Scrivere il primo libro non è di certo impresa semplice; il rischio di incespicare nelle parole è sempre presente e anche quando esse ormai danno l’illusione di essere finalmente ferme, adagiate su fogli [...] d’Ombrosa non scende dai suoi rami, i quali per giunta, nel finale del romanzo, tornano a farsi ricami d a bussare alla porta.Per saperne di più: Barenghi M., Italo Calvino e i sentieri che s’interrompono, in «Quaderni piacentini», Nuova Serie, No. 15 ...
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Disgrazia, sciagura, o ancora, sentimento di profondo dolore, di perdita: in una parola Lutto. Così è definita la reazione che dà più forma alla psiche di un essere umano. Le conseguenze di un lutto sono [...] contemporaneo infatti, colui che più di ogni altro nutre curiosità e sete di conoscenza, apre i primi decenni del terzo millennio con spirito d’amarezza. Mai nella storia siamo stati in grado di massimizzare la reperibilità dello scibile umano ...
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La città rappresenta per antonomasia il luogo di codificazione e rafforzamento del potere statale. Questa sua funzione è maggiormente evidente se prendiamo in considerazione il caso delle città coloniali [...] , un fenomeno che vede nella pianificazione delle città d’oltremare uno strumento essenziale per lo sviluppo nazionale. L come primaria funzione quella di contenere i contatti tra i coloni e i colonizzati, rappresenta un elemento essenziale per ...
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Tutto ciò cui oggi attribuiamo il nome di città non è altro che l’essenza di ciò che ci rende uomini, nel senso aristotelico di animali “politici”. Sebbene vi siano molteplici interpretazioni della realtà [...] più intimo: l’isonomia politica, elemento di profonda distinzione – almeno agli occhi dei greci – dall’Oriente. D’altra parte, i tratti distintivi della città orientale emergono, per esempio, dalla descrizione di Ecbatana, capitale della Media. Fatta ...
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Firenze, metà del XV secolo: il potere è in mano alla potente famiglia de’ Medici nella persona di Cosimo, tornato nel 1434 dall’esilio che i suoi avversari politici gli avevano inflitto. Nel difficile [...] nuovo il nome di Angelotto. Anche questo paragone, tuttavia, dà vita a un’ironica premessa (poiché al giorno d’oggi regna la stoltezza e i pazzi vengono elevati ad alte cariche) che porta ad un’ulteriore ridicola conclusione (io, che folle non sono ...
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Euripide nelle Baccanti, il suo ultimo capolavoro, porta sulla scena Dioniso, il dio delle feste, nel cui contesto le tragedie venivano rappresentate. La sua divinità, secondo il mito, è stata contestata [...] , regrediscono allo stato di natura: si vestono di pelli d'animale, cacciano, allattano cuccioli di lupi e cerbiatti, smembrano come un dio nuovo “ricevuto dagli Elleni” (p. 20), con i quali ha assunto la figura del dio del vino, legandosi a una ...
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L’A Diogneto è il discorso protrettico con il quale un teologo di tradizione paolina, vissuto nel II secolo d.C., servendosi di elementi apologetici e dottrinali, tenta di persuadere un pagano a convertirsi [...] capitolo 3, per ripresentarsi in 8, 2-4; il secondo è trattato lungo i capitoli 3 e 4, e ulteriori brevi accenni si possono rinvenire in altri punti dello come in 5, 3. La follia è un punto d’arrivo: a essa l’autore perviene passando attraverso una ...
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In Storia della follia nell’età classica (1961), Michel Foucault scrive: “Dove c’è opera non c’è follia; e tuttavia la follia è contemporanea dell’opera, poiché inaugura il tempo della sua verità.” C’è [...] narratore, infatti, leggiamo: “Se un giorno però la fortuna favorisse i pazzi, se il loro numero fosse superiore e se tutti of sanity, come ci dice Louise Bourgeois secondo cui l’opera d’arte fa da garante laddove l’autore è folle, allora Sá- ...
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Prima parteAurelio Privitera (1970) riaprì la questione, sostenendo che dalle saghe di Licurgo, di Perseo, delle Miniadi, di Penteo non si può dedurre la storicità di una resistenza delle classi superiori [...] dei morti: ad esempio, nelle scene presso la tomba vengono raffigurati giovani che portano doni quali uva, timpani, fogli d’edera, i tipici oggetti dionisiaci; gli stessi defunti presentano attributi dionisiaci quali il tirso, la cesta con foglie ...
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Milano, alla fine del Duecento, vive un periodo di forte transizione: rinata dopo la distruzione del Barbarossa del 1162, dopo aver nuovamente scacciato l’aquila imperiale di Federico II, si trova contesa [...] . Voliamo indietro nei secoli superando la battaglia di Legnano, la distruzione di Milano, i disordini dei Patarini, il glorioso governo dell’arcivescovo Ariberto d’Intimiano, la conquista franca del 774; giungiamo infine alla Milano longobarda, una ...
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i, I
s. f. o m. (radd. sint.). – 1. Nona lettera dell’alfabeto latino, che nell’uso ortografico odierno sostituisce anche, per tutte le parole italiane (eccezion fatta per pochi nomi proprî che conservano la grafia tradizionale), il segno...
A.D.I.
– Nelle datazioni di documenti medievali, abbreviazione di Anno Dominicae Incarnationis («nell’anno dell’Incarnazione del Signore») per indicare un anno secondo lo stile dell’Incarnazione (v.) o anche un anno qualsiasi dell’era cristiana...
IN PARTIBUS INFIDELIUM
G. D. I.
INFIDELIUM Qualifica adoperata per varî secoli a designare i vescovi titolari, abrogata dalla Congregazione di Propaganda Fide con lettera del 3 marzo 1882 (in Collectanea Sacrae Congregationis de Propaganda...
Secondogenito (n. 1451 circa - m. Tours 1504) di Ferdinando I, dopo una lunga residenza in Francia, tornato in patria nel 1482, rifiutò la corona offertagli durante la Congiura dei baroni. Dopo la morte prematura del nipote Ferdinando II (1496)...