acuto (ant. aguto) [lat. acūtus, part. pass. di acuĕre "acuire"]. - ■ agg. 1. a. [che termina con una punta sottile] ≈ acuminato, aguzzo, appuntito, puntuto. ↔ arrotondato, smussato, spuntato, (non com.) [...] di angolo minore di un angolo retto e, anche, di tutto ciò che ha forma d'angolo acuto] ≈ [di arco] a sesto acuto. ↔ ottuso, [di arco] a vivo. ↔ debole, smorto. c. [di tutto ciò che dà l'impressione di penetrare o pungere i sensi: odore a.; freddo a.; ...
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bagnare [lat. tardo balneare, der. di balneum "bagno"] (io bagno, ... noi bagniamo, voi bagnate, e nel cong. bagniamo, bagniate). - ■ v. tr. 1. a. [spargere d'acqua o d'altro liquido una persona o cosa [...] se l’azione viene svolta con l’ausilio di dispositivi automatici.
Inumidire rimanda in genere a una scarsa quantità d’acqua intenso e rimanda a un’eccessiva mancanza di liquido: ho seccato l’arrosto perché ho dimenticato di bagnarlo col vino; se non ...
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decente /de'tʃɛnte/ agg. [dal lat. decens -entis, part. pres. di decēre "esser conveniente"]. - 1. [conforme al senso morale e al decoro: tenere un contegno d.] ≈ decoroso, dignitoso, discreto, moderato, [...] . Anche ciò che è ritenuto adatto, conveniente, appropriato a determinati usi e sim. può essere detto d. (oltreché, per l’appunto, adatto, adeguato, appropriato, conveniente), e anche accettabile, ammissibile, discreto o passabile, se è considerato ...
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dimenticare (ant. dismenticare) [lat. tardo dementicare, der. di mens mentis "mente"] (io diméntico, tu diméntichi, ecc.). - ■ v. tr. 1. [perdere la memoria di una cosa, anche nella forma dimenticarsi: [...] ch’avevamo dimenticato dell’isola di Seilan (M. Polo); ripensando a l’ultime ragioni, mi son dimenticato de le prime (T. Tasso). D’uso oggi solo lett. è obliare: i’ era in terra e ’l cor in paradiso, / dolcemente obliando ogni altra cura (F. Petrarca ...
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dipingere /di'pindʒere/ (ant. o region. dipignere) [lat. depingĕre] (io dipingo, tu dipingi [ant. dipigni], ecc.; pass. rem. dipinsi, dipingésti [ant. dipignésti], ecc.; part. pass. dipinto). - ■ v. tr. [...] ciò che si colora di una saporosa ma non troppo evidente comicità (L. Pirandello).
Un altro ambito di d. è quello artigianale di «dare la tinta, soprattutto alle pareti»: devo far d. la cucina. In questo caso è molto com. il sinon. tinteggiare, oltre ...
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dire (ant. dicere /'ditʃere/) [lat. dicĕre] (pres. dico, dici [ant. o pop. di'], dice, diciamo, dite, dìcono; imperf. dicévo, ecc.; pass. rem. dissi, dicésti, ecc.; fut. dirò, ecc.; condiz. dirèi, ecc.; [...] maestro, «che ’l tuo non è stato [...]» (Dante); «Questo non farò io» disse Andreuccio (G. Boccaccio). Si noti che, soprattutto quando d. si trova nel mezzo o alla fine del brano citato, il sogg. segue quasi sempre il verbo, come si vede ad es. nelle ...
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dolore /do'lore/ s. m. [lat. dolor -ōris, der. di dolēre "sentir dolore"]. - 1. [qualunque sensazione di sofferenza provocata da un male fisico, con le prep. di, in o anche assol.: d. di testa; avere un [...] tormenti del carcere, ma deh ch’io ami! deh, liberami dal tormento d’odiare i miei simili! (S. Pellico). Ancora più insostenibile è lo (I. Nievo); sapete che cosa è la contrizione? è l’odio del peccato commesso con la ferma volontà di emendarsi (C ...
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vista s. f. [part. pass. femm. di vedere]. - 1. a. (fisiol.) [funzione e capacità di vedere: v. binoculare] ≈ visione. b. [il vedere] ● Espressioni: punto di vista → □. c. (lett., non com.) [atto con cui [...] posano gli occhi su qualcosa: La v. mia, che tanto lei seguio Quanto possibil fu (Dante)] ≈ occhiata, sguardo. d. [possibilità di vedere: l'albero è cresciuto tanto che mi toglie la v. della strada] ≈ veduta, visibilità, visuale. e. [spazio entro cui ...
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colore /ko'lore/ s. m. [lat. color -ōris]. - 1. (fis.) [sensazione che si prova sotto l'effetto di luci di diversa composizione spettrale e, anche, la luce stessa, intesa come qualità dell'oggetto che [...] (fam.) combinarne di cotte e di crude, (fam.) fare il diavolo a quattro. b. [insieme degli aspetti più pittoreschi d'un luogo, d'un tempo: c. locale; articolo di c.] ≈ folclore. c. [carattere peculiare o insieme di caratteri peculiari, di uno scritto ...
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genio /'dʒɛnjo/ s. m. [dal lat. Genius, nome proprio della divinità tutelare, e fig. (come nome comune, genius) "inclinazione"]. - 1. (mitol.) [spirito che protegge una persona, un popolo o un luogo] ≈ [...] di potere magico che nei racconti di fate si suppone abitare l'aria e la terra] ≈ ⇓ folletto, genietto, gnomo, a qualcuno) → □. 4. [caratteristica propria o distintiva: il g. d'una nazione, di una lingua] ≈ carattere, indole, natura, temperamento. ...
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d-l-
d-l- 〈di-èlle〉 [Dalle iniziali di destrogiro e levogiro] [CHF] [OTT] Simb. premesso a un composto chimico, per indicare che in questo i due antipodi ottici, d e l, sono presenti in quantità uguali e quindi il composto è otticamente inattivo.
Riforme del processo civile nel d.l. n. 69/2013
Antonio Carratta
Pasquale D’Ascola
Il contributo esamina le novità normative contenute nel d.l. 21.6.2013, n. 69 (cd. decreto del fare), convertito con modificazioni dalla l. 9.8.2013, n....