Burdach, Konrad
W. Theodor Elwert
, Filologo e linguista (Königsberg 1859 - Berlino 1936), alunno di W. Scherer e Zarnke. Libero docente a Halle (1884), studiò la formazione della lingua letteraria [...] ], ove discute le opinioni di A. v. Harnack, E. Troeltsch e K. Vossler); lumeggiò l'influsso del D. del DevulgariEloquentia e del Convivio sulle idee linguistiche di Johannes von Neumarkt, cancelliere dell'imperatore Carlo IV e grande ammiratore di ...
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Deschamps, Eustache
Remo Ceserani
Poeta francese (Vertus, Champagne 1346 circa - 1407 circa); compose un grande numero di ballate e rondeaux su una varietà d'argomenti (d'amore, di satira politica e [...] . Nessun rapporto diretto vi è neppure tra il suo trattato in prosa su l'Art de dictier et de fere chançons, balades, virelais et rondeaux (1392) e il DevulgariEloquentia, allora ignoto. Anche le analogie fra le due opere sono scarse: il Marigo ...
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Filologo italiano (Sondrio 1847 - Firenze 1930). Alunno di A. D'Ancona e D. Comparetti, fu dal 1874 a Milano e dal 1884 al 1922 a Firenze insigne maestro di romanistica; socio nazionale dei Lincei (1907). [...] sono anche l'opera su Le origini dell'epopea francese (1884) e gli studî di filologia dantesca, in particolare sul Devulgarieloquentia, di cui curò un'edizione critica (1896), importante anche dal punto di vista della metodologia generale. ...
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Rimatore lucchese (sec. 13º), giudice e notaro in documenti che vanno dal 1242 al 1257. Fiorì intorno a lui una piccola scuola poetica strettamente legata ai Siciliani. Dante, che lo giudicò severamente [...] nel Devulgarieloquentia (I 13, 1), lo introduce nel canto XXIV del Purgatorio come rappresentante della generazione di poeti anteriore alla sua, e fa che egli riconosca la novità e la superiorità dello stil novo rispetto alla poesia dei Siciliani, ...
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Scienza del linguaggio. Secondo F. de Saussure i compiti primari della l. sono: a) descrivere il maggior numero possibile di lingue storico-naturali e famiglie di lingue sia nella loro funzionalità in [...] particolare o per l’elaborazione di una teoria generale del linguaggio. Linguistico è l’interesse di Dante, quando (Devulgarieloquentia I, 8) tenta una classificazione delle lingue europee; tentativi di l. sono le discussioni sulle origini delle ...
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stil novo Tendenza poetica (anche dolce stil novo) diffusa in Toscana tra la seconda metà del 13° e l’inizio del 14° sec., così chiamata dalla critica moderna sulla base di versi di Dante (Purg. XXIV, [...] dato nella Vita nuova quel che potrebbe dirsi lo s. della prosa e anche un’immagine estremamente idealizzata di vita stilnovistica; e nel Devulgarieloquentia, sia pure parzialmente, un ripensamento teorico degli ideali stilistici dello stil novo. ...
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Filologo e critico letterario italiano (n. Milano 1936); prof. di storia della lingua italiana nelle università di Genova (1968-71), di Ferrara (1971-74) e quindi di Padova. Allievo di G. Folena, ha studiato [...] storico-filologico M. M. Boiardo (ed. delle Opere volgari, 1962; La lingua del Boiardo lirico, 1963) e Dante (ed. critica del Devulgarieloquentia, 1968 e poi, con trad. a fronte e ampio commento, in Opere minori, 2° tomo, a cura sua e di altri ...
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Trovatore italiano in lingua provenzale (n. Goito 1200 circa - m. dopo il 1269). Ebbe vita avventurosa. Cominciò come giullare; fu presso Azzo VII d'Este, poi, a Verona, alla corte di Rizzardo Sambonifacio, [...] un'immagine di alta dignità. È stata proposta da G. Bertoni (1901) l'attribuzione a S. di un sirventese in lombardo, che autorizzerebbe a vedere in un passo dantesco (Devulgarieloquentia, I XV 2) un accenno a una sua produzione in volgare italiano. ...
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Famiglia romagnola, potente particolarmente a Faenza, ricordata, con Alberico di Guido, fin dal 1103. Di parte guelfa nel sec. 13º, avversaria degli Accarisi ghibellini; Dante ricorda Alberico e il figlio [...] Ugolino, rimatore, detto Buzzola, rispettivamente nell'Inferno e nel Devulgarieloquentia. Francesco, nominato difensore e capitano di Faenza (1313), ottenne di fatto la signoria. I M. la mantennero, sempre schierati col partito guelfo (salvo che ...
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Poeta fiorentino (sec. 13º-14º), da identificarsi forse con il notaio ser Lapo di Giovanni Ricevuti, della cui attività si hanno documenti sicuri relativi agli anni tra il 1298 e il 1321. Ricordato da [...] Dante in un sonetto giovanile (Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io), è anche citato dal medesimo nel Devulgarieloquentia (I, 13) tra coloro che, insieme con i contemporanei G. Cavalcanti, Cino da Pistoia e Dante stesso, seppero raggiungere l' ...
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curiale
agg. e s. m. [dal lat. curialis]. – 1. agg. Della curia, relativo alla curia, nei varî sign. del termine. In partic.: a. letter. Di corte, cortigiano, aulico: mi spoglio quella veste cotidiana ... e mi metto panni reali e c. (Machiavelli)....
rettitudine
rettitùdine s. f. [dal lat. tardo rectitudo -udĭnis, der. di rectus «retto2»]. – 1. letter. e raro. L’esser diritto, andamento in linea retta: la r. della sua ossatura (D’Annunzio). 2. fig. L’essere retto in senso morale e intellettuale...