioni culturali fra Est e Ovest
Juan Vernet Ginés
Julio Samsó
Charles S.F. Burnett
Pietro B. Rossi
Tzvi Langermann
Relazioni [...] la più antica documentazione di tali cifre compare nel ms. detto Vigilanus (Escorial d I-2, f. 12v), scritto nel 976 da un monaco De natura hominis di Nemesio di Emesa all'imperatore FedericoBarbarossa. Al pisano si deve anche la prima traduzione ...
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"E per tutto il cielo". Dinamiche religiose di uno Stato nascente
Giorgio Cracco
La religione civica al bivio
Guardando indietro
La religione cristiana - secondo un'opinione corrente - non cessò mai, [...] che avrebbe voluto, a detta del suo fedele interprete imperiale nell'Italia dei Comuni (1236-1254), in Federico Il e le città italiane, a cura di Barbarossai dogi stettero naturalmente dalla parte della Chiesa, in unitate catholica, accogliendo i ...
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MINIATURA
M.G. Ciardi Dupré Dal Poggetto
La m., ovvero l'illustrazione del libro manoscritto, fu in Occidente una delle manifestazioni artistiche più importanti del Medioevo e anche nel Rinascimento [...] 'ore (Cleveland, Mus. of Art, 64.40) per Carlo III detto il Nobile (1387-1425), re di Navarra, in cui fu all' Alessandro III e FedericoBarbarossa di Pietro de' Natali (Roma, Casanat., 276), del 1389, e infine la Divina Commedia per i Sanudo (Rimini, ...
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Committenza e arte di Stato
Patricia Fortini Brown
Esaminando i tre secoli già trascorsi, Francesco Sansovino identificò nel doge Pietro Gradenigo (1289-1311) l'artefice dell'eccezionale longevità [...] palazzo della Ragione di Padova, dove, a detta di Sansovino, "si fece il cielo compartito I.S.2, XXII, 4, 1900-1911, pp. 374-410. Cf. Oddone Zenatti, Il poemetto di Pietro de' Natali sulla pace di Venezia tra Alessandro III e FedericoBarbarossa ...
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Scritti storico-politici
Claudio Finzi
Governare Venezia e il Mediterraneo
Le dottrine politiche dei primi decenni del Trecento sono segnate a Venezia da due personaggi, che finora non hanno ricevuto [...] i Veneziani del ceto di governo. Per un eventuale principe veneziano, come potrebbe far pensare il maggior riguardo dato al governante, testa e cuore della città? Non è detto Ecclesia cum imperatore FedericoBarbarossa tempore Alexandri tercii ...
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«Sudditi d’un altro stato»? Gli ecclesiastici veneziani
Antonio Menniti Ippolito
Tra lo stato e la Chiesa
Nel 1609 il nunzio pontificio Berlinghiero Gessi aveva un problema con il pievano di San Maurizio. [...] vescovato di Padova al cardinale Federico Cornaro, figlio del doge che provenivano dai dominii del «Golfo» adriatico detta età era invece di 44 anni; i vescovi greci furono consacrati a un’età media il Barbarossa. Tra il 1647 e il 1653 nuovamente i ...
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Storici e politici fiorentini del Cinquecento
Angelo Baiocchi Testi
Simone Albonico
Premessa
Questo volume si presenta con il duplice intento di costituire uno strumento di lavoro per studiosi e di [...] tutto pacato e analitico: si pensi a FedericoBarbarossa, «principe molto eccellente» nelle Considerazioni Cinquecento si esprime, lo si è già detto, attraverso molti 'generi': le cronache e i diari; le storie vere e proprie, considerate ...
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L'autocelebrazione della Repubblica nelle arti figurative
Wolfgang Wolters
Lo Stato veneziano ha sempre fatto tutto il possibile per costruire e divulgare un'immagine di sé in cui il ruolo svolto [...] i pittori e gli scultori avevano avuto più raramente occasione di trasporli in opere d'arte. Eccezioni di rilievo sono due cicli pittorici relativi al ruolo di Venezia durante il conflitto fra papa Alessandro III e l'imperatore FedericoBarbarossa ...
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SICILIA, REGNO DI
GGiuseppe Galasso
Fu nel Regno di Sicilia che Federico II esplicò più pienamente le sue qualità e le sue vedute di uomo di stato. Nessun paragone è possibile, al riguardo, con l'attività [...] . È vero, anzi, che egli la rinvigorì, cercando di proteggere i sudditi contro gli abusi dei baroni e sottoponendo questi ultimi ai rigori nazionale italiana, come si è detto. Come il Barbarossa, anche Federico appare alla ricerca di una posizione ...
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L'età del comune
Giorgio Cracco
La città "bifronte"
L'idea di "un'età aurea"
L'importanza fondante - per la città-Stato di Venezia - dell'epoca che va dalle origini del comune (1140 circa) alla fine [...] biade la città, mentre detestava il Barbarossa "dal quale non abbiamo mai avuto Federico II: nel 1220, nel diploma di rinnovo dei patti, il duca veniva collocato tra i re, anzi tra i "sapientes et discreti rectores regnorum", e Venezia era detta ...
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