Medicinale appartenente alle serie dei farmaci antinfiammatori non steroidali (NSAID). Il prodotto utilizzato è il sodio derivato del 2-(S)-(6 metossi-2-naftil)-acido propanoico e si presenta come una [...] sostanza cristallina bianca inodore. Viene impiegato per la riduzione di dolori, febbri provocate da artriti reumatoidi, gotta, crampi mestruali, tendiniti ecc. Può dare disturbi gastrointestinali e presenta ...
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tiosolforico, acido Acido di formula O2S(OH)SH, noto solo in soluzione acquosa; si può considerare derivato dall’acido solforico per sostituzione di un atomo di ossigeno con uno di zolfo. È un acido abbastanza [...] forte, che decomponendosi dà biossido di zolfo, zolfo e acqua. Una soluzione acquosa di acido t. si può ottenere trattando un tiosolfato con un acido. L’acido t. è un acido bibasico di cui sono noti solo ...
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novocaina
Anestetico locale (uno dei primi a essere stato sintetizzato, nel 1905, e registrato, nel 1907), derivato dall’acido para-amminobenzoico, ora generalmente noto col nome comune di procaina. ...
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fotochemioterapia
fotochemioterapìa [Comp. di foto- e chemioterapia] [FME] Terapia laser che utilizza l'eccitazione di un derivato dell'ematoporferina per la distruzione selettiva delle cellule cancerogene: [...] v. laser in medicina: III 377 c ...
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Mattone cotto in uso nelle costruzioni romane e il cui nome, derivato dalle sue dimensioni (due piedi romani, cioè circa cm. 60 × 60), ci è dato non solo da Vitruvio, ma anche dalla marca di fabbrica di [...] alcuni mattoni (Marini, Iscriz. dol., 942-3); l'oggetto stesso ci è conservato in molti esemplari nelle antiche costruzioni (v. mattone) ...
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Teologo, di nome Andreas Bodenstein (Karlstadt, Franconia, 1480 circa - Basilea 1541), noto sotto il nome umanistico derivato dalla città natia; canonico e professore (1504), quindi decano della facoltà [...] teologica di Wittenberg, dapprima avversò Lutero, ma ben presto (151 tesi del 16 settembre 1516) ne accolse le idee che, accanto a lui, difese nella di sputa di Lipsia (1519) contro J. Eck. Ma poi, attratto ...
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SLITTA (fr. traîneau; sp. trineo; ted. Schlitten; ingl. sledge o sleigh [dal ted. Schlitten, a sua volta derivato da schleifen "trascinare, scivolare"])
George MONTANDON
Luigi TORNIELLI
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Slitte dei [...] terminale in questa direzione: essa presenta così un buon esempio dello sviluppo su un'area ristretta di un elemento culturale derivato da forme sorte su una vasta area: mentre la pelle di renna a sacco e la treggia dovute alla cultura primitiva ...
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teobromina
Sostanza con azioni farmacologiche analoghe a quelle della teofillina e della caffeina (che è il derivato metilico della t.). Oltre alla t., si impiegano in terapia numerosi derivati o prodotti [...] di associazione con altri composti o miscele aventi analoghe proprietà terapeutiche, ma dotate di diversa tollerabilità, solubilità, ecc ...
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Complesso
Lucio Pinkus
Nel senso più generale di "insieme, totalità", il vocabolo discende dal latino complexus, derivato del verbo complecti, "stringere, abbracciare, comprendere". Nell'accezione psicoanalitica, [...] il termine è derivato dal tedesco Komplex, coniato alla fine dell'Ottocento per indicare un conglomerato di ricordi, pensieri e rappresentazioni mentali, parzialmente o anche totalmente inconsci. Tali elementi sono collegati fra di loro da un ...
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Setta
Nome italiano della città marocchina di Ceuta (v.); viene dall'arabo Sabta, a sua volta derivato, attraverso il bizantino, dal romano Septem fratres, toponimo collegato ai monti prossimi alla città.
Ricorre [...] in If XXVI 111, dove Ulisse descrive il suo viaggio: procedendo nel Mediterraneo verso occidente, da la man destra mi lasciai Sibilia, / da l'altra già m'avea lasciata Setta ...
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derivato
s. m. [part. pass. di derivare1]. – 1. Prodotto ottenuto da un altro attraverso trasformazione chimica: i d. del petrolio. Nella nomenclatura chimica è frequente anche come secondo elemento di termini composti, dei quali il primo...
derivabile
derivàbile agg. [dal lat. tardo derivabĭlis]. – Che si può derivare (nelle varie accezioni di derivare1). In matematica, funzione d., funzione che ammette derivata.